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P.a., Patroni Griffi: "Addio a certificati inutili e azioni coordinate sulle imprese"

ultimo aggiornamento: 28 dicembre, ore 10:42
Roma - (Adnkronos) - Il ministro per la Pubblica amministrazione in un'intervista a 'Il Messaggero': non solo tagli ma anche investimenti destinati soprattutto a migliorare l'organizzazione degli uffici, a favore degli italiani e di chi dentro quegli uffici ci lavora


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Roma, 28 dic. (Adnkronos) - "Non solo tagli ma anche investimenti destinati soprattutto a migliorare l'organizzazione degli uffici, a favore degli italiani e di chi dentro quegli uffici ci lavora". A parlare e' il ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi a proposito della "ristrutturazione " del pubblico impiego in un'intervista a 'Il Messaggero'. La base di partenza sono le "semplificazioni", tema su cui "stiamo lavorando con il ministro Passera" spiega. "Nel pacchetto che stiamo mettendo a punto ci sara', ad esempio, il coordinamento dei controlli pubblici sulle imprese. Fisco, ispettorato del Lavoro e quant'altro dovranno evitare di visitare le aziende uno per volta. Ancora: semplificheremo alcune procedure sugli appalti" e verra' affrontato "in profondita' il problema dei costi dell'amministrazione attraverso la riorganizzazione degli uffici e delle cantrali di acquisto". Mentre per i cittadini il ministro fa un altro esempio: "nascera' il certificato unico per i disabili con il quale potranno 'parlare' con tutte le amministrazioni pubbliche". Il pacchetto semplificazioni sara' presentato "entro fine gennaio''. ''Ma prima ripartira' la decertificazione" annuncia spiegando che dal primo gennaio "diamo attuazione, grazie a una direttiva che abbiamo appena emanato, ad una legge approvata, le amministrazioni saranno obbligate a non consegnare piu' certificati inutili ai cittadini. In partica saranno consegnati solo certificati per la attivita' private. Quelli che un cittadino doveva consegnare alle varie amministrazioni per una pratica saranno le amministrazioni stesse a doversele cercare".

Prodi: serve rifondazione euro, portare a termine progetto

"Diciamo che siamo di fronte alla necessita' di una rifondazione. Dobbiamo prendere atto dell'incompiutezza di quel progetto e portarlo a termine". E' quanto afferma Romano Prodi in un'intervista a 'Repubblica'-R2, all'interno di uno speciale per i dieci anni dell'euro. Prodi si riferisce a dieci anni fa quando nacque l'euro. ''Anche allora lo andavo dicendo che non si poteva avere una polti'itica monetaria unica senza una politica economica comune. Ma la reazione di Kohl come di Chirac fu netta: e' meglio rinviare la fase due". "Una moneta comune va difesa con strumenti comuni - continua Prodi - occorre che la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro, come lo fa la Fed. E occorre che gli eurobond, garantiti dall'oro delle banche centrali nazionali, consentano non solo di difendenre il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, come hanno fatto Cina e Usa nel momento del bisogno".

Governo, Casini: cambierà la politica, il colmo le accuse di Silvio

"Se il governo regge, e deve reggere altrimenti l'Italia affonda, cambiera' la politica, verra' modificato un sistema tanto mitizzato ma che non sta in piedi". Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, l'esecutivo tecnico del professore "obbliga tutti a prendere atto che lo schema bipolare non ha la forza necessaria per arginare verifiche serie come questa crisi". In un'intervista a 'la Repubblica', Casini lancia una stilettata al Cavaliere: "mi sembra il colmo - dice - che chi e' stato fino a ieri causa del problema oggi si proponga come la soluzione". Ma a Berlusconi riconosce anche qualche merito. "Ha fatto un salto mortale non indifferente - sottolinea il leader centrista - sostenendo il nuovo governo. Oggi cerca di alternare qualche momento di propaganda a ragionamenti seri: tutto abbastanza inevitabile". Sia il Pdl che il Pd "hanno dimostrato coraggio - riconosce Casini - il Pdl ha avuto la capacita' di capire che la sua agonia coincideva con la tomba per l'Italia. Il Pd aveva la vittoria in tasca e ci ha rinunciato. Quando sento Di Pietro usare toni da campagna elettorale penso che Bersani sia stato particolarmente ardimentoso". Ora, pero', deve essere il momento delle riforme. E "o la politica dimostra di avere una capacita' di guida nella riforma di se stessa o scompare", avverte. Quanto alla cosiddetta fase due del governo Monti, questa per Casini deve passare dal "rilancio degli investimenti, misure per la produttivita' e la crescita, una severa lotta all'evasione fiscale. Un'altra manovra no - sottolinea - Non la reggerebbe il paese. Servono le riforme. Un nuovo intervento sui conti avrebbe si' un carattere recessivo".

