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Cultura, gli appuntamenti della settimana

ultimo aggiornamento: 13 novembre, ore 16:32
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ROMA, GIOVANNI GUERRINI ALLA NUOVA GALLERIA CAMPO DEI FIORI

Roma - Una mostra dedicata a Giovanni Guerrini sarà inaugurata giovedì 19 novembre alla Nuova Galleria Campo dei Fiori. Nato a Imola nel 1887 Guerrini, pittore, incisore, architetto, decoratore, è uno dei maggiori esponenti italiani di arti applicate fra le due guerre. Per dare il giusto spazio alla poliedrica figura di Giovanni Guerrini, la mostra si dividerà in due momenti espositivi: il primo - a cui si fa ora riferimento - sarà dedicato alla pittura e alle incisioni; il secondo (che si terrà a partire dal 4 febbraio 2010) si concentrerà sull’architettura e sugli interventi di grande decorazione per l’E42, la Grande Esposizione Universale che si doveva svolgere a Roma nel 1942.

In questa prima rassegna saranno esposte circa trenta opere: dagli esordi baccariniani del 1905 (Autoritratto, 1905; Ritratto della sorella, c. 1906; Bambina in piedi, c. 1910), fino ai quadri dipinti negli anni Trenta nel pieno clima della Scuola Romana, come Annuncio di maternità (1930) e Le terme di Caracalla (1934), esposto alla II Quadriennale d’Arte Nazionale del 1935.

Si segnalano inoltre dipinti come: Donne su una barca, 1907, calato in una dimensione simbolista; il Ritratto di Alba con grande cappello, c. 1910, e il Ritratto di Alba con pelliccia di volpe, c. 1912-’14, riconducibili alle temperie del Liberty; il Ritratto della nonna con i limoni, 1920, esposto alla I Biennale Romana; alcune eleganti composizioni floreali come: Anemoni e Iris e primule (c. 1921) e due nature morte del 1931: La cena del venerdì e La colazione del solitario. Oltre agli olii verrano presentati alcuni disegni degli anni Dieci di gusto preraffaellita, e una cartella di litografie.

ROMA, GABRIELE MORRIONE PRESENTA 'VOCI, IMMAGINI E PAROLE DI DONNE 1964-2009'

Roma - Gabriele Morrione torna ad esporre le sue fotografie in una mostra antologica. L’artista, nato in provincia di Ferrara, infatti, presenterà a Roma, fino al 24 novembre allo Spaziottagoni, a Trasteverela la mostra “Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009”. Attraverso i loro volti e i loro sguardi, le donne di Morrione si guardano e guardano il mondo che li circonda. A loro è stato chiesto di raccontarsi, attraverso un testo che ognuna ha scritto a commento della propria fotografia.

Diventa così una mostra “parlante”, in cui fotografie e testi ci rivelano di questi volti l’anima e il proprio sentire: donne sicure di sé ma insieme fragili, donne che vogliono apparire ma a volte sembrano nascondersi, nella luce, nei propri pensieri. Il catalogo della mostra “Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009” – Edizioni Kappa, 2009 è correlato da un cd audio, a cura dell’attrice Daniela Stanga, che grazie all’interpretazione di più attrici propone la lettura dei testi che accompagnano le immagini.

ROMA, MAXXI APRE CON LA PERFORMANCE DI SASHA WALTZ

Roma - ‘Dialoge 09-MAXXI’, installazione coreografica della tedesca Sasha Waltz, sarà al centro dell’apertura straordinaria il 14 e 15 novembre del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid. “Dialoge 09 è un dialogo tra diverse forme espressive artistiche, un laboratorio di forze creative che interagiscono con la struttura architettonica del MAXXI - ha spiegato Sasha Waltz - I 36 ballerini, animati dai suoni di Hans Peter Kuhn e dalle musiche di un quartetto d’archi e di un ensemble di tromba e percussioni, saranno distribuiti in tutti i livelli del museo come opere d’arte. In questa performance gli spettatori avranno un ruolo attivo, perché potranno scegliere il loro punto di vista e la loro prospettiva".

