Napoli, Cesaro al 'Il Giornale': "Non sono indagato e mi vogliono arrestare"
Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga (Adnkronos)
Ue, Cossiga: "Non sorprendono posizioni anti-D'Alema del Financial Times"
Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 18 novembre, ore 10:40
Roma - (Adnkronos) - Il Presidente Emerito della Repubblica in un'intervista al quotidiano 'Il Riformista': "Il quotidiano inglese non ha simpatia per tutti gli italiani, mica solo per Berlusconi"
Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - Nessuna sorpresa per le posizioni anti-italiane (ultima della serie, la bocciatura della candidatura di Massimo D'Alema a Mr. Pesc) del 'Financial Times'. Lo afferma il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga in un'intervista al quotidiano 'Il Riformista'. "Il Financial Times non ha simpatia per tutti gli italiani, mica solo per Silvio Berlusconi che ha attaccato in ogni modo a proposito delle escort. E dunque non ha simpatia neanche per D'Alema - ha dichiarato Cossiga - D'altra parte, il nome del quotidiano parla chiaramente della sua collocazione: e' l'espressione di un ambiente conservatore, l'organo ufficiale della city londinese. Capisco che non veda di buon occhio la candidatura di un progressista di sinistra. D'altra parte - ha aggiunto - il Regno Unito non si capisce mai se e' europeista o meno, e certi trucchetti con D'Alema in Europa non gli saranno piu' concessi". "In merito al fatto che D'Alema non sappia parlare l'inglese", per Cossiga "si tratta di una vera fissazione degli inglesi. Ma perche' non si domandano se Miliband sa parlare italiano, francese o tedesco? Pensano esista solamente l'inglese". L'ex presidente ammette di non capire "dove vogliano andare a parare. Sospetto che gli dia fastidio che il Governo italiano di centrodestra appoggi la candidatura di D'Alema. Pensano che non avrebbe mai avuto tutto questo sostegno". Cossiga conclude poi affermando che "D'Alema non e' affatto antiamericano. Ma chi si e' messo per primo al fianco degli Stati Uniti quando si e' trattato di intervenire in Kosovo?". E ancora: "D'Alema non e' filoisraeliano, ma nemmeno antisraeliano. I britannici non potevano certo aspettarsi di essere candidati a quel ruolo. Sono fuori dall'eurozona. E poi sarebbe stato possibile affidare la politica della sicurezza collettiva europea a un Paese che e' in Europa solamente per meta?".
GOVERNO: ALEMANNO, MOLLARE SILVIO E' UN SUICIDIO POLITICO
"No, nessun complotto. E da parte di Fini non c'e' nessuna volonta' di fargli mancare la propria solidarieta'. Figuriamoci se vuole abbandonarlo. E poi, sarebbe una follia. Berlusconi e' il leader del centrodestra, investito del suo ruolo dagli elettori. Qualsiasi ipotesi altrenativa sarebbe un suicidio politico". E' quanto afferma in un'intervista a "Il Giornale" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commentando le voci su un possibile complotto per far cadere il governo Berlusconi, da parte del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Inmerito alla possibilita' di elezioni anticipate, Alemanno spiega: "C'e' la possibilita' di portare avanti l'intera legislatura, senza formule alternative, rispettando il voto degli italiani", e continua, "le regionali saranno un test fondamentale. E se ci verra' confermata la fiducia, cosa di cui sono certo, voglio vedere come si puo' immaginare un cambio a livello nazionale!". Per quanto riguarda il candidato nel Lazio, aggiunge: "Ho detto sempre che ci sarebbe voluto del tempo, perche' bisogna evitare commistioni. Il nostro non puo' uscire adesso, mentre e' in atto un contrasto politico. prima la chiarificazione nazionale, poi i candidati", e sulla possibilita' di un accordo con l'Udc continua "l'obiettivo e' quello. Poi nel caso in cui Pier Ferdinando Casini avesse gia' fatto un accordo con Francesco Rutelli, valuteremo la questione".
NAPOLI: CESARO, NON SONO INDAGATO E MI VOGLIONO ARRESTARE
"Non sono indagato e mi vogliono arrestare, qualcosa non quadra. Anche perche' continuo ad essere bersaglio di attacchi sulla stampa, il mio nome viene accostato a fatti criminosi lontani anni luce dalla mia vita politica, leggo che Cesaro qui, che Cesaro la', che sto per essere arrestato. Il mio caso e' in fotocopia quello di Cosentino". Lo ha dichiarato in un'intervista a "Il Giornale" Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, a guida Pdl, dopo le voci su un possibile mandato d'arresto per accuse che lo vedrebbero coinvolto in associazione mafiosa. "La verita' - continua Cesaro - e' che ci troviamo di fronte ad un'offensiva per far fuori una classe politica nuova, fortissima, che e' cresciuta insieme a me e che ha ottenuto successi insperabili in Campania. Un gruppo affiatato che con straordinaria abnegazione e' riuscito a seppellire 15 anni di malgoverno di centrosinistra regionale. Non per parlare del sottoscritto, ma la Provincia di Napoli non era stata mai ad appannaggio del centrodestra". In merito alla possibilita' di una richiesta di reclusione, il Presidente della Provincia di Napoli conclude:"No, non mi dimetto perche' sono stato votato da oltre un milione di persone, un numero impressionante di elettori. E di questo bisogna tenere conto. Poi, certo, uno puo' anche avviare una riflessione coi partiti di maggioranza, con la coalizione, ma se lasciamo ad altri il potere di decidere al posto di chi si esprime in cabina elettrorale, allora e' finita".
GOVERNO: VALDUCCI, CHI VOTA CON DI PIETRO SI METTE FUORI DAL PDL
"La presa di posizione di Bocchino mi suona strana. Ormai ci sono troppi indizi. I tanti, troppo distinguo su temi importanti: il testamento biologico; il voto e la cittadinanza breve degli immigrati. E ora la mozione di sfiducia a Cosentino. Ricordo che in passato, nei casi che riguardavano Cesare Previti e Raffaele Fitto, la maggioranza si mostro' compatta. Ora c'e' un cambio di passo. E questo nonostante i colleghi che hanno studiato le carte confermino che dentro non si intravedono i motivi alla base della richiesta di custodia cautelare". Lo afferma in un'intervista a 'Libero' Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera. "Ormai e' una guerriglia continua: la situazione sta precipitando verso un percorso - continua Valducci - che non prevede ritorno. In questo modo viene meno, da parte dello stesso Bocchino, ma anche di Gianfranco Fini, la sottoscrizione di uno dei punti cardini del Popolo della Liberta': il garantismo. Senza una condivisione dei principi alla base della riforma della giustizia, penso ad esempio alla separazione delle carriere, cade uno dei pilastri, insieme al presidenzialismo e alla lotta alla pressione fiscale, su cui sono fondati l'alleanza e il progetto del Pdl". "O c'e' un chiarimento vero - conclude Valducci - anche attraverso i voti, oppure si prende atto che sulla giustizia non c' e' piu' la maggioranza. E che il Pdl, ripeto sta minando uno dei suoi pilastri fondanti".
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