
Coldiretti, soldi pubblici a 'pecorino' rumeno e 'bresaola' uruguaiana
Il 'culatello' made in Usa
ultimo aggiornamento: 23 dicembre, ore 16:32
Il presidente Marini: si sprecano soldi per le delocalizzazioni, non per le internazionalizzazioni.
Roma, 23 dic. (Labitalia) - Formaggi che si chiamano 'Caciotta' e 'Pecorino', ma che sono fatti in Romania; bresaola che, anziché essere valtellinese, è prodotta in Uruguay; e culatello prodotto negli Stati Uniti, anziché a Zibello nel parmense. Prodotti che di italiano hanno ben poco, a partire dalle materie prime, anche se le imprese che li realizzano sono nazionali e usufruiscono di finanziamenti per la promozione delle vendite all'estero da parte della Simest, società per azioni controllata dal ministero dello Sviluppo economico. A denunciare "l'evidente caso, di utilizzo improprio di risorse pubbliche, destinate non alla promozione del vero made in Italy, bensì alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari nati all'estero e presentati come italiani", è la Coldiretti.
"Non è politicamente accettabile -dice a LABITALIA il presidente della Coldiretti, Sergio Marini- che lo Stato, che rappresenta tutti i cittadini italiani, finanzi direttamente o indirettamente, la produzione o la distribuzione di prodotti alimentari che non hanno nulla a che fare con il tessuto produttivo del Paese, ma che, anzi, fanno concorrenza sleale agli imprenditori impegnati nell'allevamento e nella produzione in Italia".
"In un momento di crisi - rimarca Marini - si sprecano soldi per favorire la delocalizzazione e non certo l'internazionalizzazione, e si alimenta il giro di affari dell''italian sounding' che supera i 60 miliardi di euro l'anno (164 milioni di euro al giorno), cifra 2,6 volte superiore rispetto all'attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari. Gli effetti economici diretti dell''italian sounding' sulle esportazioni di prodotti agroalimentari realmente made in Italy si traducono, inevitabilmente, in effetti indiretti sulla bilancia commerciale, in costante deficit nell'ultimo decennio: un danno per le imprese e un danno per il Paese". "Il ministero dello Sviluppo attraverso la Simest -denuncia la Coldiretti in una nota- sta finanziando imprese italiane per produrre e commercializzare all'estero prodotti che di italiano hanno solo il nome. Prodotti che nascono all'estero, con materia prima e manodopera estere. E' il caso dell'azienda casearia Lactitalia, società a responsabilità limitata costituita nel 2005 in Romania per la lavorazione e la commercializzazione di prodotti lattiero caseari e posseduta al 29,5% dalla Simest. Lactitalia produce in Romania formaggi con nomi italiani 'Caciotta' e 'Pecorino'".
Ma lo Stato italiano promuove anche "le vendite all'estero della bresaola uruguaiana e del culatello prodotto negli Stati Uniti -ricorda Coldiretti- e venduti a New York dalla salumeria Rosi del Gruppo Parmacotto, che ha stipulato un vantaggioso accordo che prevede un investimento di ben 11 milioni di euro nel proprio capitale sociale da parte di Simest".
La Coldiretti mostra anche le foto del culatello prodotto con carne statunitense a marchio 'Salumeria Biellese' e la bresaola uruguaiana a marchio Parmacotto, risultato di un particolare shopping effettuato dalla stessa Coldiretti alla Salumeria Rosi a New York, 283 Amsterdam Avenue, importante punto vendita di proprietà Parmacotto.
"Quello che è più grave -conclude il presidente della Coldiretti- è che la finanziaria di Stato rimane 'reticente' anche dopo le denuncia pubblica che abbiamo presentato alla Commissione parlamentare di Inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale e al ministero delle Politiche Agricole, che ha addirittura istituito un tavolo di lavoro sulla vicenda dell'incredibile acquisto di quote da parte della Simest della società rumena Lactitalia".
dentro Lavoro
TAG
coldiretti
coldiretti
articoli correlati
tutte le notizie di Politiche


