"E’ un grande piacere per me far vedere il mio lavoro a Roma -ha aggiunto Sasha Waltz- una città straordinaria, carica di storia e di arte, perché penso che il MAXXI, che si inserisce nella struttura architettonica della città come un ufo venuto dallo spazio, possa essere il luogo ideale per sviluppare un dialogo tra passato e futuro”. L’installazione fa parte del ciclo di eventi MAXXI vede la luce, che accompagnerà il “rush” finale verso la definitiva apertura del museo, prevista nella primavera del 2010 e fortemente sostenuta dal ministro Sandro Bondi, a coronamento di un impegno pluriennale del Ministero per i beni e le attività culturali.

ROMA, ANDREA PERRONI IN SCENA CON 'CHI MI ACCONTENTA GODE! E 2'

Roma - Andrea Perroni, uno degli interpreti più giovani della scena romana, torna a teatro. Il comico, infatti, presenterà al Morgana di Roma, fino al 29 novembre, “Chi mi accontenta gode ! e 2…” per la regia di Mario Scaletta.

Dopo un lungo ed interminabile trasloco Andrea è finalmente a casa, una casa quasi sua. Ora, alla soglia dei trenta, potrà godere della libertà apparente tanto desiderata. Vivere da soli è a volte affascinante, a volte meno, c’è da fare i conti con la casa, l’arredamento, le bollette, la spesa, il frigorifero, i vicini e chi più ne ha più ne metta. Andrea Perroni classe 1980 è uno dei comici più giovani della scena romana ma con un curriculum già di grande rilevanza: a soli sedici anni parte per la sua prima stagione come animatore turistico continuando fino all'età di ventuno quando debutta nel teatro di compagnia.

Nel 2005 inizia il suo cammino televisivo, su Italia uno, in Colorado Cafè Live, confermandosi per due stagioni come personaggio apprezzato per la sua parodia del conduttore sportivo Sandro Piccinini, grazie alla quale Andrea diventa ospite fisso della trasmissione domenicale Guida al Campionato, al fianco di Mino Taveri e Magda Gomes. Tra i suoi personaggi più esilaranti, il cantautore Franco Califano, il mago Giucas Casella e l'allenatore della Roma Luciano Spalletti.

ROMA, 'LA GUERRA A COLORI' E IL 'MURO DI BERLINO' RACCONTATE DA TESTIMONIANZE INEDITE

Roma - Testimonianze inedite, mai viste prima in Italia quelle esposte nelle due mostre “La guerra a colori” e “Il muro di Berlino”, entrambe allestite a Palazzo Incontro, nel cuore di Roma. Si tratta di due eventi storici avvenuti in epoche distanti tra loro eppure tanto simili per la loro intrinseca tragicità. Il dolore umano è ben rappresentato dai volti dei soldati, dai corpi morti e straziati ritratti da testimonianze fotografiche inedite. Mai, infatti, si erano viste foto della prima guerra mondiale a colori. Eppure, nella mostra ben 70 foto a colori raccontano di quella devastante guerra in cui hanno trovato la morte circa dieci milioni di persone e che è sempre apparsa, in ogni libro di storia e non solo, in bianco e nero. Si tratta di foto realizzate con una particolare tecnica dai fratelli Lumière che nel 1903 avevano inventato la placca autochrome, una lastra in grado di produrre diapositive a colori. Durante il conflitto vengono scattate diverse foto commissionate dagli eserciti e destinate soprattutto agli archivi e alla propaganda di guerra. Sono scatti realizzati al fronte, nelle trincee per testimoniare la guerra, la sofferenza e la morte, sempre raccontata ma mai così evidentemente rappresentata. Sono immagini che ben si sposano con quelle della secondo mostra allestita a Palazzo Incontro: “Il muro di Berlino” eretto dal regime comunista della Germania Est, una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, fino al suo smantellamento avvenuto il 9 novembre del 1989.

