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Alcoa, incontro a Palazzo Chigi decisivo per le sorti degli stabilimenti italiani
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani
ultimo aggiornamento: 25 febbraio, ore 17:27
Incontro alle 20 a Palazzo Chigi. Epifani: "Ci batteremo affinché Alcoa resti in Italia nei suoi stabilimenti".
Roma, 25 feb. (Labitalia) - Ore decisive per le sorti degli stabilimenti italiani della multinazionale americana Alcoa. Questa sera alle 20 si riunirà il tavolo a Palazzo Chigi tra governo, rappresentanti di Alcoa e sindacati. L'incontro si tiene dopo che Alcoa aveva chiesto un rinvio per concludere la trattativa con Enel ed esecutivo sul costo della bolletta elettrica negli stabilimenti di Portovesme e Fusina. I posti a rischio sono circa duemila tra diretti e indotto, in Sardegna e in Veneto. Per Fim, Fiom e Uilm, "mentre siamo in attesa che per noi dovrebbe essere risolutivo della vertenza con la conferma del mantenimento della produzione di alluminio primario a Portovesme e a Fusina, arrivano segnali contradditori dai due stabilimenti rispetto all’alimentazione delle materie prime necessarie alla produzione".
"Quello che conta è la continuità produttiva'', ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo ai cronisti che gli facevano presente come stesse circolando in queste ore l'ipotesi di una ennesima riunione interlocutoria a Palazzo Chigi e quindi, in sostanza, un rinvio della definizione effettiva della vertenza che riguarda i lavoratori di Portovesme e Fusina.
Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, "quella sull'Alcoa è una battaglia importante, come la riunione di questa sera, e speriamo che proprio questa sera arrivi una parola chiara sul futuro dell'azienda". Epifani ha aggiunto di non "essere in grado di fare però una previsione certa sull'incontro di questa sera". "E' una situazione complessa - ha evidenziato- di una multinazionale che vuol fare il bello e il cattivo tempo, delocalizzando gli impianti. Noi ci batteremo affinché Alcoa resti in Italia nei suoi stabilimenti, perché se si chiudono poi è difficile riaprirli".
E preoccupazione arriva dal segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, che ha dichiarato: "Palazzo Chigi ci aiuti questa sera a chiarire i termini della vicenda Alcoa e se sono vere le indiscrezioni che vedrebbero la vertenza congelata per sei mesi. Il nostro auspicio è che i sei mesi ipotizzati - ha sottolineato Baratta - siano un autentico stop a ogni azione unilaterale, e rappresentino un periodo dove vengano ripristinate le normali attività produttive. Inoltre, speriamo che questi sei mesi oltre ad essere utili a chiarire eventuali problemi di tipo energetico, fra azienda, governo e Comunità europea, diventino anche un momento di confronto vero per capire il futuro del Gruppo in Italia. Troppe volte voci di provenienza aziendale - ha concluso il sindacalista - hanno messo in discussione il futuro di Alcoa e di certo non hanno fatto bene fino ad oggi, né alle relazioni sindacali, né ai lavoratori nel rapporto con l'azienda".
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