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Carella (Manageritalia), per ripartire necessaria 'buona politica' e azioni concrete
Guido Carella, presidente Manageritalia (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 02 agosto, ore 19:35
Circa 1.000 i manager da oggi riuniti a Roma, fino al 5 agosto, per confrontarsi su idee concrete per far ripartire il Paese.
Roma, 2 ago. (Labitalia) - "Gestire la 'res publica' non è un'attività semplice, è un lavoro che richiede competenze, che richiede specificità. Ci rendiamo conto che per ripartire non abbiamo più bisogno di questa politica, ma piuttosto di una 'buona' politica che riparta dalle competenze". E' chiara la richiesta che Guido Carella, presidente di Manageritalia, lancia, con Labitalia, in occasione dell'apertura a Roma di 'Prioritalia', la kermesse promossa da Manageritalia e Federmanager.
Circa 1.000 i manager da oggi riuniti a Roma, fino al 5 agosto, per confrontarsi su idee concrete per far ripartire il Paese. "Vogliamo una politica e un governo -spiega Carella- fatta di persone competenti e preparate e soprattutto legittimate da una nuova legge elettorale. Crediamo che anche per l'attività politica vadano valutate il merito, le competenze e le specificità. La politica deve assumersi le proprie responsabilità e fare sempre meglio il proprio mestiere".
E i manager sono pronti a mettere in campo azioni concrete. "Non vogliamo inventarci -spiega Carella- cose nuove. Sappiamo che nel Paese in questi ultimi due anni sono state espresse una molteplicità di idee su cosa fare per riformare la politica e costruirne una nuova. A fronte di tante idee, poco però è stato fatto sulla concretizzazione. Noi in queste quattro giornate -aggiunge- vogliamo individuare le idee che la classe manageriale ritiene prioritarie e su queste idee proporre azioni concrete che possano portarci nel breve, nel 2013, ad avviare un processo con una nuova classe politica".
E, secondo Carella, "in questo momento storico forse nessuna comunità quanto quella dei manager può fare una proposta del genere, perchè noi non abbiamo da scontare grandi colpe come quelle dei politici o come quelle della nomenclatura che è sempre la stessa pur cambiando i governi". "Noi possiamo al massimo scontare la colpa di essere stati per troppo tempo silenti -conclude- e quindi ora è arrivato il momento di uscire dal torpore".
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