A MILANO 'ALDILA' DEL MURO' NEGLIO SCATTI DI LORENZO CAPELLINI

Milano - Centinaia di persone abbracciate. Una grande festa durata tutta la notte. Code interminabili davanti alle banche per ritirare i 100 marchi che il governo federale regala a tutti i berlinesi orientali. I negozi e i grandi magazzini di Berlino Ovest presi d’assalto. Scene riprese negli scatti del fotografo Lorenzo Capellini, che verranno presentati a Milano, nel foyer dello Spazio Oberdan, fino al 26 novembre, nella mostra promossa dalla Provincia di Milano, “Aldila’ del Muro”.

Il 9 novembre 1989 Capellini era a Parigi quando arrivò la notizia che da quella sera i berlinesi dell’Est avrebbero potuto varcare “il muro” e andare a Berlino Ovest senza problemi. Atterrato all’aeroporto di Berlino, chiese al taxista di portarlo subito alla Porta di Brandeburgo: “Ho visto – ricorda - la felicità. Centinaia di persone abbracciate. La grande festa è durata tutta la notte. Ho assistito, poco più in là, all’apertura di un varco sulla Kreuzbergstrasse. Indimenticabile la gioia sui visi dei giovani che oltrepassavano il muro per la prima volta. Il giorno dopo sono andato in Potsdamer Platz: quella che un tempo era la più importante piazza della città, è ora una grande spianata desolata, una specie di terra in vague attraversato dal muro; qui ne avevano appena demolito un grande pezzo per far passare anche le scoppiettanti Trabant, mentre la gente passava incredula”.

TEATRO, ALL'ARGENTINA DI ROMA 'FILUMENA MARTURANO'

Roma - “Filumena Marturano”, uno dei testi più rappresentativi del teatro di Eduardo De Filippo, in scena a Roma, al teatro Argentina, fino al 29 novembre per la regia di Francesco Rosi con Lina Sastri e Luca De Filippo dopo il grande successo della scorsa stagione.

Filumena Marturano è una donna del popolo, ex prostituta, tolta dal postribolo da un napoletano borghese e benestante, Domenico Soriano. Per venticinque anni è rimasta nella sua casa come amante, pur se in condizioni di inferiorità. Autrice di uno stratagemma per farsi sposare “in extremis” dall’uomo che vuol porre fine al legame perché si è innamorato di una giovane che vuole sposare, è una delle commedie che Eduardo definiva “commedie sociali”. Rappresentata per la prima volta al Politeama di Napoli il 7 novembre 1946, “Filumena Marturano” è, delle commedie di Eduardo, la più rappresentata in tutto il mondo.

Filumena conduce il filo del dramma con la sapienza e la determinazione dovute al sentimento di una maternità tenuta segreta per anni e poi rivelata. Filumena ha tre figli, avuti da tre uomini diversi, li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell’ombra senza mai rivelarsi come madre. Solo di uno è sicura la paternità, il figlio di Domenico Soriano, ma Domenico non lo sa e non lo deve sapere. Quando Filumena decide che lo deve sapere e glielo dirà, non gli dirà altro, chi è, come si chiama, come vive: perché “i figli sono figli” e devono essere tutti uguali, quelli di cui si conosce la paternità e quelli di cui non la si conosce.

FIRENZE, CONCLUSO IL RESTAURO DEGLI AFFRESCHI DI PIETRO DA CORTONA A PALAZZO PITTI

Firenze - E' giunto al termine il restauro delle pitture murali e degli stucchi della Sala di Marte (1640-1647) realizzati da Pietro da Cortona (1596-1669) nei quartieri monumentali di Palazzo Pitti, oggi Galleria Palatina di Firenze. La sala sara' riaperta al pubblico a partire dal prossimo mese di dicembre. Con il completamento del restauro della volta della Sala di Marte, i restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze hanno portato a compimento il terzo e fondamentale atto del piu' ampio progetto di recupero conservativo dei soffitti delle cinque Sale dei Pianeti di Pietro da Cortona, straordinario e trionfale esempio del vertice artistico raggiunto dal grande e indiscusso genio del Barocco italiano proprio a Firenze.

