Su Di Pietro: ''Quel signore che solo la mia personale educazione mi impedisce di chiamare per nome''
Silvo Berlusconi (Adnkronos)
Berlusconi: ''Un dovere intervenire sull'AgCom''
Silvo Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 16:42
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi: ''I processi in tv con attori che interpretano persone che non si possono difendere sono un'ignominia che non si può tollerare''. E torna a intervenire anche sul caos liste: ''Da certi giudici comportamento assurdo sul controllo delle firme''. Anm: ''Non ci faremo intimidire da questa litania''
Roma, 19 mar. (Adnkronos/Ign) - "I processi in tv con attori che interpretano persone che non si possono difendere sono un'ignominia che non si può tollerare in un Paese civile". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è tornato all'attacco durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi successiva al Cdm, in merito all'inchiesta di Trani relativa al suo intervento sull'Autorità delle comunicazioni per la trasmissione 'Annozero'. Il premier ha rivendicato il suo intervento sull'AgCom come suo "dovere da cittadino e da presidente del Consiglio" per evitare il verificarsi di certi episodi nelle trasmissioni del servizio pubblico.
Riguardo al caos liste, Berlusconi si è detto ''esterrefatto e scandalizzato dal fatto che si continuano a ripetere sentenze di giudici che di fronte al diritto di voto guardano a cose burocratiche". E, dopo aver ricordato che nella quasi totalità dei casi il deposito delle liste del Pdl alle regionali è andato in porto regolarmente, riferendosi al caso Lazio, è tornato a ribadire che di fronte al delegato che stava per lasciare i locali, "il giudice doveva acchiapparlo e richiamarlo per la presentazione della lista. I nostri delegati - ha nuovamente denunciato - hanno subito un sopruso e non c'è stata alcuna confusione da parte nostra".
Il presidente del Consiglio ha definito ''assurdo il comportamento di certi magistrati'' che si sono messi a controllare le firme ''di partiti come Pd e Pdl che si sa che alle loro spalle hanno milioni di elettori''. Secondo il premier ''il controllo delle 3.500 firme necessarie per la presentazione delle liste dovrebbe riguardare solo i nuovi partiti e non quelli già presenti a livello locale, nel Parlamento nazionale e in quello europeo''.
A stretto giro è arrivata la replica dell'Anm. ''Non ci faremo intimidire da questa litania - ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara - I magistrati applicano la legge, che ovunque è il fondamento della democrazia. Il resto appartiene allo scontro politico da cui la magistratura desidera rimanere fuori''.
Sempre in conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva se sia favorevole a un rinvio delle elezioni nel Lazio, così come chiesto ufficialmente dalla Rete Liberal di Sgarbi alla Regione, Berlusconi ha fatto sapere di aver espresso al ministro dell'Interno il suo convincimento che ''quando uno ha un diritto è giusto che lo si rispetti". Il premier ritiene che Sgarbi "abbia il diritto a qualche giorno in più di campagna elettorale".
Il Cavaliere è quindi tornato a rivendicare i meriti del suo esecutivo sul fronte della lotta alla mafia e alla criminalità. ''Nessun governo che ci ha preceduto ha ottenuto risultati così importanti come i nostri" ha ribadito, polemizzando anche con "quel signore che solo la mia personale educazione mi impedisce di chiamare per nome", ossia Antonio Di Pietro, "secondo il quale questi risultati sono merito dei magistrati. Allora - ha proseguito - io dico che quegli stessi magistrati non hanno fatto lo stesso con i precedenti governi. Il problema - ha osservato - è evidentemente nel manico. E il nostro manico si fa sentire quotidianamente".
Quanto infine alle accuse di giornali e televisioni su un ritorno diffuso al fenomeno della corruzione, il premier contrattacca: "Tangentopoli non c'è e non c'è mai stata", ha detto a chiare lettere, e per quanto riguarda Pdl e Lega "non abbiamo bisogno di ricevere finanziamenti in modo illegale" perché "ci autofinanziamo, con il fund raising. Non c'è - ha sottolineato - alcuna possibilità di una nuova Tangentopoli".
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