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Da consulenti lavoro indicazioni per gestione Durc

ultimo aggiornamento: 02 febbraio, ore 13:57
La gestione Documento unico di regolarità contributiva sta generando diverse criticità che sono state segnalate, con ipotesi risolutiva, dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro al ministero del Lavoro.
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Roma, 2 feb. (Labitalia) - La gestione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) sta generando diverse criticità che sono state segnalate, con annessa ipotesi risolutiva, dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro al ministero del Lavoro, con l'obiettivo di giungere alla modifica del dm del 24/10/2007. E' quanto si legge sul quotidiano Italia Oggi. In particolare, secondo i consulenti la regolarità contributiva deve essere accertata alla data della richiesta e, ove questa manchi, alla data in cui si effettua la verifica. Ciò, al fine di individuare una data certa di regolarità ed evitare la possibilità di rilascio di un Durc negativo in considerazione di un'irregolarità successiva alla data di richiesta

Il concetto di inesistenza di inadempienze in atto, dicono i consulenti, deve essere strettamente collegato al calcolo dei contributi e premi dovuti (inadempienza sostanziale). Va, quindi, escluso a priori che una inadempienza formale possa avere conseguenze negative sul rilascio del Durc. Il Documento regolare deve essere rilasciato anche per le aziende, che abbiano corrispettivi non ancora pagati dalle pubbliche amministrazioni o da aziende partecipate dallo Stato per somministrazioni, forniture e appalti, a condizione che essi siano liquidi, esigibili e non caduti in prescrizione, sino all'ammontare corrispondente all’importo dei corrispettivi medesimi. Ciò risponde ad esigenze di giustizia e legalità sostanziale.

Prima del rilascio o dell'annullamento del Durc, qualora gli enti competenti individuino irregolarità, devono invitare l'interessato, per il tramite di raccomandata a.r. e/o posta certificata anche al consulente del lavoro delegato, a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a trenta giorni. Tale modifica, avvertono i consulenti, deve riguardare sia il Durc interno sia quello esterno, ciò per dare corretto sviluppo ai rapporti di contraddittorio tra l'azienda e la Pa ed evitare gravi conseguenze non riparabili a carico dell'azienda medesima non messa al corrente della propria situazione debitoria.

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