Da un’idea del conduttore e giornalista di Rai Tre, Silvestro Montanaro
Una delle coloratissime opere all'asta. Questa è di Mbuno, il pittore della metafisica del rapporto uomo-natura
Arte per l'Africa. A Roma l'asta di beneficenza con 60 opere all'incanto
Una delle coloratissime opere all'asta. Questa è di Mbuno, il pittore della metafisica del rapporto uomo-natura
ultimo aggiornamento: 27 maggio, ore 13:59
Roma - (Ign) - Lunedì 6 giugno al Teatro Parioli nella capitale Max Giusti nel ruolo di battitore dell'asta, organizzata da ECPAT Italia a sostegno di un Centro di accoglienza ai figli di donne lavoratrici e prostitute a Lomè in Togo
Roma, 27 mag. - (Ign) - Lunedì 6 giugno, alle 18 al Teatro Parioli di Roma, Max Giusti presenterà un’asta di beneficenza promossa da ECPAT Italia con il sostegno di Maurizio Costanzo a favore di un Centro di accoglienza per bambini, figli di donne lavoratrici e prostitute a Lomè in Togo. All’asta sessanta opere di artisti internazionali di origine africana (Leggi la loro storia), dal Mozambico al Kenya, passando per il Senegal. Opere suggestive e simboliche di Malangatana, Seni Camara, Dago, Reinata, Mbuno e Neto che presentano i grandi temi dell’arte africana, dalla fecondità alla vita, ai rituali religiosi fino alla politica. L’evento nasce da un’idea del conduttore e giornalista di Rai Tre, Silvestro Montanaro.
Battitore d'asta sarà l'attore e conduttore Max Giusti, amico di ECPAT, rete internazionale di organizzazioni che opera contro lo sfruttamento sessuale dei minori. Presente in oltre settanta Paesi in tutto il mondo, ECPAT realizza progetti di recupero delle vittime, progetti di prevenzione, campagne di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno, azione di monitoraggio e promozione delle leggi, formazione. Questa volta l’impegno comune tra l’associazione e Costanzo sosterrà un Centro di accoglienza per la prima infanzia a Lomè in Togo, da anni meta privilegiata di giovani ragazze in cerca di lavoro, punto nevralgico del mercato della prostituzione. "Durante l'ultimo viaggio in Togo, a Febbraio scorso, ho incontrato donne portefaix (letteralmente “facchini”) e prostitute, donne sfruttate” racconta Marco Scarpati, presidente di ECPAT Italia, “che trascorrono le loro giornate a portare chili e chili di mercanzie sulla testa per poi tornare a casa, truccarsi, e scendere in strada a vendere il proprio corpo”. Continua Scarpati “Il loro guadagno è irrisorio, 1300 cfa, pari a paio di euro al giorno. Soldi sporchi, che non bastano a vivere, né tanto meno a crescere i propri figli”.
A Lomè ECPAT-Italia, insieme a Cifa ha deciso di sostenere un centro di accoglienza per bambini, tra i tre e i sei anni, figli di queste donne. L'intento è quello di proteggerli dal mercato del sesso che già rende schiave le loro giovani madri. Il centro, sostenuto dal partner locale Bice Togo, è un luogo di protezione per minori, punto di riferimento importante per le giovani donne che in un clima di fiducia provano a sognare un futuro diverso.
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