Elezioni_2010 > Lazio > Lazio, centrodestra diviso su rinvio voto. Sgarbi: ''Se non lo spostano è fascismo''
La richiesta è stata presentata ufficialmente alla Regione
Vittorio Sgarbi (Adnkronos)
Lazio, centrodestra diviso su rinvio voto. Sgarbi: ''Se non lo spostano è fascismo''
Vittorio Sgarbi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 17:12
Roma - (Adnkronos/Ign) - Sgarbi chiede due settimane: ''Noi siamo la 'zattera delle libertà''. Il premier lo appoggia: ''Rete Liberal ha diritto a qualche giorno in più''. La Polverini si smarca: ''Penso che si debba andare alle urne alla data indicata''. Contrario a uno slittamento anche Storace mentre Alemanno si dice favorevole
Roma, 19 mar. (Adnkronos/Ign) - ''La lista di Sgarbi ha diritto a qualche giorno in più'' in campagna elettorale, ha detto oggi Silvio Berlusconi mostrandosi favorevole al rinvio del voto, richiesta presentata ufficialmente dalla Rete Liberal alla Regione Lazio. Il premier ha fatto sapere di aver espresso al ministro dell'Interno il suo convincimento che ''quando uno ha un diritto è giusto che lo si rispetti", ma il centrodestra nel Lazio non sembra avere una voce univoca. A partire dalla candidata Renata Polverini.
Sgarbi, che questa mattina ha incontrato il Cavaliere, ribadisce la richiesta di uno slittamento. "Non è stato facile - racconta - perché Verdini era assolutamente contrario ma Berlusconi mi ha dato ragione, ha visto in noi la 'zattera delle libertà'. Ha avuto un lampo di intelligenza e mi ha detto 'vai' e ha indicato come una sua speranza il rinvio di 15 giorni del voto".
Ora la parola spetta alla giunta regionale del Lazio e al vicepresidente Esterino Montino che però ha già fatto sapere che un rinvio ''sarebbe un danno anche economico''. "Spero che Esterino si renda conto della sua situazione - dice Sgarbi - Dovrà confrontarsi con Maroni che, da ministro del governo Berlusconi, immagino sarà d'accordo con Berlusconi che vuole il rinvio". "Io non sono un servo di Berlusconi - chiarisce Sgarbi - io mi faccio gli affari miei e visto che ho la possibilità di far convergere sulla mia lista i voti della lista Pdl, assente a Roma, io quei voti me li prendo. E poi il rinvio di due settimane si inserisce comunque dentro una finestra elettorale visto che vi saranno i ballottaggi sia a Venezia che a Matera".
Ma i toni si fanno più duri quando arriva ad evocare il fascismo. "Io posso attestare che cinque ragazze in venti minuti contano e misurano la correttezza di 2.117 certificati. Il Tar ci ha messo venti giorni e io pretendo che mi vengano restituiti e se non lo fanno è fascismo - rincara Sgarbi - Se la Regione non ci dovesse dare i giorni di campagna elettorale che ci spettano presenteremo ricorso in ogni sede per chiedere l'annullamento e il rifacimento delle elezioni".
Non sembra sulla stessa linea la Polverini. "Io sono in corsa ormai da tre mesi - ricorda - una campagna elettorale bellissima, ho incontrato tantissime persone. Penso che si debba andare a votare alla data indicata". "Poi - aggiunge Polverini - c'è un problema che attiene i partiti che hanno subito un'ingiustizia, un ritardo anche nella riammissione della lista e chiaramente la decisione spetta a loro. In queste ore si dovrà necessariamente decidere. Io continuo a dire che questa campagna elettorale è un'avventura bellissima, il territorio è motivato, le persone vogliono cambiare la classe dirigente della Regione Lazio. Lo possiamo fare con grande serenità nella consapevolezza di vincere il 28 e il 29 marzo".
Contrario al rinvio delle elezioni nel Lazio è anche Francesco Storace. "La lista Sgarbi era già stata ammessa in tre province su cinque, al punto che è stata invitata alle Tribune regionali Rai - rileva il segretario nazionale de La Destra - Stiamo parlando di un rinvio che non ha alcun fondamento. Del resto, alle politiche non si rinviano le elezioni se una lista viene riammessa in una circoscrizione. A noi, ad esempio, capitò in Abruzzo, mica avemmo il diritto di far spostare le elezioni in tutta Italia...".
Favorevole invece a uno slittamento è il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Penso che 15 giorni di ulteriore campagna elettorale, magari parlando dei problemi dei cittadini e non di liste e polemiche, sia molto utile. Se la Regione accetterà la richiesta della lista Sgarbi - afferma Alemanno - credo possa trasformarsi in qualcosa di positivo per la città. Ci permetterà di avere 15 giorni più sereni e più concentrati sui temi di cui dobbiamo discutere''.
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