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Di Pietro: ''Il governo centrale aiuti ad affrontare la crisi''

Antonio Di Pietro (Adnkronos)  Antonio Di Pietro (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 26 marzo, ore 19:01
Roma - (Adnkronos) - Il leader dell'Idv: ''Non sono le regioni che diventano povere, sono le persone. Perché quel che si sta creando è la differenziazione sociale. La prima cosa che farei è fare in modo che gli evasori fiscali paghino davvero i soldi e le tasse, perché è l'unico modo per avere più soldi'' (VIDEO)
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Roma, 26 mar. (Adnkronos) - ''E' il governo centrale che deve aiutare le regioni, i cittadini, gli enti locali ad affrontare la crisi. E soprattutto è il governo centrale che deve aiutare le parti sociali ad affrontare la crisi, vale a dire il sistema delle imprese, il sistema dei lavoratori. Per quanto riguarda il sistema dei lavoratori bisogna che il governo centrale si decida a mettere mano alle tasche per allargare il fronte degli ammortizzatori sociali, sia per quanto riguarda le persone che ne devono usufruire, sia per quanto riguarda la quota di ammortizzatori sociali''. Non ha dubbi Antonio Di Pietro, nell'intervista visibile sul sito Ign (www.adnkronos.com) e in onda sulle 100 emittenti televisive regionali collegate via satellite alla piattaforma multimediale Adnkronos, per lo speciale 'Cosa sperare per l'economia dalle elezioni regionali'.

''Per quanto riguarda invece il sistema delle imprese - aggiunge il leader dell'Idv - ancora una volta bisogna rivedere il sistema della tassazione delle imprese a cominciare da tutto quel che è il fenomeno degli studi di settore. Per quanto riguarda il sistema delle imprese bisogna poi prevedere appositi fondi sia per gli incentivi sia soprattutto per le imprese meridionali''.

Secondo Di Pietro, ''non sono le regioni che diventano povere, sono le persone. Perché quel che si sta creando è la differenziazione sociale. Questo modello di governo pensa soltanto a una piccola fetta di cittadini italiani, i prepotenti, i ricchi, gli evasori fiscali, i faccendieri, gli speculatori, il sistema bancario e quant'altro, fa in modo che pochi stanno troppo bene, al Nord e al Sud - denuncia - Ecco perché quel che bisogna fare è ristabilire una più equa ripartizione delle risorse e una più saggia ripartizione delle priorità. Tra un ponte sulla stretto di Messina a cinque miliardi e cinque miliardi di ammortizzatori sociali e di rilancio della piccola e media impresa, soprattutto quella turistica, e quella agroalimentare, a me pare che ci sia una bella differenza, per esempio al Sud''.

''Gli squilibri tra Nord e Sud ci sono, perché già c'è uno squilibrio di salario fra Nord e Sud. A fronte di una differenza di salario del 16% c'è un potere d'acquisto diverso del 25%. Al Sud non da questo governo ma da 50 anni a questa parte manca una politica di sviluppo'', fa notare.

''La prima cosa che farei è fare in modo che gli evasori fiscali paghino davvero i soldi e le tasse, perché è l'unico modo per avere più soldi - propone - Dopodiché abbasserei il livello delle tasse per renderlo meno vessatorio. Per quanto riguarda il sistema delle uscite, utilizzerei i fondi che già sono a disposizione nella cassa depositi e prestiti per dare immediatamente, saldare i conti con tutte le imprese che hanno saldi in sospeso e pagamenti in sospeso con le pubbliche amministrazioni per circa 5 miliardi di euro. Questo permetterebbe a quelle imprese di continuare a lavorare. Rilancerei il piano casa non come ha fatto il governo, ma lo rilancerei con il sistema del doppio intervento: da una parte a chi non può permettersi di comprare una casa ma non può pagare l'affitto, quindi interventi sul piano personale, dall'altra parte quella di un'edilizia pubblica che permette di arricchire il patrimonio pubblico dell'edilizia dei singoli comuni''.

Infine, l'auspicio per il dopo-elezioni: ''Spero che sia il primo giorno di una rinnovata speranza di liberarci di un modello di governo berlusconiano che ha ridotto allo stremo la maggior parte delle categorie sociali e che ha creato una nuova categoria sociale, ha creato un gran numero di persone che sono disperate sul piano dell'economia e del lavoro. E spero appunto che quel governo che verrà che mi auguro non si debba aspettare fino al 2013 ma avvenga il più presto possibile, sia un governo che mandi a casa Berlusconi e che si occupi dei problemi del paese''.

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