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Riforme, Fini: "Serve crescita armoniosa dei ruoli di governo e Parlamento"

ultimo aggiornamento: 09 settembre, ore 09:52
Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Camera in una lettera al 'Corriere della Sera': "La forza delle istituzioni sta anche anche nella loro fattiva inclinazione e capacità di interpretare attese e domande sociali"
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Roma, 9 set. (Adnkronos) - "La salvaguardia della possibilita' di scelta, da parte degli elettori, della coalizione di governo e la necessita' di conferire maggiore incisivita' e stabilita' all'esecutivo non devono necessariamente comportare il ridimensionamento o, peggio ancora, l'abbandono del modello di democrazia parlamentare". E' quanto scrive il presidente della Camera Gianfranco Fini in una lettera al 'Corriere della sera'. "In merito alle riforme costituzionali ho sempre sostenuto che qualsiasi approccio riformatore, ritenuto indispensabile da 15 anni ma mai realizzato compiutamente, non possa prescindere dall'intangibilita' dei principi fondamentali sanciti dalla prima parte della Costituzione; essi rappresentano, infatti, i capisaldi di quel 'Patto repubblicano' del 1948 che ha assicurato all'Italia gli attuali livelli di sviluppo economico e progresso civile, oltre che la coesione stessa della nostra societa'", scrive Fini. "In relazione, invece, alle esigenze di modifica della seconda parte dell'ordinamento costituzionale", per il presidente della Camera "il problema di fondo e' quello di aumentare contestualmente la capacita' deliberativa e di controllo del Parlamento e quella decisionale del governo e di farlo in un quadro di rispettiva ed armoniosa crescita dei ruoli, per garantire una piu' efficiente funzionalita' del sistema che non puo' esaurirsi, come sempre piu' spesso si sostiene, nel momento elettorale. La forza delle istituzioni, ed e' sempre bene ricordarlo, non dipende soltanto dalla capacita' di decidere, ma anche dalla loro fattiva inclinazione e capacita' di interpretare attese e domande sociali, di mobilitare coscienze e volonta' sulle scelte da compiere e sulle innovazioni da realizzare. Ed e' per tutto questo che, nelle moderne democrazie, il ruolo dei parlamenti non e' mai marginale, nemmeno nelle democrazie ad ordinamento presidenzialista, Usa in primis".

LA RUSSA: LEGA PESSIMISTA, I NUMERI CI SONO

"La Lega e' piu' pessimista di noi", che "riteniamo di costruire in Parlamento una maggioranza politicamente e numericamente in grado di continuare a governare". Lo dice Ignazio La Russa, in una intervista al 'Corriere della sera'. "Quando sento dire ai 34 finiani della Camera che vogliono continuare ad appoggiare l'azione del governo io penso che dicano la verita' e che non siano tutti dei volgari bugiardi", dice il coordinatore del Pdl. "Non ci sarebbe niente di male se altri soggetti parlamentari gia' esistenti decidessero di appoggiare il governo per purissimo senso di responsabilita' nazionale", aggiunge il ministro della Difesa. "Berlusconi si e' preso qualche giorno solo per capire se esistono davvero, concretamente, le condizioni per costruire la nuova maggioranza", sottolinea La Russa.

PD, CHIAMPARINO: ANCHE NEL CENTROSINISTRA SI VUOLE ZITTIRE L'AVVERSARIO

Le contestazioni a Schifani e Bonanni alla festa del Pd di Torino "dimostrano che in parti importanti del centrosinistra si va facendo strada l'idea che e' giusto zittire chi non la pensa come noi, che e' meglio il silenzio della dialettica". Lo dice, in una intervista a 'Repubblica', il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. "Questa non e' mai stata la tradizione della sinistra -aggiunge Chiamparino- Ricordo che fin dagli anni '70 alle feste dell'Unita' era tradizione a Torino invitare un esponente della Fiat a discutere con i sindacalisti ed i dirigenti del Pci del futuro della fabbrica", "anche nei momenti piu' difficili nessuno ha mai pensato di abolire quel confronto. Cosi' oggi il dissenso, anche radicale, sulle scelte di un esponente sindacale come Bonanni o la critica a un esponente istituzionale come Schifani non possono portare a negare loro la parola, altrimenti rischiamo di rincorrere la destra anche su questo terreno". Per il sindaco di Torino insomma "la politica della pancia non puo' essere la bussola su cui orientare i nostri comportamenti. Non bisogna confondere la passione con l'istinto, di queste cose dovremo tenere conto anche quando, nei prossimi mesi, dovremo discutere di alleanze, coalizioni e candidature".

PD, COFFERATI: IN ATTO ESCALATION VIOLENZA PER ISOLARE I DEMOCRATICI

"E' un bruttissimo episodio quello di Torino. Ogni azione violenta che miri ad impedire alle persone di esporre le proprie opinioni e' inaccettabile in una democrazia. Ma in questo caso ci leggo un'intolleranza assurda". Lo ha affermato Sergio Cofferati, ex leader della Cgil ed ora al Parlamento europeo in un'intervista al quotidiano 'Il Mattino' riferendosi agli insulti e ai fumogeni contro il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "Qualcuno vuole condizionare il Pd - ha continuato Cofferati - impedendogli di interloquire con altro soggetti della vita politica: l'altro giorno c'era un autorevole esponente della maggioranza e delle istituzioni, stavolta e' toccato ad un rappresentante del sindacato. E tutto questo peggiora la qualita' della vita politica in Italia". Secondo Cofferati, "c'e' un evidente tentativo da parte di alcuni gruppi di intimidire i democratici costringedoli a chiudersi e a non parlare con chi la pensa diversamente". "In democrazia e' normale esercitare il diritto di critica - ha aggiunto ancora Cofferati - Bisogna distinguere il merito e le persone, ma certo c'c' una componente forse inconsapevole che e' legata al linguaggio utilizzato da alcuni politici. E in questo momento il dibattito politico non si contraddistingue per qualita'".

PD, 'EUROPA': FUORI DALLA PORTA CHI NON CONDANNA 'IDIOTI' TORINO

"Il Pd ha fatto bene a condannare nettamente i teppisti di Torino. Ma farebbe bene a preoccuparsi e non solo per i buchi del servizio d'ordine". Lo scrive 'Europa', a proposito dell'aggressione a Bonanni alla festa di Torino, in un editoriale di prima pagina dal tiolo 'Gli idioti di Torino'. "Presto probabilmente si andra' a votare: chi non condanna esplicitamente quello che e' successo ieri va lasciato fuori dalla porta", scrive 'Europa'.

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