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Riesame Taranto su Ilva: emissioni nocive sono chiaramente in corso

ultimo aggiornamento: 20 agosto, ore 17:12
Le motivazioni all'ordinanza di chiusura del Tribunale del capoluogo ionico.


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Taranto, 20 ago. (Labitalia) - ''Sussiste l'urgenza di intervenire con il provvedimento di sequestro atteso che, allo stato, come bene è stato evidenziato dai periti chimici, dai periti medici, dagli accertamenti dell'Arpa, dagli accertamenti del Noe, le emissioni di sostanze nocive alla salute della popolazione sono chiaramente in corso e l'adeguamento degli impianti, ovvero l'eliminazione delle non corrette pratiche di gestione delle polveri degli elettrofiltri e di tutte le disfunzioni sopra segnalate comportanti emissioni incontrollate e diffuse a quote basse, non appare più eludibile''. E' uno dei drammatici passaggi che si legge nelle motivazioni, depositate questa mattina, del Tribunale del Riesame di Taranto, con le quali si conferma l'ordinanza di sequestro di sei aree dello stabilimento siderurgico Ilva del capoluogo jonico disposto dal gip Patrizia Todisco lo scorso 25 luglio nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale.

Senza dimenticare, scrive ancora il Tribunale, che ''una immediata attuazione delle Bat (migliori tecnologie disponibili ndr), già in vigore, garantirebbe la riduzione degli inquinanti stessi''.

''Solo un monitoraggio in continuo può garantire -si legge ancora nelle motivazioni- la veridicità delle misurazioni e appare singolare che Ilva non abbia predisposto gli impianti in tal senso nonostante siano trascorsi quasi 13 anni dall'entrata in vigore di tale obbligo''.

Il Riesame, il cui dispositivo era noto dal 7 agosto, rileva che ''quasi tutte le misurazioni, prese in considerazione dai periti derivano dai controlli effettuati dalla stessa Ilva, sulla cui bontà appare lecito nutrire qualche dubbio, atteso che l'adeguamento della previsione del monitoraggio in continuo per i punti emissivi dove sono convogliati rifiuti trattati termicamente non è ancora attuata, nonostante ciò fosse obbligatorio sin dal 17 agosto 1999''.

''Anche i controlli 'esterni' effettuati da Arpa Puglia, nonchè dai periti e consulenti, sono tutti controlli preventivamente concordati con il Gestore'', aggiunge. ''Va quindi sottratta al gestore la disponibilità delle predette aree e degli impianti ivi esistenti, allo scopo di eliminare tutte le disfunzioni sopra segnalate che determinano le emissioni diffuse e fuggitive'', conclude il Tribunale.


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