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Calearo: ''Siamo tornati al passato vado nel gruppo misto''

Rutelli: ''Il nuovo partito già pronto, alle regionali non saremo spettatori''

Francesco Rutelli (Adnkronos)   Francesco Rutelli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 06 novembre, ore 11:27
Roma - (Adnkronos) - In una intervista al 'Riformista': ''Certamente la nostra strada incrocierà l'Udc. Ma dobbiamo immaginare qualcosa di più ambizioso"
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Roma, 6 nov. (Adnkronos) - "Mercoledi' prossimo presenteremo il nome e il portavoce, che non saro' io". Lo dice Francesco Rutelli, in una intervista al 'Riformista', a proposito del suo nuovo partito. "Sto lavorando non alla fondazione di un partitino centrista, ma al nucleo di una iniziativa destinata a crescere e ad aggregarsi con altre forze. Certamente la nostra strada incrociera' l'Udc. Ma dobbiamo immaginare qualcosa di piu' ambizioso", spiega il presidente del Copasir. "Abbiamo ricevuto un numero pazzesco di messaggi di appoggio e solidarieta'. Di delusi del Pd, di disillusi della politica e di curiosi del centrodestra. Solo nella mia mail personale ho avuto 500 messaggi di diversi esponenti politici territoriali: sindaci, assessori, consiglieri. Presenteremo subito un elenco di proposte chiare, a cominciare dal tema della laicita'. E alle regionali non faremo da spettatori", dice Rutelli. Il fondatore di Margherita e Pd si dice contrario alle elezioni anticipate: "Non produrrebbero altro che una ulteriore radicalizzazione dello scontro. Sarebbe una catastrofe". E sui protagonisti della scena politica spiega: "Fini e' in una crisi profondissima e si sente piu' fuori che dentro il progetto politico del Pdl"; "Tremonti aspetta dal '94 di succedere a Berlusconi, ma aveva la Lega dietro di se', adesso ne ha solo una parte" ma "la successione del centrodestra non e' affare mio"; "Casini sta conducendo una battaglia coraggiosa"; "con Montezemolo i rapporti sono piu' che amichevoli ma non saro' io a tirarlo per la giacca".

PD, CALEARO: ''SIAMO TORNATI AL PASSATO VADO NEL GRUPPO MISTO''

"Quella di Bersani e' una moderna socialdemocrazia. E questo progetto e' lontano dalla mia storia personale e dalla terra da cui provengo, il Nord est". Massimo Calearo spiega, in una intervista al 'Sole 24 ore', i motivi che l'hanno spinto a lasciare il Partito democratico. "Mi era anche venuta voglia di mollare" la politica, "ma le persone che hanno votato me, dentro il Pd, e per le quali sono un punto di riferimento, mi hanno detto di restare, di rappresentare i loro problemi e le loro istanze che nessuno oggi ascolta", spiega Calearo. Per il deputato eletto in Veneto, il Pd di Bersani e' "una riproposizione, anche se diversa, del vecchio Ulivo". "Io ho manifestato le mie riserre sul progetto del Pd di Bersani prima ancora che lui vincesse le primarie. E sto prendendo le mie decisioni da uomo d'impresa, in tempi stretti. Subito gruppo misto. Lavorando per far nascere un grande partito moderato riformatore", dice ancora Calearo spiegando: "In questo momento ci sono molte persone che pensano a un nuovo soggetto politico, come Lorenzo Dellai. Credo molto in una rappresentanza forte del Trivenento".

TERRORISMO, BENEDETTA TOBAGI: ''CRAXI? HO SCRITTO LIBRO NON CONTRO QUALCUNO''

"Ho scritto un libro per mio padre, non contro qualcuno. Chi lo sta leggendo non avra' dubbi, ne sono certa". Benedetta Tobagi replica, con una lettera al 'Corriere della sera', a Stefania Craxi che sempre sul quotidiano di vial Solferino aveva firmato un intervento a proposito del libro della Tobagi, 'Come mi batte forte il tuo cuore', relativamente alla parte in cui parla di Bettino Craxi. Per l'autrice, la Craxi "temo non abbia avuto modo di leggere il libro e sia stata condizionata dalle imprecisioni di alcuni articoli apparsi su altri quotidiani". La Tobagi spiega: "Ho condotto una ricerca documentale", "anche sul ruolo svolto da Bettino Craxi". "Come scrittrice ho lavorato col massimo impegno sulla scelte delle parole, e non v'e' uso di termini quale 'cinico'". La Tobagi prosegue: "Nel libro formulo anche alcune ipotesi e riflessioni, con la massima cautela, ed esplicitando premesse e conseguenze: sono queste le 'allucinazioni' cui fa riferimento l'onorevole Stefania Craxi?".

DON VERZE': ''IL CAVALIERE? UN DONO DI DIO ALL'ITALIA''

"La prima volta ci vedemmo in ospedale, al San Pio X. Erano i primi anni '70, lui era un giovane imprenditore. Ed era malato seriamente. Io gli parlai: 'Lei guarira' e fara' grandi cose'. Nel '94, al tempo della sua discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia". Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' don Luigi Verze', fondatore del San Raffaele, prlando del premier Silvio Berlusconi. "Una volta - aggiunge Don Verze' - un contestatore mi si e' avvicinato, puntandomi il pugno sotto il mento, e mi ha chiesto se la pensavo ancora cosi' su Berlusconi. Gli ho risposto di si'. L'hanno portato via prima che mi colpisse". In merito alle vicende degli ultimi tempi Don Verze' aggiunge che "mi ha assicurato che lui non ha fatto quel che dicono. E io gli credo: non l'ha fatto. Ho visto tante nella vita, ma mai una vergogna simile. Sono state enfatizzate supposizioni, voci. E se anche fossero verita', dovremmo vergognarci e tenerle nel cuore. Chi e' senza peccato scagli la prima pietra. E di peccati ne commettiamo tutti. Eppure vedo molti peccatori tirare molte, troppe pietre".

SCUOLA, DOPO SENTENZA UE LA CROCIATA DE 'LA PADANIA' A DIFESA DEL CROCIFISSO

'Il Popolo crocifigge l'Europa'. Questo il titolo di apertura de 'La Padania' che questa mattina dedica le prime 9 pagine alla vicenda del crocifisso e alle polemiche che si sono scatenate dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sulla presenza del simbolo religioso nelle aule scolastiche. Tra gli articoli, il quotidiano riporta integralmente quello scritto da Natalia Ginzburg e pubblicato il 22 marzo 1988 su 'l'Unita'' dal titolo 'Questa croce rappresenta tutti'. Tanti i messaggi inviati dai lettori pubblicati dal quotidiano, come 'L'Europa non puo' e non deve toglierci il crocefisso. Secondo me deve decidere la popolazione' oppure 'E' un sopruso, una cosa stupida. Deve decidere lo Stato e i cittadini'. 'La Padania' invita poi i suoi lettori ad esprimere il loro giudizio sulla sentenza con un talloncino da ritagliare 'L'Europa ci toglie il crocefisso, cosa ne pensi?' e ancora 'Chi deve decidere secondo te?'. Non mancano i richiami alla storia come quelli nell'articolo 'Quando l'Europa si uni' nel segno della Croce. Nel 1683 Marco D'Aviano salvo' i nostri popoli dall'invasione islamica'.

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