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Il piano Fornero sintetizzato da 'Repubblica': ''Contratto unico e più soldi per impieghi a termine''

Scuola, Profumo: ''Più autonomia e professori reclutati in modo diverso''

ultimo aggiornamento: 19 gennaio, ore 11:04
Roma - (Adnkronos) - Il ministro dell'Istruzione in un'intervista su 'Il Mattino': ''I progetti dovranno nascere insieme, non si tratterà, da parte del ministero, di autorizzare ma piuttosto di collaborare"


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Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - Piu' autonomia alle scuole, diverso reclutamento per gli insegnanti, un rapporto collaborativo tra il centro - il ministero- e il territorio - le scuole . A parlarne e' il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo in un'intervista su 'Il Mattino'. "Un'autonomia responsabile - spiega il ministro - che si declina in quattro punti: una valutazione di tipo propositivo; un diverso governo delle scuole, passaggio obbligato nel momento in cui si afferma un nuovo concetto di responsabilita'; autonomia finanziaria e gestionale; diverso reclutamento degli insegnanti". "La partita vale circa un miliardo e mezzo. Ma al di la' delle cifre - sottolinea il ministro - conta anche il nuovo rapporto tra ministero e scuole, universita' e ricerca. I progetti dovranno nascere insieme, non si trattera', da parte del ministero, di autorizzare ma piuttosto di collaborare". Per bilanciare la situazione della scuola pubblica tra nord e sud e' necessario inoltre "un ripensamento delle spese e degli investimenti complessivi. Prendiamo il caso dei libri scolastici: ora le famiglie acquistano i libri, ma perche' non pensare -suggerisce Profumo - a una diversa modalita' di condivisione? Si possono prendere a prestito dalla scuola e poi riportarli; si puo' ricorrere solo parzialmente a libri su carta e par l'altra parte a volumi in formato elettronico.

Lavoro, piano Fornero: contratto unico e più soldi per impieghi a termine

Un unico contratto gli attuali 48 censiti dall'Istat, ma con due fasi, la prima 'di ingresso', che potra' durare, a seconda dei tipi di lavoro, fino a tre anni e una seconda di stabilita', in cui il lavoratore godra' di tutte le tutele oggi riservate ai contratti a tempo indeterminato. E' il 'piano Fornero' sintetizzato oggi da 'Repubblica' che potrebbe venir fuori da due tavoli operativi sulla riforma del mercato del lavoro e sulla crescita: il primo gestito dal ministro Elsa Fornero, il secondo dal suo collega delle Attivita' Produttive, Corrado Passera. Su questo schema si svolgera' lunedi' la trattativa tra governo e parti sociali. L'obiettivo del ministro Fornero, ricorda il giornale, sarebbe di arrivare a febbraio al varo del provvedimento, passando attraverso un disegno di legge o un disegno di legge delega. Durante la fase di ingresso, in caso di licenziamento con motivazioni che non siano di tipo disciplinare ("giusta causa"), il datore di lavoro non avra' l'obbligo di reintegrare il dipendente ma potra' risarcirlo in pagando una specie di penale pari alla paga di cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato. In caso di una fase di ingresso di tre anni, il licenziamento dovra' essere risarcito con sei mesi di mensilita'. Quanto ai contratti a termine con il provvedimento allo studio invece sara' impossibile assumere a tempo determinato dipendenti per i quali viene corrisposto un salario inferiore ai 25 mila euro lordi annui (o proporzionalmente inferiore se la prestazione dura meno di dodici mesi). Faranno eccezione i lavori tipicamente stagionali (come quelli agricoli o alcuni nelle localita' turistiche). Verra' messo un tetto anche ai contratti a progetto e di lavoro autonomo continuativo che rappresentino piu' di due terzi del reddito di un lavoratore con la stessa azienda. Se questi contratti avranno una paga annua lorda inferiore ai 30 mila euro, saranno trasformati automaticamente in Cui. La riforma dovrebbe anche prevedere l'introduzione di un salario minimo legale stabilito da un accordo tra le parti sociali. Se non si trovasse l'accordo, il salario minimo dovra' essere fissato dal Cnel. Quanto agli ammortizzatori l'obiettivo e' di tornare alla cassa integrazione ordinaria che interviene solo per far fronte alle crisi cicliche e temporanee dei settori.

