''A noi si cerca di togliere la libertà di parlare al telefono''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
Berlusconi: ''Ridicola l'inchiesta di Trani''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 13 marzo, ore 21:30
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier: ''Inaccettabili processi in tv''. Il Fatto: ''Pressioni per fermare 'Annozero'''. Minzolini: ''Non sono indagato, mi vogliono muto e sordo (VIDEO). Alfano manda gli ispettori. Accolto il ricorso di Sky e Telecom sul blocco dei talk show. Allarme bomba poi rientrato sul volo del premier
Roma - (Adnkronos/Ign) - ''Mi occupo di cose serie, non di cose ridicole e addirittura grottesche''. Così Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il Tg4 risponde a una domanda del direttore Emilio Fede sull'inchiesta di Trani, nella quale ci sarebbero intercettazioni di colloqui del premier.
''Per quanto concerne la Rai - continua il presidente del Consiglio - posso dire che ho sempre ritenuto inaccettabile, come lo ritengono inaccettabile tutte le persone di buon senso, che si sottopongano a processi in tv delle persone che sono già sotto processo davanti ai giudici e che si accusano in tv di tutto con ferocia e senza dare loro la possibilità di difendersi. E ho sempre chiesto a destra e a manca che si facessero esposti in tal senso all'autorità apposita per le comunicazioni perché assumesse gli opportuni provvedimenti''.
Berlusconi torna sul caos liste di questi giorni. Se c'è una cosa sicura, insiste, è ''che i nostri delegati non hanno avuto nessuna responsabilità, nessuna colpa che possa essere loro attribuita''. ''Spero che questo sia chiaro a tutti come deve essere chiaro che a 15 giorni dalla data delle elezioni - rimarca Berlusconi - questa magistratura sta intervenendo gettando fango su di noi e dettando, a suo modo, i tempi e i temi della campagna elettorale. E questo credo che in una democrazia sia inaccettabile''.
''Io rispetto le manifestazioni di piazza - prosegue il premier pensando a quella indetta dall'opposizione per questo pomeriggio a Roma - che sono espressione incontestabile di democrazia, ma questa di oggi è davvero un aggregato stravagante e contraddittorio. Ed è grottesco che sia questa ammucchiata a manifestare per la perdita della libertà, quando è proprio a noi che si cerca di togliere la libertà e financo la libertà di parlare al telefono''.
Intanto, il ministro della Giustizia annuncia un'ispezione ministeriale negli uffici giudiziari di Trani. Una decisione che il Guardasigilli Angelino Alfano comunica ad Agrigento. Oggi stesso, dice Alfano, gli ispettori saranno inviati per verificare quanto accaduto.
Immediata la reazione dell'opposizione. Rivolgendosi al Guardasigilli, Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, osserva: "Ci spiace che con queste sue continue attenzioni alle questioni personali processuali del premier e con questo suo uso privato della politica venga sempre più svuotato il ruolo istituzionale con il rischio concreto di trasformarsi in ministro ad personam". A proposito dell'invio degli ispettori, il presidente dei deputati dell'Idv Massimo Donadi parla di "ennesimo sopruso di questo governo. Un atto arrogante e intimidatorio che si usa nei regimi".
Chiamato in causa, secondo notizie di stampa, nell'ambito dell'inchiesta dei magistrati pugliesi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini non risulterebbe indagato. "Non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. Questo è solo un tentativo di intimidirmi", dice Minzolini.
In serata Minzolini è intervenuto con un editoriale al Tg1 delle 20 (VIDEO). "Non saro' mai un direttore dimezzato" ha detto puntando il dito contro "il perverso meccanismo innescato dall'inchiesta di Trani".
"Qualcuno vorrebbe un direttore dimezzato, ma io non lo saro' mai - afferma Minzolini - nel rispetto della mia storia e di quella del Tg1". Quanto alla telefonata con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "un direttore e' innanzitutto un giornalista e parla non solo con il premier, ma con tutti quelli che vogliono interloquire con lui, come hanno fatto, al netto di ipocrisie, tutti quelli che hanno diretto il Tg1 prima di me".
Per Minzolini, c'e' chi vorrebbe invece "un direttore che non parla con nessuno, un direttore muto e sordo, che se non sta al gioco, usando il linguaggio che Mussolini uso' con Giovanni Amendola, va cacciato a pedate".
articoli correlati
tutte le notizie di Nazionale




















