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Pdl, Alfano: "Nessun governissimo. Alleanza con la Lega non è archiviata"

ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 09:27
Roma - (Adnkronos) - Il segretario del Pdl in una intervista al Corriere della Sera. "Ridaremo potere di scelta a chi vota"


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Roma, 8 feb. - (Adnkronos) - L'alleanza tra Pdl e Lega "non e' archiviata". Lo dice il segretario del Pdl Angelino Alfano in una intervista al Corriere della Sera. "Pensiamo -spiega- che il filo del rapporto tra noi e la Lega non sia reciso e la nostra alleanza non sia archiviata".

"Speriamo che anche in queste amministrative, nonostante arrivino nel momento di massima turbolenza, si possa collaborare, come il Pd sta facendo con Idv e Sel, che pure si oppongono al governo Monti almeno quanto la Lega".

Il Pdl e' "disponibile alla collaborazione tra le principali forze del Paese per fare alcune riforme di iniziativa parlamentare in questa legislatura e sotto questo governo" assicura poi Alfano.

"Certamente, in ambito elettorale ci presenteremo con una coalizione che speriamo possa essere ampia, vasta e che possa portarci al successo. Crediamo che i cittadini debbano sapere in anticipo da chi saranno governati, perche' questa e' una grande conquista dalla quale non vogliamo tornare indietro", spiega Alfano, che aggiunge come occorra "restituire ai cittadini il diritto di scelta del loro parlamentare, ma senza eliminare la possibilita' di scegliere il premier, o il saldo finale sarebbe negativo".

Tra le riforme istituzionali da portare avanti anche "la riduzione del numero dei parlamentari, senza perdite di tempo e gia' a partire dalla prossima legislatura", ma soprattutto una legge elettorale che stabilisca "un rapporto piu' diretto tra eletti ed elettori". Alle preferenze, Alfano dice di preferire "i collegi", mentre sul sistema "quel che conta e' arrivare a un consolidamento del bipolarismo con un meccanismo elettorale che metta il cittadino nelle condizioni di scegliere parlamentare e premier, senza totem ne' tabu' e senza dover necessariamente copiare sistemi altrui". Infine, "serve uno sbarramento molto alto: se da un lato si pensa di limitare il premio di maggioranza per rendere piu' effettiva la corrispondenza con i voti presi, dall'altro non si puo' frammentare in modo esasperato il Parlamento, pena l'ingovernabilita' del Paese".


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