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''Noi continueremo a lavorare sul solco tracciato fin qui''

Bersani:''Non canto vittoria ma inversione c'è stata. Vendola? Cantiere con Sel''

ultimo aggiornamento: 30 marzo, ore 17:33
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il segretario democratico all'indomani delle elezioni traccia il suo bilancio: "Chiedo un'analisi più attenta e veritiera: c'è un segno di inversione di tendenza. Se prendiamo i dati di coalizione, dalle europee ad oggi abbiamo un dimezzamento della distanza dal centrodestra'' e Berlusconi non ha vinto: ''Il Pdl perde il 4,31% rispetto alle europee''. Pd alla resa dei conti. Franceschiniani: ''Macché inversione. Un disastro''
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Roma, 30 mar. - (Adnkronos/Ign) - "Non intendo cantare vittoria, ma non faccio un discorso di sconfitta del centrosinistra. Chiedo un'analisi più attenta e veritiera". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani all'indomani del voto traccia il suo bilancio commentando i dati delle regionali.

"Se prendiamo i dati di coalizione, dalle europee ad oggi abbiamo un dimezzamento della distanza dal centrodestra - sottolinea il leader democratico -. E non conto l'Udc. Per questo dico - ribadisce - che c'è un segno di inversione di tendenza".

Insomma dalle urne "non ricavo elementi di sfiducia, ma semmai di complessità. Anche del sistema. La Lega avanza solo dello 0,3% più di noi, tutti hanno perso, il Pdl più di noi, il centrosinistra ha guadagnato 3 punti sul centrodestra. Non è vero che siamo più deboli del centrodestra. C'è da lavorarci, non ho mai pensato che la questione con Berlusconi si liquidasse da un giorno all'altro. C'è un percorso".

E quindi, assicura il segretario Pd, "noi continueremo il lavoro per riorganizzare il campo del centrosinistra. Continueremo a lavorare sul solco tracciato fin qui. Da una parte andremo avanti nello sforzo di costruire un Pd sempre più popolare e visibilmente presente laddove ci sono problemi. Dall'altro, la costruzione di un'alternativa, per quanto sia un lavoro complesso, che possa dare sbocco a un'esigenza di cambiamento che viene da queste elezioni".

Quanto al 'caso Vendola' e alla sua schiacciante vittoria in Puglia, Bersani è netto: "Io ho sempre pensato che Vendola sia una delle personalità con cui si può configurare l'offerta del centrosinistra al Paese. Io penso che il Pd - aggiunge il segretario - debba caricarsi anche di tenere aperto il cantiere ovvero essere disponibile a discutere anche con le forze che sono ora fuori dal Parlamento, a partire da Sinistra ecologia e libertà per verificare la possibilità di una convergenza strutturale. Non chiedo a Vendola di entrare nel Pd - chiarisce Bersani - ma se è disponibile di lavorare insieme per un cantiere comune".

E su una possibile candidatura a premier del governatore pugliese per il centrosinistra, Bersani ride e afferma: "Non c'è nessuna preclusione ma al momento non si sta parlando di questo. Non so. Siamo al 2010 e si vota nel 2013. Noi intanto dobbiamo costruire un campo alternativo e le convergenze necessarie. A quel punto - aggiune Bersani - tutti quelli che concorrono hanno diritto di aspirare alla premiership. Chi sarà il capitano o la capitana, lo vedremo".

Tornando quindi all'analisi dei dati Bersani insiste: "Leggo sui giornali che ci sarebbe stata una vittoria di Berlusconi. Non è così. Il Pdl perde il 4,31% rispetto alle europee e il 5,68 rispetto alle politiche e questo dato non è compensato dal dato della Lega che guadagna lo 0,9 rispetto alle europee, il 2,7 rispetto alle politiche".

Non solo, Bersani ha evidenziato come nel centrodestra "c'è un problema tra Pdl e Lega, perché il Pdl perde il 4% metà del quale se lo becca la Lega. Questo è un punto poco considerato che porterà qualche novità. Il Pdl - afferma Bersani - mostra fedeltà alla Lega, ma la Lega non mostra fedeltà verso il Pdl. Brunetta se n'è fatto interprete con qualche protesta".

Quanto al cammino verso riforme condivise invocato da Napolitano, Bersani ribadisce: "Tutte quelle riforme che venissero per risolvere i problemi del Paese, ci vedrebbero assolutamente disponibili. Ci dicano quale strada intendono intraprendere. Come ho detto noi siamo disponibili a sederci al tavolo, ma se la discussione continuerà, come è stato finora, ad essere lontana dai problemi degli italiani, se si continuerà a girare l'angolo, ci sarà la nostra ferma opposizione".

"Noi non temiamo la discussione sui temi istituzionali, sapendo che se ci fosse una piegatura inaccettabile è prevista la consultazione popolare e che gli italiani sono affezionati alla nostra Costituzione. Io sento l'esigenza di rispondere al Paese sul lato economico e sociale, poi credo che la gente vedrebbe con simpatia il fatto che, intanto, facciamo anche qualcosa sul piano istituzionale", ha spiegato il segratario del Pd. "Se, però, cincischiamo sulla parola riforme io non ci sto - ha puntualizzato - Noi non siamo per il presidenzialismo, discutiamone, siamo per un rafforzamento del sistema parlamentare. Berlusconi dice andiamo ai gazebo, ma che ne sanno i gazebo di tutto questo? Si vada in Parlamento e si discuta".

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