"Bersani ha riconosciuto che la responsabilità non è mia, ma del centrodestra, e della strategia sbagliata del Pd"
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Pd, Binetti: "Il partito sapeva che non ero una 'Zapatera'"
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ultimo aggiornamento: 15 ottobre, ore 10:15
Roma - (Adnkronos) - L'esponente teodem al 'Corriere della Sera": "Sono ferita ma non andrò mai nel Pdl o nell'Udc"
Roma, 15 ott. (Adnkronos) - "Ma cosa si aspettavano da me? Quando gli amici della Margherita e poi del Pd, mi hanno chiesto di candidarmi, ero gia' presidente di Scienza e Vita, avevo gia' fatto la campagna contro il referendum sulla procreazione assistita. Sono stata pure presa in giro per essermi lasciata sfuggire la storia del cilicio. Pensavano di avere a che fare con una Zapatera? Non credo". Sono le parole con cui Paola Binetti torna a difendere, in un'intervista al "Corriere della Sera", la sua scelta di votare no alla legge contro l'omofobia e le discriminazioni sessuali.
Si dice "ferita" la deputata del Pd per le reazioni che seguite al suo 'no'. Tuttavia esclude perentoriamente di voler uscire dal partito che l'ha fatta eleggere. "No, io non me ne vado. Valutero' dopo le primarie, in base a come sara' la futura classe dirigente del partito. E sa perche'? Perche' io non sono di destra". Non andra' nel Pdl? "Mai -ribatte la rappresentante teodem- non sono una che volta gabbana". Non approdera' neppure nell'Udc, perche' non dimentica "che quando sono entrata in Parlamento, l'Udc stava con Berlusconi. Stimo e rispetto Casini, ma per quindici anni e' stato in un'alleanza in cui la destra prevaleva sul centro".
Ha fatto sapere di essere pronta a votare per Bersani alle primarie... "Non lo so. Prendo atto che Bersani -spiega Binetti- ha avuto un atteggiamento diverso. Ha riconosciuto che la responsabilita' non e' mia, ma del centrodestra, e della strategia d'aula sbagliata del Pd. C'era un accordo per il ritorno in commissione. Poi i nostri dirigenti hanno ritenuto di non avere garanzie dalla maggioranza sul ritorno della legge in Aula, e sono andati incontro alla sconfitta...".
"Se la legge si fosse limitata a tutelare la vita, l'incolumita', la liberta' personale degli omosessuali, non avrei esitato a votarla. Ma nel testo si parla anche di 'liberta' morale'. E non vorrei che un giorno un magistrato potesse sostenere che viola la legge chi non e' d'accordo sui Pacs o sulle adozioni". Smentisce poi di essersi spesso distinta dalla linea del Pd in Parlamento. "No. Io voto pressoche' sempre con il mio partito. Mi sono distinta sul tema del testamento biologico, del diritto alla vita"
Binetti spiega infine come fa a restare in un partito che non la vuole. "Il mio disagio e' mitigato dalle straordinarie manifestazioni di solidarieta' che ho ricevuto, anche da parlamentari del Pd (...) Per me la vita politica non e' separata dalla vita privata. I sentimenti e i valori sono importanti. E io non ci posso rinunciare. Il segretario di un grande partito non impone maggioranze bulgare; e poi anche nel partito comunista bulgaro qualche voto in dissenso era consentito. Quando si costruisce un ponte, si lascia sempre una minuscola linea di frattura, un margine di flessibilita' che lo salva dal terremoto. Sulle questioni etiche -conclude Binetti- sono quel margine di flessibilita'. Non sono il problema; posso essere parte della soluzione».
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