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Rutelli: ''Con 20 regioni indipendenti avremmo uno stato sfasciato''

Francesco Rutelli (Adnkronos)  Francesco Rutelli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 26 marzo, ore 19:01
Roma - (Adnkronos) - Il leader di Alleanza per l'Italia: ''Oggi opera nel nostro paese quello che io chiamo un effetto sfibrante sull'unità nazionale che è la Lega'' (VIDEO)
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Roma, 26 mar. (Adnkronos) - ''Io penso che dobbiamo dire la verità agli italiani sulle Regioni. Perché oggi le Regioni anziché un luogo di autonomia, programmazione e legislazione su alcuni temi stanno diventando una realtà di concorrenza spesso inconcludente. So di dire una cosa forte ma è evidente che quando Berlusconi va davanti alla piazza San Giovanni dice 'faremo a, b, c', ma non dice nulla sul nucleare e contemporaneamente nelle regioni i suoi candidati dicono che non si sistemeranno centrali nucleari e lo stesso Berlusconi in queste ore dice che la Puglia, perché sa che deve rimontare elettoralmente, non avrà il nucleare''. E' l'analisi del leader di Api Francesco Rutelli, visibile sul sito Ign (www.adnkronos.com) e sulle oltre 100 emittenti televisive regionali collegate via satellite alla piattaforma multimediale Adnkronos, nello speciale 'Cosa sperare per l'economia dalle elezioni regionali'.

Secondo Rutelli, ''questo ci fa capire la contraddizione di fondo: uno Stato unitario deve avere alcune politiche strategiche: energia, infrastrutture... anche il turismo è una politica nazionale. Invece il fatto che queste politiche siano spezzettate in venti, le grandi reti le grandi infrastrutture, le politiche di concorrenza di competizione per il turismo con la Spagna con la Croazia le vogliamo fare con una alleanza tra il Molise, la Liguria e il Veneto? E' evidente che è impensabile''.

''E allora bisogna dire la verità sulle Regioni - insiste - Le Regioni hanno grandi poteri ma solo se funziona lo Stato. A quel punto con un principio di sussidiarietà le Regioni debbono svolgere importantissime funzioni, sono in realtà le agenzie di sviluppo del territorio, con le vocazioni del territorio e quindi debbono regolare bene la sanità, regolare bene le opere pubbliche, regolare bene le politiche ambientali, il ciclo dei rifiuti... ma se le regioni diventano delle repubbliche indipendenti abbiamo venti centralismi e uno stato sfasciato''.

''Secondo me - aggiunge Rutelli - lo squilibrio avrà un accrescimento politico, per motivi politici. Perché oggi opera nel nostro paese quello che io chiamo un effetto sfibrante sull'unità nazionale che è la Lega. L'azione che sta facendo la Lega è di separazione forzosa rispetto a un'esigenza nazionale - afferma - Esigenza nazionale significa che ci vuole un Sud che spenda bene i suoi soldi, ci vuole il contrasto delle mafie, ci vuole una migliore amministrazione pubblica nel Mezzogiorno, ci vuole più trasparenza e pulizia in tutto il paese anche non dimenticando che quando la camorra ha smaltito rifiuti tossici nel suolo della Campania erano rifiuti del Nord, che non erano stati smaltiti correttamente da alcune aziende che operavano in altra parte del paese. Quindi, guardiamo sempre la solidarietà di un paese che deve pretendere sempre più dal Sud ma che non deve dimenticare che se si divide poi non si riunirà. Io penso che sarà il fatto politico della Lega e l'annunciato successo politico della Lega in queste elezioni ad allungare ancora di più l'ombra di una rottura, di una secessione nel nostro paese''.

Api, spiega Rutelli, nasce per ''dare una risposta innanzitutto politica''. ''In queste elezioni siamo presenti in quattro Regioni con il nostro simbolo che sono la Campania, la Basilicata, le Marche e la Calabria. Siamo presenti in molte altre Regioni con i nostri candidati, avremo dunque eletti e parteciperemo ai consigli regionali con una condizione prima delle altre: la sanità non deve più avere una interferenza politica. Non si devono nominare coloro che gestiscono la sanità su base di fedeltà politica, ma di competenza e di meritocrazia. Questo è molto, se si pensa che la sanità fa i tre quarti dei bilanci delle Regioni''.

''Poi vogliamo puntare sull'ambiente, su un turismo che sia forza per la produttività e il lavoro in Italia e la prima industria nazionale e abbiamo bisogno di farne motivo di orgoglio, di recupero di capacità di lavoro di identità dei nostri territori. Poi ci sono molto altri temi, mi limito a questi tre. La nostra sfida è politica, noi in realtà ci portiamo avanti con il lavoro nelle elezioni regionali, il grosso lo inizieremo a fare dopo quando sarà evidente che un centrosinistra dominato da giustizialismo e una destra dominata dal populismo e dal leghismo hanno bisogno di una alternativa di riforma, di equilibrio e di innovazione''.

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