
Confindustria, Italia al 78° posto in classifica per rapporto P.A.-imprese
ultimo aggiornamento: 30 giugno, ore 18:45
Il documento Italia 2015: le inefficienze della burocrazia frenano investimenti
Roma, 30 giu. (Labitalia) -"Le inefficienze della burocrazia ostacolano la ricerca economica, drenano risorse pubbliche e private, frenano gli investimenti". E' il secco giudizio sulla burocrazia che esprime 'Italia 2015', il documento presentato dalla presidente Emma Marcegaglia nel corso dell'assemblea annuale di Confindustria. 'Italia 2015' contiene dieci proposte per tornare a crescere e affronta le questioni cruciali per il Paese: dall' energia al credito e finanza, dal fisco alla giustizia, dalle infrastrutture all' istruzione, dal lavoro alle liberalizzazioni, dalla pubblica amministrazione alla ricerca e innovazione.
Gli industriali, però, partono nella loro analisi proprio dalla Pubblica Amministrazione, la cui riforma, scrivono nel testo "è prioritaria e decisiva per restituire competitività all'Italia e rilanciare la crescita". "Eccesso di burocrazia, tempi lunghi di attesa e difficoltà a reperire le necessarie informazioni": ecco quello che, infatti, caratterizza, secondo Confindustria, il rapporto tra le imprese e la P.A. nel nostro Paese.
I dati della Banca Mondiale, rilanciati da Confindustria, supportano questa tesi. L'Italia è al 75° posto tra 183 Paesi per quanto riguarda l'avvio di un'attività d'impresa, mentre gli Stati Uniti sono all'8°, il Regno Unito al 16°, e la Francia al 22°. Germania e Spagna sono invece posizionate peggio di noi (rispettivamente all'84° e 146° posto). Non parliamo poi degli adempimenti fiscali, da noi lunghi e complicati, tanto che, su questi, la Banca Mondiale fa precipitare l'Italia al 136° posto in classifica, contro la 16ma posizione del Regno Unito, la 59ma della Francia e la 61ma degli Stati Uniti. E anche Germania e Spagna risultano migliori di noi. Questi aspetti, insieme ad altri, fanno sì, aggiungono gli industriali, che l'Italia sia al 78mo posto in graduatoria su 183 Paesi per quanto riguarda il rapporto tra la P.A. e le imprese. L'''inefficienza della burocrazia statale' è anche al primo posto tra le cause di criticità del fare impresa in Italia, secondo un sondaggio del World Economic Forum, riportato da Confindustria.
Le amministrazioni pubbliche, denuncia il documento 'Italia 2015', non solo sono più di 10.000 e in gran parte di ridotte dimensioni, ma soprattutto sono scarsamente efficienti. "La performance del settore pubblico -si legge nel testo- in Italia è parti a un indice di 0,83 contro una media dell'Europa a 15 di 0,94".
Insomma, ora "è necessario e urgente avviare un serio processo di riforma della Pubblica Amministrazione". Due le direttrici indicate da Confindustria: " La riforma strutturale e organizzativa della P.A, e la semplificazione di procedure e regole che presiedono alla sua attività". Un'azione che richiede, sottolineano gli industriali "stabilità d'azione e larga condivisione tra forze politiche". "La razionalizzazione strutturale e organizzativa della Pubblica Amministrazione passa necessariamente attraverso una revisione del Titolo V della Costituzione", si afferma nel documento 'Italia 2015'. "Confindustria propone di rivedere l'assetto costituzionale, attribuendo allo Stato la potestà legislativa esclusiva in materie quali le attività produttive, il commercio e l'energia per superare le molte difficoltà cui l'attuale assetto sta dando luogo".
A questo si deve accompagnare "una decisa riduzione e razionalizzazione del numero degli enti e di strutture burocratiche". A partire dalle Province, per le quali si chiede la ridefinizione "di numero e funzioni". Necessario ripensare anche "la conferenza dei servizi che deve servire a superare inerzie e comporre veti delle amministrazioni e non, come accade oggi, essere causa di rallentamento o paralisi".
Confindustria chiede di rendere effettivo "il divieto per le amministrazioni di richiedere ai privati la documentazione già in loro possesso o in possesso di altra amministrazione". Per questo sarebbe bene "istituire un'anagrafe amministrativa contenente tutti i dati e le informazioni di ciascuna impresa, in modo da consentire il facile e gratuito accesso da parte delle amministrazioni interessate".
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