Elezioni_2010 > Nazionale > Riforme, Maroni le vuole subito: "Prezzo politico da pagare". Al Pd: "Siete necessari"
Riforme, Maroni le vuole subito: "Prezzo politico da pagare". Al Pd: "Siete necessari"
Roberto Maroni, ministro dell'Interno (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 31 marzo, ore 18:11
Roma - (Adnkronos) - Il ministro dell'Interno all'indomani delle elezioni chiarisce: "Non chiediamo posti". E al partito di Bersani, interlocutore indispensabile: "Spero ritrovi la forza propositiva". Dall'opposizione apre l'Udc: "Pronti se saranno serie", ma Di Pietro avverte: "Ci scontreremo sulle intercettazioni". Vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli. Napolitano: ''Avanti con le riforme'' (VAI ALLO SPECIALE REGIONALI)
Roma, 31 mar. (Adnkronos) - "Non chiediamo posti, ma subito le riforme. E' questo il 'prezzo politico' che la Lega chiede dopo la vittoria alle regionali". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni nell'intervsita a Maria Latella su SkyTg24. "Ho una grande stima personale di Pier Luigi Bersani - continua l'esponente del governo - anche per il suo passato ruolo di ministro. Penso che anche per la maggioranza sia un bene avere un'opposizione forte e autorevole. Purtroppo, non e' questo il caso, oggi. Ma spero che il Partito democratico ritrovi forza propositiva, perche' e' un interlocutore assolutamente indispensabile per le riforme".
Un invito, quello al Pd sulle riforme, che viene ribadito anche dal portavoce del Pdl Daniele Capezzone: "Se, com'e' auspicabile e come ragionevolezza dovrebbe suggerire, il Pd di Bersani vuole confrontarsi seriamente nel processo riformatore che si apre, mi pare necessario che la sinistra abbandoni l'antiberlusconismo selvaggio di questi mesi, e rinunci a un improprio diritto di veto, che non sarebbe accettabile ne' accettato".
Ma secondo Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, del mancato dialogo sulle riforme è responsabile la maggioranza: "La settimana prossima, in Parlamento, la maggioranza portera' le intercettazioni, non l'equiparazione fiscale o gli interventi per le partite Iva. E sulle intercettazioni noi ci scontreremo, nel merito. Perche' loro dicono che le vogliono solo con evidenti indizi di colpevolezza, una presa in giro".
"Io contesto il governo perche' sta illudendo i cittadini, facendo credere che risolve i loro problemi. Ma fino ad ora sta risolvendo solo i problemi suoi -ha detto il leader di Idv-. Il Paese si sta umiliando per stare vicino al monarca di turno per avere un tozzo di pane. Anche da Wanna Marchi ce ne andavano un mare di gente quando avevano bisogno. Ma il Paese deve rialzare la testa".
Per Pier Ferdinando Casini con il risultato elettorale "si apre la questione del Nord e noi - dice il leader dell'Ucd - siamo pronti ad accettare la sfida posta anche dalla Lega sul tema delle riforme. Se si tratta di farle noi ci saremo, mentre non la seguiremo mai sulla strada della secessione".
L'ex presidente della Camera sottolinea pero' che la sfida riformatrice investe anche il Partito democratico: "Fare le proposte spetta alla maggioranza, ma l'opposizione non puo' mettersi sull'Aventino. Anche il Pd e' chiamato ad assumersi le proprie responsabilita'". Da questo punto di vista, avverte Casini, "il problema non e' nel rapporto con l'Udc, ma e' quello di non lasciarsi sopraffare dal grillismo, perche' c'e' una profonda differenza tra il fronte riformatore e il fronte dell'antiberlusconismo, che e' pernicioso perche' sull'odio contro una persona non si costruisce niente".
Nessun problema al dialogo per l'Udc, quindi, "se questa maggioranza vuole aprire seriamente la fase delle riforme" come assicura anche il segretario del partito Lorenzo Cesa, che spiega: "Siamo pronti a sederci al tavolo e a discuterne. L'importante e' che non siano le solite promesse o riforme parziali che non cambierebbero le cose nel nostro Paese''.
Approfitta del rinvio alle Camere da parte del presidente Napolitano del ddl sul lavoro Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd, per replicare sul tema delle riforme: "Approfondiremo, come ci sollecita il presidente della Repubblica i temi attinenti alla tutela del lavoro toccati profondamente dal Ddl, rinviato alla Camere, che intervenendo anche in tema di arbitrato, ha messo in discussione l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori''. ''Le forzature e l'eterogeneita' delle norme inserite in un decreto che disciplina dai lavori usuranti, ai congedi, dagli incentivi per l'occupazione al lavoro sommerso e alla salute nei luoghi di lavoro -sottolinea- necessitano di un nuovo intervento del Parlamento che non ha potuto discutere''. ''Ci auguriamo che la maggioranza non si chiuda a riccio ancora una volta e che si trovi il modo, ascoltando anche le proposte dell'opposizione, di riformare e modernizzare le regole del mondo del lavoro trovando, come dice Napolitano, un chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale", conclude Ventura.
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