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Giustizia: aumentano del 51,6% le cause di lavoro, in calo quelle su previdenza

ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 16:03
Lupo, "Grazie all'attività di controllo dell'Inps". LABITALIA ha intervistato il coordinatore dell'Ufficio vertenze Cgil, Enrico Moroni, e l'avvocato del lavoro Domenico d'Amati (video).


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Roma, 27 gen. (Labitalia) - Boom di cause di lavoro nei tribunali nell'anno giudiziario 2010-2011. "Allarma - ha sottolineato il I presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario - il forte incremento delle controversie di lavoro: 34,9% per le cause di pubblico impiego; 15,7% per le cause di lavoro privato, per un aumento complessivo di 51,6%".

Tra le controversie in aumento che riguardano più in generale il mondo produttivo, "le istanze di fallimento - ha spiegato Lupo - che crescono dell'11,2%, le procedure fallimentari (11,6%) e quelle esecutive immobiliari (8,7%)". "L’incremento segnalato - ha annotato Lupo - costituisce sintomo indicativo della crisi economica che coinvolge l’Italia".

"Nei giudizi davanti al tribunale - ha poi aggiunto Lupo - un rilevante incremento delle pendenze riguarda, in particolare, le controversie di pubblico impiego (aumento del 21,5% rispetto al 2010), le istanze di fallimento (11,0%), i rapporti di lavoro privato (8,7%), le procedure esecutive immobiliari (7,3%) e mobiliari (4,6%), i divorzi a domanda congiunta (6,6%) e giudiziali (3,0%)".

Una "particolare e approfondita riflessione", ha infine sostenuto il presidente, "merita l'andamento decrescente delle cause in materia previdenziale, le cui pendenze, diminuite di -6,7% (da 632.617 a 590.171), non appaiono sufficientemente rappresentative della vera e propria inversione di tendenza verificatasi in tale settore, che risulta invece ben documentata dall'andamento delle sopravvenienze, ridottesi di 16,7%. Quest'ultimo dato appare particolarmente rilevante sotto il profilo organizzativo, non essendo spiegabile esclusivamente con l'efficacia dissuasiva dei maggiori costi che l'attore è tenuto a sopportare ai fini dell'introduzione del giudizio".

Nei dati sulla riduzione della cause in materia di previdenza, dice Lupo, "trovano pertanto conferma i dati diffusi dell'Inps", secondo cui una forte attività di controllo e ispezione "ha consentito di pervenire ad una consistente riduzione del contenzioso, ponendo rimedio a fenomeni di malcostume giudiziario che alimentavano controversie meramente fittizie o comunque non corrispondenti ad un effettivo interesse della parte".


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