
Bankitalia, in 2008 divario di genere su salari al 13%
ultimo aggiornamento: 02 febbraio, ore 17:29
Il 76% del lavoro familiare, sia di tipo domestico che di cura, è fatto dalle donne.
Roma, 2 feb. (Labitalia) - "Il divario di genere sui salari, a parità di tutte le condizioni, qualifica e istruzione, si aggira nel 2008 intorno al 13%, ed è crescente nel tempo". A dirlo a LABITALIA, a margine degli 'Stati generali sul lavoro delle donne in Italia', in corso al Cnel, a Roma, è Roberta Zizza, economista della Banca d'Italia, che ha presentato durante l'appuntamento uno studio dell'istituto.
"Il divario di genere - spiega Zizza - è presente sia nella retribuzione fissa che nella parte variabile, quella più legata al merito e alla produttività". E, cosa ancora più grave, secondo Zizza, "questo divario si conserva anche se andiamo a confrontare i salari di lavoratore e lavoratrice nella stessa azienda e con la stessa qualifica".
C'è da sottolineare, ribadisce Zizza, che "il dato grezzo sulla differenza salariale è del 6%, ma non tiene conto del fatto che le donne che sono in occupazione sono 'selezionate', quelle più istruite, con migliore background familiare e competenze".
Non solo. "L'ultimo dato Istat ci dice che il 76% del lavoro familiare, sia di tipo domestico che di cura, è fatto dalle donne, con un miglioramento solo del 2% negli ultimi venti anni" sottolinea Zizza.
Questi dati, secondo Zizza, "ci pongono in una posizione inadeguata al livello internazionale, perché le donne sono quelle che lavorano di più nel complesso, considerando il lavoro per la famiglia e il lavoro per la casa". Quindi, secondo l'economista, c'è da affrontare "una questione culturale prima di tutto e sono necessarie anche delle azioni precise per arrivare al 50 e 50 tra uomo e donna nella cura della famiglia".
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