Internet, Assumma: ''Eccessive le misure Usa contro la pirateria''

"Le trovo eccessive, oltreche' utopistiche". Giorgio Assumma, ex presidente della Siae, avvocato esperto di diritto d'autore, boccia cosi', in un'intervista al 'Corriere della Sera' le due proposte di legge presentate al Congresso Usa contro la pirateria online, aggiungendo: "ne elogio l'intento ma il contenuto no". "Troppo duro. Non lascia spazio a tentennamenti, ma soprattutto alla possibilita' che dei contenuti protetti ne venga fatto uso a favore dell'informazione e della cultura", spiega Assumma che quanto all'efficacia concreta dei due provvedimenti aggiunge: "Utopia. I siti nascono come funghi ed e' difficile controllarli. E comunque va protetta l'informazione e la cultura. Qui si fa fuori tutto. Creando anche squilibri", in quanto "mi pare una legge che cerca di eliminare dal mercato le imprese meno forti. Solo quelle piu' ricche potranno sostenere le spese di ricorsi e opposizioni a queste norme punitive". Se le norme fossero varate i siti italiani dovrebbero rispettarle? "Non siamo tenuti ad applicare sentenze dell'autorita' estera. Salvo verifica delle Corti d'Appello che pero' possono negare la ratifica-delibazione se le sentenze sono in contrasto con i principi del nostro ordinamento, in particolare costituzionale", risponde Assumma che alla domanda se vi sarebbe questo contrasto risponde infine "secondo me si. Non solo violando il principio della libera concorrenza: ci si introduce in rapporti di natura privatistica vietando di espletarli. Ma anche vietare a un motore di ricerca di visualizzare un collegamento potrebbe prefigurare un eccesso di potere, contrario alla Costituzione".

Ue, Tusk: ''Non si può lasciare l'Europa a due capitali''

''Non si puo' lasciare l'Europa a due capitali''. Ne e' convinto il Premier polacco Donald Tusk, che ieri ha incontrato a Roma il Presidente Giorgio Napolitano e oggi vedra' il presidente del consiglio, Mario Monti, sollecitando Paesi come il suo e come l'Italia a ''essere piu' presenti e a non lasciare loro (a Francia e Germania, ndr) l'iniziativa''. ''Che la cancelliera Merkel e il presidente Sarkozy abbiano assunto le redini e' oramai chiaro -afferma in una intervista al Corriere della Sera- Questo pero' non deve tradursi in un monopolio politico duraturo, non si puo' lasciare l'Europa a due capitali. L'attivismo politico di Parigi e Berlino non e' da criticare, siamo noi che dobbiamo essere piu' presenti e non lasciar loro l'iniziativa. Non e' una gara, non e' necessaria alcuna forma di concorrenza, i governi devono abbandonare la logica della ricerca di alleanze a tutela di interessi particolari. E' in questo spirito che vogliamo rilanciare l'integrazione politica''. 'L'Italia - aggiunge Turk- e' uno degli stati fondatori (dell'Ue, ndr), ha una tradizione coerentemente europeista che oggi trova in Mario Monti la sua migliore espressione. La storica amicizia dei nostri paesi vive un nuovo capitolo con la piena convergenza su temi come l'allargamento del mercato comune, il rafforzamento della governance e del firewall a difesa dell'euro. La Ue ha bisogno di grandi paesi come l'Italia e la Spagna, che devono ricostruire la loro reputazione finanziaria e tornare in prima linea. Crediamo nella potenzialita' dei rapporti bilaterali e in particolare della sintonia con l'Italia''.Il Premier polacco precisa che il suo paese continua a credere al progetto di adesione alla moneta unica, sempre che questa sopravvivera'. ''L'entusiasmo e' calato, ma la maggioranza dei polacchi e' favorevole. Dovremmo rientrare nei criteri di Maastricht entro due anni e abbiamo gia' le garanzie costituzionali sul debito. Sara' questione di qualche anno'', spiega assicurando che la Polonia vuole partecipare all'Eurogruppo per ''contribuire al cambiamento''.

Cinema, Lo Foco: ''Muller non è adatto per il Festival di Roma''

"Muller e' un bravo professionista ma mi pare maggiormente adatto ad una mostra d'arte come la Biennale di venezia, piuttosto che ad una manifestazione popolare, che e' anche una festa, quale intende essere il Festival di Roma". Lo afferma, in un'intervista a 'la Repubblica', Michele Lo Foco, esperto di materie legali in campo cinematografico, componente il Cda della Fondazione Cinema per Roma, i cui soci si riuniscono oggi per affrontare il nodo della direzione del Festival, in rappresentanza del Comune capitolino. Quanto all'identita' del Festival, per Lo Foco andrebbe chiarita "prima di scegliere questo o quel direttore" e l'appuntamento romano dovrebbe diventare "anche un autentico mercato cinematografico, raccogliendo l'identita' del Mifed milanese, oggi scomparso".


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