Rifiuti, Clini: "Non ci lasciamo intimorire dalla malavita organizzata"
ultimo aggiornamento: 26 gennaio, ore 10:18
Roma - (Adnkronos) - Il ministro dell'Ambiente in un'intervista a 'Il Mattino', dopo il vertice che si è tenuto a Bruxelles sui rifiuti in Campania: "Abbiamo concordato con l'Ue un programma di lavoro, da qui a giugno, che e' essenziale per uscire dall'emergenza"
Roma, 26 gen. - (Adnkronos) - "Gli atti di teppismo sui camion impegnati nella raccolta rifiuti sono arrivati puntuali alla vigilia del vertice cruciale con l'Unione Europea. Ma ne' io ne' il commissario europeo Janet Potocnik ci lasciamo intimorire dalla malavita organizzata". E' quanto dichiara il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in un'intervista a 'Il Mattino', dopo il vertice che si e' tenuto a Bruxelles sui rifiuti in Campania, riferendosi ai blitz avvenuti nei giorni scorsi contro i mezzi autocompattatori.
Clini ha espresso parere favorevole sull'esito dell'incontro, che a suo avviso e' stato "concreto e utile" e "ha prodotto risultati positivi perche' abbiamo concordato con l'Ue un programma di lavoro, da qui a giugno, che e' essenziale per uscire dall'emergenza". Riguardo ai sabotaggi ai camion per la raccolta rifiuti dell'Asi'a, il ministro ha parlato di una "singolare coincidenza temporale. Evidentemente - ha precisato - a qualcuno non va bene che si tolgano i rifiuti dalle strade".
Sull'ipotesi di inviare l'esercito a Napoli e in Campania, il ministro commenta: "Non ho mai pensato che i militari dovessero essere impiegati per raccogliere i rifiuti. Ma quando subentrano problemi di ordine pubblico, allora occorre reagire coinvolgendo le forze dell'ordine. La legalita' e' un punto cruciale, anche sulla questione dello smaltimento, rispetto al quale siamo assolutamente determinati". Spiegando la tabella di marcia, il ministro annuncia che convochera' gia' la prossima settimana il tavolo tecnico per verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti.
Giustizia: Vietti, cambiare il regime della prescrizione
''Fermiamo la prescrizione quando il giudice stabilisce che il processo va fatto''. Michele Vietti, in una intervista a 'Repubblica', lancia la proposta e spiega: ''La prescrizione e' sempre una sconfitta per lo Stato''. Oltretutto, fa notare, una riforma in questo senso salverebbe 169mila processi l'anno. ''La svolta sta nel cambiare il regime della prescrizione. Cosi' com'e' -spiega il vice presidente del Csm- e' solo un premio a chi perde tempo. Penso a una logica di doppio binario: da un lato la prescrizione dovrebbe avere tempi che corrispondano effettivamente al venire meno dell'interesse dello Stato a perseguire il reato. Dall'altro, non dovrebbe piu' decorrere quando un giudice abbia stabilito che il processo va fatto''.
Bersani: "Se Di Pietro vuole alleanza Pd-Idv non gridi all'inciucio"
"Questa e' una fase politica impegnativa per tutti, sia perche' l'Italia e' nei guai, sia perche' dalle relazioni politiche che si determinano in questo passaggio puo' venire fuori un'ipotesi credibile di un centro sinistra di governo. Per questo e' richiesto a tutti senso di responsabilita'". E' la premessa con la quale il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si rivolge a Antonio Di Pietro e, in parte, anche a Nichi Vendola. Proprio al leader dell'Idv che piu' volte ha parlato di "inciucio" dei democratici con le forze moderate, Bersani ricorda in un'intervista all''Unita'' che "questo atteggiamento non lo consentiamo. Ciascuno si prenda le proprie responsabilita' per quello che dice" e Di Pietro, anziche' "tirare per la giacca" il Pd e il suo leader, "sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento. Se tutti dicessimo 'voto solo quello che mi piace' saremmo al punto di partenza. Accetto tutto ma non le furberie dell'Idv...". "Un'alleanza di centro sinistra, aperta alle forze civiche e ai moderati: questa e' la nostra strategia di fondo per la ricostruzione del Paese. Dunque sono gli altri che devono dire se ci stanno. Oggi siamo il piu' grande partito del Paese che, per senso di responsabilita', non ha dato vita a una nuova maggioranza, ma il proprio sostegno a un governo di impegno nazionale". "A Vendola riconosco che ha compreso le ragioni della scelta del Pd ed e' con questo spirito che gli dico che sono pronto a riaprire i tavoli programmatici", ma "basta con i tatticismi, nessuno puo' pensare di prenderci alla spalle".
Lega: Reguzzoni, fischi a Bossi? Qualcuno ha portato la claque
Fanno piu' rumore 20 fischietti che 80.000 militanti in piazza contro Monti. Difende la Lega e difende se stesso Marco Reguzzoni, ex capogruppo a Montecitorio, sostituito alla guida dei deputati lumbard alla Camera dal maroniano Paolo Dozzo. "Per un anno e mezzo -racconta Reguzzoni in un'intervista alla 'Stampa'- ho avuto la fortuna e la sfortuna di svolgere un incarico complesso, diventando il parafulmine di molte tensioni (...) Credo che Bossi abbia scelto me per la difficolta' del compito, il che mi fa onore. Poi ci sono state alcune difficolta' che mi hanno esposto al fuoco di artiglieria, ma sono corazzato". Colpito dal fuoco amico... "Un fuoco amico preventivo. Chi oggi mi critica aveva intrapreso una raccolta firme contro di me prima ancora che fossi nominato". Le divisioni ci sono, ammette Reguzzoni, "come in tutti i partiti. Ma fare critiche pubbliche al capogruppo e' fuori dalle regole. Siamo forti solo se restiamo uniti". Tuttavia, la manifestazione a piazza Duomo ha rivelato nuovi rapporti di forza. "Se siamo in 80 mila contro il governo Monti, ma qualcuno porta 20 amici coi fischietti e' ovvio che sui media passa quello". Qualcuno aveva organizzato il tifo a favore di Maroni? "No -replica l'ex capogruppo leghista- ma io i fischi della piazza li ho sentiti solo contro Berlusconi. Bossi mi ha citato tre volte, dicendo che sono stato un buon capogruppo, e nessuno ha fiatato".
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