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Spread, Visco: "Solo 200 punti dipendono da noi. A fine 2012 possibile svolta"

ultimo aggiornamento: 08 luglio, ore 12:19
Roma - (Adnkronos) - il governatore della Banca d'Italia in un'intervista al 'Corriere della Sera' sottolinea come ''l'inflazione nell'eurozona diminuisce rapidamente; scendera' al di sotto del 2 per cento nei prossimi mesi''


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Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - ''L'attuale spread di 470 punti base tra Btp e Bund per due quinti e' 'colpa' nostra, del nostro debito pubblico, della nostra scarsa competitivita', della bassa crescita potenziale; il resto e' un premio al rischio che lo Stato italiano paga per il timore del sottoscrittore dei suoi titoli che a un certo punto la moneta unica non ci sia piu'. Ed e' come se la Germania ricevesse un sussidio dagli investitori internazionali''. E' il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ad affermarlo in una intervista al 'Corriere della sera' nella quale perche' ''alla fine dell'anno potremo rivedere una luce in fondo al tunnel''. Le misure decise giovedi' dalla Bce, che ha tagliato i tassi allo 0,75% ''sono misure convenzionali di politica monetaria che tengono conto di una congiuntura internazionale che si sta deteriorando. Non vanno male solo i Paesi del Sud dell'Europa, tra cui noi, rallenta la Germania, la stessa Cina. E gli Stati Uniti hanno di fronte la vera grande incognita dell'economia mondiale, il fiscal cliff'', ovvero il pacchetto di tagli alla spesa e nuove tasse di fine anno il che ''vale quattro punti di prodotto lordo, detto brutalmente''. Visco sottolinea come ''l'inflazione nell'eurozona diminuisce rapidamente; scendera' al di sotto del 2 per cento nei prossimi mesi''. Da questo arrivera' per l'Italia che ''un impulso positivo, ma non si riduce certo - afferma Visco - l'esigenza di proseguire nell'opera di risanamento e riforma strutturale''. Quanto alle previsioni sulla crescita ''l'anno scorso - afferma il governatore di Bankitalia - pensavamo di crescere nel 2012 all'1 per cento, oggi le previsioni di consenso indicano che il Pil scendera' grosso modo del 2. Allora dobbiamo chiederci il perche' di questi tre punti persi. La crisi e' stata ed e' grave. La restrizione del credito ha pesato per mezzo punto. Gli spread piu' alti, un altro mezzo punto. Un punto l'effetto restrittivo delle manovre di rientro. E siamo a due. E poi mezzo punto per la congiuntura internazionale e un altro mezzo per la caduta di fiducia di famiglie e imprese'', sottolinea. Dunque ''il 2012 sara' negativo, ma penso che se la situazione non peggiora ulteriormente, se il rischio sui tassi si riduce, se la soluzione della crisi e' condivisa a livello europeo, alla fine dell'anno potremo rivedere una luce in fondo al tunnel'', afferma Visco.

La proposta di Fini: "Nel 2013 grande coalizione poi si sceglie il premier"
Una grande coalizione per le politiche del 2013 tra i partiti che stanno sostenendo il governo Monti, poi la scelta del premier. E' la proposta lanciata da Gianfranco Fini in una intervista al 'Messaggero', che avverte: sbaglia chi ha ''la tentazione di considerare questo governo una parentesi, non e' cosi' ''. Il governo tecnico, sottolinea il presidente della Camera, ''sta cambiando profondamente la mappa politica italiana'' e ''le alleanze andranno delimitate all'interno del perimetro delle forze che hanno sistenuto Monti''. Per il leader di Fli il rischio che saltino di nuovo le riforme istituzionali (con ''lo scambio da suk mediorientale tra Pdl e Lega'') crea la ''necessita' di lanciare fin da ora la proposta di una Assembela costituente'' e la questione di chi dovrebbe fare il premier in una ipotetica allenza dei ''tre poli'', che, ''con buona pace di Alfano'', si presenteranno alle elezioni si dovrebbe vedere solo in un secondo momento, ''a seconda di quale legge elettorale c'e' ''. Fini non ha dubbi: il 'Porcellum' va cambiato per ''restituire agli elettori la possibilita' di scegliere i loro parlamentari''. Poi se ci sara' ''un governo Bersani o Alfano'', il presupposto e' che ''non ci sia chi ha avversato il governo Monti. Cioe' che non ci sia la Lega ne' Di Pietro ne' Sel. Piu' chiaro di cosi'...''. Per Fini la spending review messa a punto dal governo e' ''equilibrata'' e andrebbe incentrata ancora di piu' su quei ''140 miliardi di spesa per gli acquisti'' della Pa. Anche per quel che riguarda ''il pubblico impiego - dice - non credo possa destare scandalo il fatto che i dipendenti siano valutati tramite una cosiddetta pagella o che per loro ci sia maggiore mobilita' ''.

Crisi: Visco, lo spread? Solo 200 punti dipendono da noi

''L'attuale spread di 470 punti base tra Btp e Bund per due quinti e' 'colpa' nostra, del nostro debito pubblico, della nostra scarsa competitivita', della bassa crescita potenziale; il resto e' un premio al rischio che lo Stato italiano paga per il timore del sottoscrittore dei suoi titoli che a un certo punto la moneta unica non ci sia piu'. Ed e' come se la Germania ricevesse un sussidio dagli investitori internazionali''. E' il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ad affermarlo in una intervista al 'Corriere della sera' nella quale perche' ''alla fine dell'anno potremo rivedere una luce in fondo al tunnel''.

Le misure decise giovedi' dalla Bce, che ha tagliato i tassi allo 0,75% ''sono misure convenzionali di politica monetaria che tengono conto di una congiuntura internazionale che si sta deteriorando. Non vanno male solo i Paesi del Sud dell'Europa, tra cui noi, rallenta la Germania, la stessa Cina. E gli Stati Uniti hanno di fronte la vera grande incognita dell'economia mondiale, il fiscal cliff'', ovvero il pacchetto di tagli alla spesa e nuove tasse di fine anno il che ''vale quattro punti di prodotto lordo, detto brutalmente''.

Visco sottolinea come ''l'inflazione nell'eurozona diminuisce rapidamente; scendera' al di sotto del 2 per cento nei prossimi mesi''. Da questo arrivera' per l'Italia che ''un impulso positivo, ma non si riduce certo - afferma Visco - l'esigenza di proseguire nell'opera di risanamento e riforma strutturale''.


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