Il restauro e' stato presentato da Isabella Lapi Ballerini, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, da Cristina Acidini Luchinat, soprintendente speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale Fiorentino, e Alessandro Cecchi, direttore della Galleria Palatina. I relatori hanno reso ampie e circostanziate informazioni scientifiche, storiche e tecniche in merito al ciclo pittorico di Pietro da Cortona, agli straordinari apparati decorativi, all’originale iconografia celebrativa della stirpe medicea, alle tecniche artistiche di realizzazione dell’intero complesso e alle operazioni di elevato profilo tecnico e di ricerca che hanno accompagnato l’intervento di restauro.

Il ciclo pittorico e di decorazioni in stucco delle Sale dei Pianeti, nel fastoso contesto della Galleria Palatina di Palazzo Pitti e' il piu' importante evento del genio di Pietro da Cortona nella Firenze barocca, talvolta oscurata ma non meno importante della Firenze medievale e rinascimentale. Le vorticose passioni pittoriche di Pietro da Cortona sono oggi esaltate grazie all’accurato e attento restauro realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

MILANO, ARRIVA IL FOTOGRAFO STEVE MCCURY

Milano - Uno dei più grandi maestri della fotografia, Steve McCurry, arriva a Milano. L’artista, autore di una celebre foto del 1985 in cui ritrae una ragazza afgana, presenta fino al 31 gennaio 2010, al Palazzo della Ragione, una mostra unica nel suo genere, dedicata ai 30 anni più intensi della sua carriera.

La mostra "Steve McCurry 1980-2008 Sud -Est" - promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Civita, ideata e curata da Tanja Solci - propone un’eccezionale raccolta di quasi 200 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto, che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia. Nata e pensata per Milano, da un team interamente milanese, la mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo - da qui il titolo - dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.

“La sequenza di immagini presentata nella mostra Sud -Est – afferma Steve McCurry - evoca l’ampio mosaico dell’esperienza umana e i miei incontri casuali con sagome e ombre, acqua e luce. Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

ROMA, LA BELLE EPOQUE DI 'BOLDINI E GLI ITALIANI A PARIGI' IN MOSTRA AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE

Roma - La Belle Epoque tra la Francia e l’Italia riproposta nella mostra ‘Boldini e gli italiani a Parigi’, allestita al Chiostro del Bramante a Roma, dal 14 novembre al 14 marzo 2010. Circa 90 opere, provenienti da collezioni private affiancano importanti prestiti di Istituzioni Italiane coma la Galleria degli Uffizi, la Camera dei Deputati e la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Nel corso dell’Ottocento la Francia si trova a guidare il cammino dell’arte contemporanea e a costituire per molti paesi – ed anche per l’Italia – un modello di civiltà. I pittori italiani sono dunque indotti ad un continuo confronto con l’arte di quella Nazione, complici le Esposizioni Universali che vi si tengono periodicamente e che ne promuovono internazionalmente l’immagine. Ma il vero e proprio “mito di Parigi” è un portato della cosiddetta Belle Epoque, termine che non ha trovato sinonimi, indica dunque il periodo felice in cui i ceti medi giungono a godere di un certo benessere. Parigi diviene, anche in virtù di questo, un vero laboratorio letterario e artistico nel quale convivevano tendenze artistiche molto diverse le une dalle altre.

Un viaggio che si sviluppa tra le vicende biografiche dei tre celebri “italiani di Parigi”- De Nittis, Boldini, Zandomeneghi - ma si muove, sul filo del racconto, tra i luoghi cari al mito della modernità di Parigi, i teatri, i caffè, i boulevards, gli ateliers degli artisti celebri e quelli dimessi dei pittori bohemien, incontrando perciò gli splendidi capolavori di Vittorio Corcos, Antonio Mancini, Paul Helleu, Leon Bonnat, Telemaco Signorini, Serafino De Tivoli, che saranno raggruppati in sezioni.

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