Fiat, Scajola a il 'Secolo XIX': "Per Termini Imerese possibili proposte dall'estero"
Milano, Maroni: "Evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere"
ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 09:33
Roma, (Adnkronos) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni al 'Corriere della Sera' dopo le violenze seguite all'omicidio dell'immigrato egiziano : "C'e' un modello sociale che non funziona, che va ricostruito ed e' necessaria una gestione oculata degli insediamenti degli immigrati sul territorio".
Roma, 15 feb. (Adnkronos) - "In via Padova bisogna abbassare la febbre e non scatenare una guerra civile". Lo dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni che, intervistato dal 'Corriere della Sera' sulle violenze a Milano dopo l'omicidio dell'immigrato egiziano prende le distanze da chi invoca i rastrellamenti casa per casa e sottolinea: "Nel futuro dobbiamo evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere". Si tratta di "un nuovo progetto di integrazione", ma ora afferma il titolare del Viminale "bisogna tenere insieme la citta'", senza interventi repressivi, "non serve incendiare le piazze". Per Maroni "c'e' la necessita' di un cambio di passo. C'e' un modello sociale che non funziona, che va ricostruito" ed e' necessaria una "gestione oculata degli insediamenti degli immigrati sul territorio".
Quanto alle accuse di fallimento del governo di centrodestra da parte del segretario del Pd, il minnistro dell'Interno replica: "Sarebbe facile rispondere a Bersani che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano settemila e nel 2009 li abbiamo ridotti a tremila. Potrei anche ripetere quel che ha detto il ministro Gelmini: siamo arrivati a questo grazie al buonismo della sinistra. Ma vorrei -conclude Maroni- evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale".
Quanto alle accuse di fallimento del governo di centrodestra da parte del segretario del Pd, il minnistro dell'Interno replica: "Sarebbe facile rispondere a Bersani che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano settemila e nel 2009 li abbiamo ridotti a tremila. Potrei anche ripetere quel che ha detto il ministro Gelmini: siamo arrivati a questo grazie al buonismo della sinistra. Ma vorrei -conclude Maroni- evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale".
G8: Bertolaso, servitore dello Stato e non di questo o quel governo
"Resto convinto delle ragioni che hanno portato il governo Berlusconi prima, il governo Prodi poi ed infine l'attuale governo Berlusconi a confermare al Dipartimento la gestione dei Grandi Eventi". Lo scrive il capo della Protezione civile Guido Bertolaso nella prima delle dieci risposte a 'La Repubblica' alle domande postegli ieri da Eugenio Scalfari. Berolaso scrive di aver comunicato alla presidenza del Consiglio la sua preoccupazione relativa "all'aumento delle richieste di dichiarazione di Grande Evento", un segnale che si moltiplica ed e' "inquietante". Bertolaso sostiene che "rendere lo Stato efficiente non e' un'anomalia, non ho mai sottratto poteri legislativi al Parlamento", ricorda che nessuna norma successiva alla legge del 1992 "passata con il parere contrario della presidenza della Repubblica" o della Consulta, e che mai dal Quirinale e' stato opposto un rifiuto "alle leggi che consentono l'adozione delle ordinanze relative ai Grandi Eventi". Bertolaso nega l'incompatibilita' di Capo della Protezione civile con il ruolo di sottosegretario ("Sarei incompatibile se fossi sottosegretario alla Protezione civile"). "Ripeto di essere un servitore dello Stato" e non "di questo o quel governo", il che "non vuol dire che non sia al servizio del Governo". Bertolaso replica infine: ""Spiacente, ma non e' un mio problema considerare che per 'Stato' si deve considerare l'Italia senza Berlusconi. Spiacente, e' un problema del centro sinistra italiano, non dello Stato, non riuscire a fare a meno di questo Presidente perche' unico collante buono a tenere insieme forze politiche che quando non trovano accordo su questo comune bersaglio danno regolarmente vita alla fiera del fuoco amico". Il sottosegretario aspetta che "questa congiuntura non brillante finisce, perche' non aiuta nessuno a migliorare la qualita' del servizio ai cittadini". Pur rispettando la magistratura, Bertolaso afferma: "Mi piacerebbe che i processi mediatici come quello che adesso si sta celebrando contro di me, che sono soltanto l'imputato pubblico di turno, finissero". Infine, la stampa: "Se sviscera gli elementi di prova" addotti dai giudici per la loro decisione,"puo' rendere un servizio ai cittadini e al Paese. Quando spande fango, meno".
Fiat: Scajola, per Termini Imerese possibili proposte dall'estero
"Su Termini Imerse e' possibile che si vada a un invito internazionale, per avere altre proposte che portino al salvataggio dello stabilimento". E' quanto rivela il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in un'intervista a il 'Secolo XIX'. "Le manifestazioni di interesse arrivate sinora sono state spontanee - afferma il ministro - le stiamo esaminando con grande attenzione e presto avremo un quadro piu' preciso. Non e' escluso che si possa anche fare un invito internazionale" continua quindi spiegando che la Regione Sicilia e il Governo sono pronti a investire 450 milioni. Serviranno a migliorare le infrastrutture e a sostenere la ristrutturazione, quindi penso che ci possano essere molte imprese, anche fuori dall'Italia, interessate a insediarvisi". "E' un'idea, fra le tante - spiega Scajola - che gia' abbiamo concretizzato per far ripartire il Paese".
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