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Veltroni scrive al Paese: ''No a sante alleanze contro Berlusconi, così si perde''
ultimo aggiornamento: 24 agosto, ore 11:25
Roma - (Adnkronos/Ign) - Al 'Corriere' la lettera dell'ex leader del Pd: ''Ecco cosa farei''. Cacciari: ''Berlusconi si batte con neo-Ulivo e terzo polo''. Matteoli: ''Vero leader Fli è Bocchino, non Fini''. Rotondi: ''Democristiani fedeli a Berlusconi ma potremmo lasciare il partito''
Roma, 24 ago. (Adnkronos/Ign) - No a ''sante alleanze'' contro il premier Berlusconi. ''Rimango dell'idea che le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni, siano quelle fondate sulla reale convergenza programmatica e politica. In fondo il repentino declino del centrodestra conferma proprio questo''. E' la convinzione di Walter Veltroni, che affida al 'Corriere della Sera' una lunga lettera al ''suo'' paese in cui analizza la situazione che l'Italia sta vivendo, indicando la necessita' di ''uscire dall'incubo dell'immobilita'''.
Per l'ex leader del Pd, ''e' giusto semmai che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l'emergenza finanziaria e sociale e di riformare la legge elettorale dando forma, per esempio, attraverso i collegi uninominali e le primarie per legge, a un moderno e maturo bipolarismo''.
Cacciari: ''Berlusconi si batte con neo-Ulivo e terzo polo''
"Basta con le ammucchiate''. In un'intervista a 'la Repubblica', Massimo Cacciari, ex sindaco democratico di Venezia, si dice stufo di alleanze larghe, ''da Vendola a Fini'', frutto di errori ''dettati dalla voglia di far propaganda o da un'errata real politik''. ''L'unico motivo per un'ammucchiata - spiega - sarebbe il Cln, una coalizione per liberarsi di Berlusconi: un errore imperdonabile. Cosi' ricadiamo nel vecchio antiberlusconismo, un formidabile regalo per il Cavaliere. In una campagna elettorale bene contro male, Berlusconi e' imbattibile''.
E a chi gli chiede cosa resta da fare, il filosofo di Venezia replica: ''Mi sembra evidente che c'e' un disegno di Bossi e Tremonti per prendere il posto di Berlusconi. Per questo vogliono andare a votare subito''. Quindi ''se non si cade nell'errore di fare un'accozzaglia, al 90 per cento Berlusconi le elezioni le perde. Vince alla Camera, grazie alla Lega, ma perde al Senato''. Questo scenario e' ''molto probabile, ma solo se esiste un terzo polo forte, composto da Fini, Casini e Montezemolo. In questo modo - rimarca Cacciari - il centrosinistra andrebbe da Di Pietro a Vendola e per come e' fatta la legge elettorale Berlusconi la maggioranza al Senato se la scorda''. A quel punto ''si va da Napolitano che sara' costretto a prendere atto che l'unico in grado di guidare un governo e' Tremonti''.
Matteoli: ''Vero leader Fli è Bocchino, non Fini''
Il leader di Futuro e Liberta' ormai sembra ''Bocchino e non piu' Fini. Lo dico seriamente, non e' una provocazione''. Lo dice in un'intervista a 'la Repubblica' il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, secondo cui ''l'accordo con Casini va tentato, i presupposti ci sono e le aperture di queste ore promettono bene''. Del resto, aggiunge, quello dell'Udc sarebbe ''un ritorno a casa che non sconvolgerebbe un'alleanza imperniata comunque sull'asse tra il Pdl e la Lega''.
Quanto al vertice di domani tra Berlusconi e Bossi, il ministro si dice convinto che il premier ''convincera' Bossi. Ne usciranno con Berlusconi che avra' in tasca la delega a trattare con l'Udc per vedere se esistono i presupposti per un accordo che non stravolga il programma e ci metta nelle condizioni di andare avanti''.
Bondi: ''Dimissioni Fini sono ancora più necessarie''
"Le sue dimissioni, oggi, sono ancora piu' necessarie". Anzi, ''prima lo fara' e meglio e'. Sia per il paese che per la piena agibilita' politica dello stesso Fini''. In un'intervista al 'Giornale', il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, torna a sollecitare le dimissioni di Gianfranco Fini dalla presidenza della Camera. "Certo - spiega il coordinatore nazionale del Pdl - la vicenda di Montecarlo, sollevata dapprima in perfetta solitudine dal Giornale, diventa sempre piu' imbarazzante in assenza di chiarimenti convincenti da parte di Fini. Ma le ragioni obiettive, di natura politica istituzionale e morale sono altre: venne designato presidente della Camera da una maggioranza che non rappresenta piu', essendosi impegnato a dividerla".
Per Bondi, inoltre, "non c'e' un altro caso nella storia della nostra Repubblica in cui il presidente della Camera e' nello stesso tempo leader di un gruppo parlamentare e di un nascente partito politico''.
Rotondi: ''Democristiani fedeli a Berlusconi ma potremmo lasciare il partito''
''Noi saremo sempre dalla parte di Berlusconi. Il tema non e' il governo ma il partito. E qui una sorpresa e' da mettere nel conto. Se dopo due anni non esistiamo, non abbiamo un solo coordinatore delle province, non abbiamo un uomo nella struttura del partito, non siamo mai stati convocati per discutere linee politiche a cui ci siamo sempre adeguati, di fronte a questo disordine che stento a ritenere solo organizzativo, la via e' semplice''. Lo dice in un'intervista a 'Libero' il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi.
''Se Berlusconi - spiega il segretario della Nuova Dc - ritiene essenziale mantenere una componente democristiana nel suo partito, lo deve dire e fare delle scelte. Se no, prenderemo atto di esserci sbagliati e daremo un'espressione diversa alla presenza dei democratici-cristiani nella grande avventura di Berlusconi''.
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