Rai, Locatelli: "Monti approfitti del momento e la liberi dai partiti"
ultimo aggiornamento: 11 gennaio, ore 09:53
Roma - (Adnkronos) - L'ex direttore generale di Viale Mazzini al Corsera: "Monti puo' immaginare una nuova governance che sottragga la tv pubblica alla logica partitica
Roma, 11 gen. (Adnkronos) - "Certe riforme, come i criteri di nomina dei vertici Rai, si fanno in condizioni di debolezza psico-politica dei partiti. Questa sterilizzazione dei due poli durera' poco. Monti farebbe bene ad approfittarne preoccupandosi poco di un passaggio parlamentare che, superato lo choc, poi andrebbe bene. Nnn dimentichiamoci che Monti, da ministro dell'Economia, e' l'azionista della Rai e puo' immaginare una nuova governance che sottragga la tv pubblica alla logica partitica". Lo afferma, in un'intervista al 'Corriere della Sera' l'ex dg (tra il 1993 ed il 1994) di Viale Mazzini Gianni Locatelli. In concreto Locatelli suggerisce che "una governance di cinque persone, per la Rai, basta e avanza. Tra i cinque consiglieri un presidente e un consigliere delegato, con funzioni di amministratore delegato... Ma l'importante e' sganciare la Rai dai partiti, dai gruppi di potere... Non dalla politica che e' altra cosa", quindi indica nei presidenti delle Camere la fonte di nomina dei vertici Rai, perche' "la loro e' una visione necessariamente istituzionale. Piu' ristretto e' il board piu' agile sara' il lavoro del vertice e la sua distanza dall'interesse dei singoli gruppi". Il tutto in un quadro che Locatelli riassume cosi': "Occorre immaginare una rinnovata missione della tv pubblica nel contesto del sistema televisivo", ovvero "bisognera' assicurare alla Rai tutti gli strumenti che mercto e tecnologia mettono a disposizione per consentirle di governare l'offerta e non piu' di subirla".
Legge elettorale: La Russa, in un mese si puo' correggere 'Porcellum'
"Un accordo bipartisan sulla correzione del 'Porcellum' si puo' trovare anche in un mese". Lo dice il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, in un'intervista al 'Secolo d'Italia'. "Personalmente -spiega- penso che la cosa piu' facile da fare sia quella di mantenere l'attuale legge elettorale, emendandola, dando la possibilita' ai cittadini di indicare almeno i due terzi dei candidati o almeno piu' della meta' dei parlamentari, nel segno di una uniformita' sistemica, visto che modelli simili sono quelli per il voto alle Europee, alle Comunali e alle Regionali".
"Un secondo ritocco al 'Porcellum' va fatto anche per il premio di maggioranza al Senato, per fare in modo che non possa venire fuori una maggioranza diversa tra i due rami del Parlamento". Ma "se la Corte approva i referendum e' chiaro che si dovrebbe andare nella direzione dei collegi, in un'ipotesi piu'vicina al Mattarellum".
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