Pdl, Sacconi: nostri parlamentari tentati da Udc? Solo minutaglie

Se ci sara' una 'migrazione' di pidiellini verso l'Udc sara' di dimensioni molto ridotte. Ne e' convinto l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ne ha parlato in un'intervista a "Il Giornale". Crede, come Casini, che serva un salto politico del governo Monti, con una coalizione Pdl-Pd-Udc? "Il ritorno della politica -risponde Sacconi- non significa un governo comune di questi grandi partiti, che, costretto a mediazioni esasperate, non scalderebbe il cuore della societa', piuttosto un bipolarismo maturo con alternanze non traumatiche perche' fondato su valori condivisi della nazione". Alcuni esponenti del Pdl pare siano tentati dall'Udc... "Minutaglie. C'e' bisogno di offerte politiche forti e inequivoche. E queste -conclude Sacconi- si realizzano solo in una logica bipolare e non in un centro concepito come luogo della mediazione su tutto".

Governo, Crosetto: corregga tiro o si rischia collasso e allarme terrorismo

"O Monti corregge il tiro e propone reali soluzioni per i problemi economici, oppure si corre il rischio non solo del collasso finanziario ma anche dell'allarme terrorismo: si e' innescata troppa paura, troppa incertezza fra i cittadini". A sostenerlo e' Guido Crosetto, deputato Pdl ed ex sottosegretario alla Difesa, che in un'intervista su 'La Stampa' punta il dito contro la manovra del professore: "terrorizzare chi puo' spendere - avverte - non porta a nulla". "Il problema di Monti e', in parte - dice - lo stesso di Tremonti: ai professori, ai burocrati dell'economia e agli intellettuali puri che danno consigli sui quotidiani sfugge la realta' del Paese. Danno e fanno ricette teoriche concordandole con altri burocrati europei senza tenere conto delle diversita' sostanziali dell'Italia. Ad alzare il prezzo della benzina ci poteva pensare chiunque!". Un riconoscimento va tuttavia alla riforma delle pensioni, che, "per quanto dura", ha "un senso di futuro. Ce l'ha nonostante la profonda ingiustizia che comporta: ha una sua logica". La riforma elettorale e quella costituzionale, invece, "non spetta a loro, ma ai partiti - sottolina Crosetto - Un Paese che muore, inoltre, deve occuparsi di questioni economiche e non di riforme politiche, anche per non favorire l'allarme sociale che puo' sfociare nel terrorismo".

Cinema, Barbera: per Festival Venezia riqualificare lido e limare prezzi

Alla Mostra del Cinema di Venezia ''non serve un nuovo Palazzo isolato, e' tutto il Lido che va riqualificato. Il Comune e la Regione hanno offerto un sostegno senza precedenti. Bisognera' coinvolgere la citta', abbassare i prezzi del soggiorno. Troppo alti, molti produttori e distributori preferiscono Toronto''. Cosi' Alberto Barbera, neo direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia al posto di Marco Mueller, in un'intervista al 'Corriere della Sera', parla del suo ritorno alla guida del piu' antico festival cinematografico del mondo e del nuovo Palazzo del Cinema. Sul futuro della Mostra, Barbera non ha dubbi: ''Anzitutto continuera' a essere la vetrina del meglio della produzione internazionale, ma la formula va ripensata. Non deve essere circoscritta nei pochi giorni della rassegna -afferma- ma diventare un laboratorio permanente di idee, occuparsi della formazione di nuovi talenti. Stamo pensando a un College dove autorevoli nomi del cinema facciano da tutor per i futuri registi e attori''. Quanto all'ipotesi di Marco Mueller direttore del concorrente Festival di Roma al posto di Piera Detassis: ''Marco e' molto bravo -dice Barbera- ci darebbe, certo, filo da torcere. La concorrenza fa bene, quello che puo' damnneggiare entrambi sono le date cosi' ravvicinate''. E su quale sia il suo Festival ideale, Barbera ha le idee molto chiare: ''Cannes resta un modello, ma irraggiungibile. C'e' tutto -conclude- glamour compreso. Una componente oggi imprescindibile''.


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