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Ruby, 'Avvenire': ''Vicenda che ferisce e sconvolge''.

ultimo aggiornamento: 18 gennaio, ore 10:38
Roma - (Adnkronos/Ign) - Editoriale del direttore Tarquinio che chiede "sobrietà" per quanti svolgono un ruolo pubblico. Marchionne in un'intervista a 'La Repubblica': ''La mia sfida, salari tedeschi e azioni agli operai''


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Roma, 18 gen. (Adnkronos/Ign) - La vicenda Ruby e' "un'irrespirabile polverone" dal quale occorre uscire al piu' presto, "e ognuno deve fare per intero la propria parte perche' questo avvenga con tutta l'indispensabile pulizia agli occhi dell'Italia e del mondo". Lo sostiene il quotidiano della Cei 'Avvenire', che chiede "sobrieta'" per quanti svolgono un ruolo pubblico.

In un editoriale pubblicato in prima pagina, il direttore Marco Tarquinio scrive che "anche solo l'idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione e, peggio ancora, di prostituzione minorile ferisce e sconvolge". E ricorda che "in questi anni questo giornale ha ripetutamente ricordato a tutti, premier in primo luogo, che per servire degnamente nella sfera pubblica bisogna sapersi dare, e tener cara, una misura di sobrieta' e di rispetto per se stessi, per ogni altro e per il ruolo che si ricopre".

"Tutto questo - prosegue 'Avvenire' - poteva non accadere. Questa escalation, il passaggio del presidente del Consiglio da possibile 'parte lesa' a indagato principe nel fascicolo dedicato al cosiddetto caso Ruby, poteva non essere sotto i nostri occhi e al primo posto nei nostri discorsi in un momento in cui su ben altro ci si dovrebbe concentrare per il bene del Paese".

Caso Ruby, 'Il Secolo': ''E' solo roba di cui vergognarsi''

La vicenda Ruby "e' solo roba di cui vergognarsi". Lo scrive il direttore de 'Il Secolo d'Italia' Flavia Perina in un editoriale pubblicato oggi in prima pagina. La moralita', scrive la deputata finiana, e' ormai "out, fuori corso"; l'indignazione e lo scandalo sono "categorie archiviate da una tenace operazione culturale che ha trasformato l'inammissibile e l'impensabile in fenomeno 'pop'".

"Sappiamo che e' moralista e fuori moda dirlo, ma non ci piace, ci da' fastidio e siamo convinte che in tutto cio' non vi sia niente di pop: e' solo roba di cui vergognarsi", scrive tra l'altro Perina, secondo cui "bisognerebbe avere il coraggio di dire, al di la' del profilo giudiziario, di cui si occuperanno i magistrati, che non sono 'affari loro': ci sono ruoli pubblici, persino quelli giudicati 'modesti' come il consigliere regionale, che dovrebbero comportare un certo senso del limite e della moderazione".

Durante le manifestazioni studentesche, Berlusconi "disse qualcosa tipo 'i bravi studenti sono a casa a studiare'. E alle brave ragazze cosa suggeriamo di fare, ammesso che non sia out parlare di questa categoria di 'invisibili'? La galleria di ventenni patinate, griffate, scosciate e perfettamente truccate apparsa in questi giorni sui giornali e' un potentissimo spot 'istituzionale' rivolto alle giovani italiane, una pubblicita'-progresso che indica la strada del successo e della bella vita in un push up con scollatura a cuore. Cosi' fan tutte, tutte quelle 'furbe' - conclude Perina - e' il messaggio implicito che rivolge alle nostre adolescenti".

Marchionne: ''La mia sfida salari tedeschi e azioni agli operai''

La sfida per la nuova Fiat e' "salari tedeschi" e "azioni agli operai". A delineare il nuovo corso della Fiat e' l'ad Sergio Marchionne che in un'intervista a 'La Repubblica' sottolinea: "L'intesa di Mirafiori non si tocca e verra' estesa". "Io - dice Marchionne - sto al risultato del referendum". Secondo Marchionne, inoltre, dalla Fiom e' stato realizzato "un capolavoro mediatico di mistificazione".

L'ad del Lingotto, inoltre, spiega che la sua tesi di fondo e' "impegnarsi di piu' per avere di piu'". "Ha preso piede - aggiunge - la tesi opposta, non ho convinto tutti". Marchionne dunque guarda a "cambiare le regole per garantire la Fiat e chi ci lavora. E' l'unica strada. Non solo: a dire il vero e' l'ultima strada".

Marchionne si dice convinto che la sfida e' quella di portare i salari "al livello della Germania e della Francia" e di puntare alla partecipazione degli utili ai dividendi. "Ma - afferma - prima di parteciparli gli utili dobbiamo farli".

Sulla possibilita' di sedersi a un tavolo e allargare il consenso, recuperando quella meta' di fabbrica che non ci sta, Marchionne afferma ancora: "Piu' che altro, io non capisco. Non sono un ingenuo, ma sinceramente non capisco. E' la logica del retrade, del negoziato continuo per il negoziato, non per arrivare a un risultato. Sono allibito. Mi dispiace, ma sabato mattina alle sei le urne hanno detto che il si' ha avuto la maggioranza. Il discorso e' chiuso, anche se dentro quella maggioranza molti cercano il pelo nell'uovo".

Quindi per quel 50% di dipendenti che non ha condiviso l'accordo, Marchionne assicura: "Devo recuperarli, comunque abbiano votato, e portarli dentro il progetto".


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