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Meno di uno stage su 5 porta a contratto 'vero'

ultimo aggiornamento: 30 novembre, ore 16:54
Sondaggio promosso da Isfol e 'Repubblica degli stagisti' e dedicato a chiunque nella vita abbia fatto almeno uno stage.
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Roma, 27 nov. (Labitalia) - Meno di uno stage su cinque porta a un contratto vero, eppure i ragazzi sperano sempre che sia una porta d’ingresso al mondo del lavoro. In quasi la metà dei casi, lo stage si conclude con una stretta di mano e un arrivederci e una volta su cinque (18,5%) la proposta che arriva è quella di una proroga dello stage. I casi in cui lo stage si trasforma in un vero e proprio contratto sono pochi: un 8% dichiara di aver ottenuto un contratto a progetto, un 7,9% un contratto a tempo determinato, un 6,5% una collaborazione occasionale. Solo 3 stage su 100 si trasformano nel contratto più ambito, quello a tempo indeterminato. Sono i risultati del sondaggio promosso dall’Isfol e dalla testata on line 'Repubblica degli stagisti', dedicato a chiunque abbia fatto nella vita almeno uno stage.

Il sondaggio si è chiuso il 6 ottobre, raccogliendo quasi 3mila questionari. I risultati sono ora al vaglio dei ricercatori dell'Isfol, e l’identikit verrà presentato in un convegno a gennaio 2010, ma alcuni dati sono stati anticipati nel corso della fiera 'Job&Orienta' a Verona. All'appello hanno risposto soprattutto le donne (68,9%) e i 25-30enni, che sul totale dei partecipanti rappresentano la fetta più rilevante (65,2%), mentre solo il 16,1% ha più di trent'anni e il 18,7% meno di 24. A livello geografico, i ragazzi del Nord sono i meglio rappresentati: costituiscono oltre la metà del campione (un terzo delle voci provengono da Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria; un altro quinto da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna).

Ciò rispecchia un trend già evidenziato dalle indagini di Unioncamere, per cui al Nord si fanno più stage che altrove”, ricorda Pietro Taronna, dirigente dell’Isfol. "Ma sicuramente - spiega - conta anche il fatto che tra i siti che più hanno contribuito a promuovere il nostro sondaggio, pubblicando il banner o inserendo la notizia nella loro newsletter, vi siano tante università del Nord: anche per questo, quasi tutti coloro che hanno partecipato sono laureati". Infatti, la metà (44,6%) dei partecipanti ha una laurea specialistica o vecchio ordinamento; un 27,1% ha una laurea triennale e un 13,7% addirittura un diploma di master. Ciò dimostra che lo stage è un'esperienza che oggi riguarda nella maggior parte dei casi persone con un alto grado di istruzione. (segue)

(Adnkronos/Labitalia) - Uno su tre ha fatto lo stage mentre studiava: il 29,6% durante l'università, il 6,9% durante il master, un 4,1% già durante la scuola superiore, il 5,7% mentre faceva un corso di formazione professionale. Ma ben due su tre hanno invece fatto stage solo dopo il periodo di formazione: il 40,9% dopo l'università, l’8,2% dopo il master. Nella maggior parte dei casi (37,8%), le persone che hanno partecipato al sondaggio sono oggi in cerca di lavoro; un'altra percentuale rilevante sta ancora studiando all'università (21,4%) o sta completando un master (2,4%). Solo uno su quattro (28%) è già occupato.

Per quanto riguarda il numero degli stage, coloro che ne hanno fatti tre o più sono quasi uno su cinque. Alla domanda 'Cosa ti aspettavi di ottenere dallo stage?', la risposta secca di quasi la metà dei partecipanti (43,9%) è: trovare un lavoro. Molto distanziate le altre opzioni: 'completare la mia formazione' raccoglie per esempio solo un quinto delle preferenze; 'orientarmi nel mondo delle professioni' ancora meno (il 18,3%). "Dal sondaggio, come prevedevamo, emerge quindi che i ragazzi vedono nello stage essenzialmente una strada per entrare nel mondo del lavoro - rileva Eleonora Voltolina, direttore di 'Repubblica degli stagisti' - eppure questa aspettativa viene quasi sempre frustrata".

Ma dove si va a fare lo stage? In un terzo dei casi presi in esame, attraverso il sondaggio in una piccola impresa, con meno di 50 dipendenti. Un'altra fetta sostanziosa (26,4%) va invece, all'estremo opposto, in una grande impresa, con oltre 250 dipendenti. In generale, il settore più gettonato per i tirocini è comunicazione, spettacolo e pubblicità; seguono a ruota servizi alle imprese e società di consulenza e turismo, ospitalità e tempo libero. Uno su cinque va in un ente pubblico. Nella maggior parte dei casi, gli stagisti vengono inseriti nell'area relazioni esterne, ufficio stampa, eventi e in quella marketing e pubblicità. (segue)

(Adnkronos/Labitalia) - Dal punto di vista logistico, dal sondaggio emerge che fare lo stage non sempre è comodo: meno della metà dei partecipanti lo fa nella sua città. Con conseguenti costi di trasporto, vitto e alloggio. Pochi fortunati ricevono un rimborso spese sostanzioso: un 14% prende tra i 500 e i 750 euro al mese e un 6,9% addirittura oltre 750 euro al mese. Per trovare lo stage pochissimi (solo il 2,2%) si rivolgono a un centro per l'impiego. Più spesso si affidano all'ufficio stage dell'università o ad associazioni studentesche (28,2%) o al fai-da-te delle candidature spontanee e degli annunci su Internet (26%).

In quasi la metà dei casi (45,3%) la durata dello stage è compresa tra i 4 e i 6 mesi. Uno stage su dieci dura addirittura di più, tra i 7 e i 12 mesi. La percentuale di coloro che portano a termine lo stage è schiacciante: oltre il 90%. Chi lo interrompe prima lo fa soprattutto (5,6%) perché insoddisfatto o per passare a un'offerta migliore (3,4% un lavoro, 0,7% uno stage a condizioni più vantaggiose).

E’ però la figura del tutor a rappresentare la nota dolente: solo la metà dei partecipanti è soddisfatta del suo. Nell'altro 50% dei casi, il tutor viene definito poco presente (18,6%), o un altro rispetto a quello indicato sul progetto formativo (6,8%), o addirittura niente di più che una firma sul modulo (17,8%). "In generale, però, chi ha partecipato al sondaggio conserva un ricordo positivo del suo stage - sottolinea Taronna - e per oltre la metà dei nostri intervistati la qualità dello stage è stata buona (35,3%) o addirittura ottima (18,1%)". A fare da spartiacque, poi, il giudizio sufficiente scelto da un partecipante su cinque; sotto questa soglia c'è un 18% che definisce mediocre il suo stage, e quasi uno su dieci che lo bolla senza pietà come pessimo.

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