Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
Labitalia

Art.18, è polemica sul ddl Lavoro in approvazione al Senato

ultimo aggiornamento: 03 marzo, ore 15:46
Epifani (Cgil): "Una vera e propria controriforma delle basi del diritto del lavoro italiano, che porta sostanzialmente a una forma di arbitrato obbligatorio". Il ministro Sacconi: "E' la polemica dei soliti noti".
commenta commenta 0     vota vota 7    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 3 mar. (Labitalia) - Ora l'articolo 18 potrebbe diventare un optional. A lanciare l'allarme è il senatore del Pd, Tiziano Treu, che, a poche ore dal via libera definitivo del disegno di legge collegato alla Finanziaria da parte dell'Aula di palazzo Madama, spiega: "L'articolo 31 del ddl prevede due possiblità per ricorrere all'arbitrato in funzione della risoluzione delle controversie tra datore di lavoro e lavoratore". La prima, prosegue, "è attraverso contratti collettivi che - dice il parlamentare del Pd - è la strada più sicura. In questo modo, infatti, le parti possono stabilire i limiti in cui l'arbitrato può essere esercitato. Poi, però, resta il fatto, che se le parti falliscono nel trovare un accordo, può intervenire il ministro per decreto". "C'è però un'altra possibilità consentita dalla norme - evidenzia ancora Treu - e cioè che il singolo lavoratore accetti un accordo secondo cui il proprio contratto di assunzione preveda il ricorso all'arbitrato per risolvere le controversie, incluso il ricorso all'arbitrato secondo equità. Cosa, quest'ultima, che implica la possibilità di bypassare le norme inderogabili di legge e quindi diritti come l'articolo 18 o le retribuzioni o le ferie. Un simile accordo inoltre - rimarca Treu - può essere stretto anche in corso di rapporto di lavoro".

Sull'interpretazione non è d'accordo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "La polemica dei soliti noti su un testo di legge alla quarta lettura in Parlamento, dopo due anni di esame - dice il ministro - è l'ennesima prova della malafede di chi vuole sempre accendere tensioni sociali". Sacconi spiega: "Il lavoratore in realtà avrà una possibilità in più di ricorrere all'arbitrato e tutto sarà regolato dai contratti collettivi". Non per niente, aggiunge, "tutti tranne la Cgil hanno condiviso questa norma".

''Questo disegno di legge opera una vera e propria controriforma delle basi del diritto del lavoro italiano, portando sostanzialmente a una forma di arbitrato obbligatorio che farebbe saltare le forme tradizionali delle tutele contrattuali e della libertà del lavoratore di poter adire a queste scelte''. A sostenerlo il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che oggi a Bologna a margine del congresso del sindacato, parla di una vera e propria controriforma contenuta nel ddl sul lavoro. ''In questo modo, naturalmente, si rende il lavoratore -sottolinea- più debole. Se lo si fa addirittura nel momento del suo ingresso nel lavoro lo si segna per tutta la vita''. ''Per questo siamo contro questo principio. Speriamo che non venga approvato e in ogni caso -assicura- faremo ricorso se ci sono le condizioni di legittimita' costituzionale''.

Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, "questo tema, come ogni altro tema nel campo del lavoro, deve essere oggetto di discussione e decisione tra le parti sociali". "Ogni volta che il Parlamento ha cercato di surrogare il sindacato e le imprese -avverte Angeletti - ha fatto danni. A volte modesti, a volte seri e in caso di danni seri non staremo con le mani in mano".

"Da destra e sinistra - commenta invece il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - vedo iniziative. La politica regoli se stessa, che è già tanto sregolata. Sui temi sociali sono le parti sociali a doversi confrontare. Il resto sono solo palloni che si gonfiano mediaticamente" e conclude: "Penso che l'unica cosa da fare è affidare il confronto alle parti sociali".

Nella polemica intervengono, con una nota congiunta, anche il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile welfare e lavoro, Maurizio Zipponi. "Il disegno di legge che impedisce ai lavoratori di rivolgersi al giudice nel caso di diritti violati, a partire dall'ingiusto licenziamento, trasforma definitivamente questo governo in un esecutivo che fomenta la violenza contro il mondo del lavoro. Ci opporremo in Parlamento con tutte le nostre forze contro questa deriva degna di un regime autoritario".

dentro Lavoro
dati  |   politiche  |   sindacato  |   professioni  |   formazione  |   welfare  |   video
pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Politiche
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress