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Tra costumi, cibi e giochi a Roccantica nel weekend torna 'Medioevo in festa'

'Medioevo in festa' a Roccantica   'Medioevo in festa' a Roccantica
ultimo aggiornamento: 12 agosto, ore 15:29
Roma – (Ign) - Abbacchio alla cacciatora, fettuccine al sugo di carne, e le frittelle di verdura, simbolo gastronomico del paese nel cuore della Sabina insieme ai maccheroni a matassa. A Casaprota tradizionale sagra delle fettuccine ai funghi porcini. Ad Accumuli, invece, prende il via il 14 agosto la XV sagra delle Fettuccine alla Trota


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Roma, 12 ago. - (Ign) - Squilla la tromba dall’alto della torre, entrano i musici, le danzatrici e gli sbandieratori. Ha inizio la 15esima edizione di 'Medioevo in festa' a Roccantica dal 12 al 15 agosto. E' la rievocazione dell'avvenimento storico più significativo e determinante del paese reatino, avvenuto nel 1059 quando Papa Niccolò II inseguito dalle truppe dei Crescenzi, alleati del suo antagonista, si rifugiò nella 'rocha de antiquo' oggi Roccantica.

Favoriti dalla struttura tipicamente medioevale del paese, è stata ricostruita la scenografia di quel tempo attraverso costumi, cibi, musiche, cortei, giochi, armi, e fiaccole. L'atmosfera è animata dai gruppi dei tamburini, degli sbandieratori e dei mangiafuoco. Tutta la popolazione è coinvolta attivamente nella realizzazione della festa. La narrazione viene eseguita in linguaggio d'epoca e con colonna sonora di musiche medioevali, scelte per l'occasione, mentre da torri appositamente allestite sono realizzati effetti speciali con fumo, fiamme e lampi. Il corteo è composto da più di 500 costumanti suddiviso per gruppi di armigeri, cavalieri, notabili e il popolo. I più curiosi, nel corso dei quattro giorni dedicati al Medioevo, potranno chiedere in prestito, gratuitamente, un abito e far parte così della scena insieme a dame, cavalieri, saltimbanchi e giocolieri che trasportano lo spettatore in un mondo tanto lontano nel tempo quanto affascinante. Nel centro storico sono aperte per l’occasione tutte le taverne di Roccantica che ospiteranno i visitatori per la cena. Vasta la scelta dei piatti: dalla caponata, piatto tipico del momento della mietitura che veniva servito nei campi sia ai braccianti che alle persone che assistevano al lavoro, ai carciofi alla giudia, alla stracciatella fatta con brodo di gallina, uova, un po' di parmigiano, pangrattato e qualche goccia di limone. E poi abbacchio alla cacciatora, fettuccine fatte a mano con sugo di carne, e le frittelle di verdura, simbolo gastronomico del paese insieme ai maccheroni a matassa.

Seguendo il filo verde-oro dell’extravergine di oliva della Sabina oggi e domani si tiene a Casaprota la tradizionale sagra delle fettuccine ai funghi porcini. Giallo dorato con leggeri toni di verde, l’olio extravergine di oliva di Casaprota diventa insuperabile componente di una ricetta della tradizione 'povera e contadina': pasta fatta in casa con uova e farina, condita con i gustosi funghi porcini di cui sono ricchi i Monti Sabini. A seguire carne sempre con funghi porcini, musica e allegria. Casaprota, al Km 56 della Via Salaria, è un antico Borgo appartenuto all’Abbazia di Farfa, addossato ad un antico Castello, il cui olio dal sapore intenso, aromatico, era lodato già dagli antichi Romani.

Ad Accumuli, invece, prende il via il 14 agosto la XV sagra delle Fettuccine alla Trota. Questo piccolo comune del reatino, sorge su di un alto sperone roccioso. Panorami suggestivi, percorsi d’arte, scorci pittoreschi, faranno da cornice alla Sagra delle Fettuccine alla Trota. La migliore ricetta è quella più semplice. Prendete una trota pulitela e sfilettatela. Tagliate a dadini. Soffriggete aglio, olio e se piace peperoncino. E poi versate il tutto sulla pasta. Facilmente raggiungibile grazie alla vicina via Salaria, l’antica 'via del sale', è stato nel passato uno dei luoghi più eroici tra quanti erano schierati alla frontiera tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, mai espugnato o sottomesso. Oggi di quel prestigioso passato, conserva imponenti, silenziosi ricordi, nella massiccia Torre Civica, nei resti della cinta muraria e soprattutto in alcuni Palazzi, tra i più monumentali e significativi del Lazio rurale. Accumoli gode poi di uno scenario naturalistico tra i più spettacolari d’Italia, immersa nella cornice di una natura di grande fascino, non ancora raggiunta dal turismo di massa, né deturpata dal cemento.


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