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Tremonti: ''Il governo Monti credibile in Europa ma non lo è per i mercati''
ultimo aggiornamento: 04 gennaio, ore 08:56
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'ex ministro dell'Economia al 'Corriere': ''Ho una grande considerazione per la competenza tanto di Monti quanto di Grilli, e ho votato la fiducia ma il decreto salva Italia è un provvedimento fiscale regressivo''. Costi della politica, Giovannini a 'La Stampa': ''Un'illusione comparare dati così diversi''
Roma, 4 gen. (Adnkronos/Ign) - Il governo di Mario Monti e' ''credibile in Europa, ma non lo e' per i mercati''. Parola di Giulio Tremonti che in una intervista al 'Corriere della Sera' fa il punto dell'attuale situazione economica e politica dell'Italia e sottolinea: ''Ho una grande considerazione per la competenza tanto di Monti quanto di Grilli, e ho votato la fiducia ma il decreto salva Italia e' un provvedimento fiscale regressivo''.
''L'Europa - spiega l'ex ministro dell'Economia - e' una piazza necessaria ma non e' sufficiente. L'Europa suggerisce molto ma puo' poco. Il mercato finanziario suggerisce uguale, ma puo' tutto''. Secondo Tremonti ''il rischio per l'Italia non e' tanto un'altra manovra, ma quello di dover fare una domanda d'assistenza al Fondo monetario'', in cui ''decisiva sarebbe la nostra drastica perdita di sovranita' nazionale''.
Quanto alla mancata crescita dell'Italia negli ultimi anni del governo Berlusconi, l'ex ministro spiega: ''La crescita dipende da un complesso di fattori. Tra questi c'e' il governo, ma non solo il governo. Dipende dalla geografia, dalla demografia, dalla curva della storia''.
Costi politica, Giovannini: ''Un'illusione comparare dati così diversi''
''Pensare che si potesse fare una media con valori immediatamente comparabili si e' rivelata un' illusione''. Lo sottolinea in una intervista a 'La Stampa' il presidente dell'Istat e della Commissione incaricata di mettere a confronto gli stipendi dei vertici di istituzioni e organi italiani con quelli europei. ''Fin dal primo giorno - spiega Giovannini - il ministro Brunetta aveva fatto presente la complessita' della materia. Era previsto, infatti, che la prima applicazione avesse un termine molto ravvicinato, il 31 dicembre, ma era anche previsto che i dati sarebbero stati rivisti entro il 31 marzo'', ma per avere valori comparabili e' ''necessario del tempo e comunque i parametri ottenuti non dovrebbero essere usati in modo automatico per determinare i livelli retributivi di enti non omologhi''.
Alla luce del risultato dell'indagine, per Giovannini, se si guarda solo alle indennita' non e' possibile fare una media: ''Ci sono anche altri aspetti - dice intervistato anche dal 'Giornale' - le spese di rappresentanza, beni e servizi, tutti elementi trattati in modo diverso nei vari Paesi. E' impossibile fare una media e mi domando se sia il criterio migliore. Dati simili erano gia' noti dallo scorso marzo - aggiunge Giovannini - ed erano contenuti in uno studio di comparazione effettuato dalla Camera dei Deputati''.
Costi politica, Gasparri: ''Non siamo noi i più pagati''
''Non direi proprio. Anzi, mi pare che sotto i titoli roboanti si scriva che in molti Paesi d'Europa le retribuzioni dei parlamentari sono piu' alte'' di quelle degli italiani. In una intervista al 'La Stampa' Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, dice la sua dopo la bufera scoppiata per la pubblicazione dei dati della Commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari italiani.
''Faccio politica da quando avevo 14 anni - spiega - e la farei anche gratis: per quanto mi riguarda, si riducano gli stipendi, anzi, meglio, si riduca subito il numero dei parlamentari''. Il senatore del Pdl afferma che sarebbe disposto a ridursi lo stipendio ''di un terzo'' e osserva: ''Sapete che stipendi girano? Ci sono figure apicali che prendono un milione, un milione e mezzo. Ricordo male o c'erano membri di governo, provenienti dalla pubblica amministrazione, in dubbio se accettare l'incarico visti i tanti soldini a cui rinunciavano?''.
''Se si parla di austerita' - avverte Gasparri - devono diventare austeri in parecchi. In Italia c'e' un numero sterminato di persone che guadagnano cifre folli''.
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