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Con apprendistato ragazzi al lavoro anche a 15 anni

L'aula di Montecitorio   L'aula di Montecitorio
ultimo aggiornamento: 21 gennaio, ore 13:49
E' quanto prevede l'emendamento al ddl lavoro presentato da Giuliano Cazzola e approvato dalla commissione Lavoro della Camera. Sacconi: "Non si tratta di anticipare l'età del lavoro, ma di consentire il recupero di giovanissimi demotivati". Reazioni contrastanti da parti sociali.
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Roma, 21 gen. (Labitalia) - In arrivo rivoluzione per scuola dell'obbligo e apprendistato. Con un emendamento al disegno di legge lavoro, presentato dal deputato Pdl, Giuliano Cazzola, e approvato ieri dalla commissione Lavoro della Camera dei deputati, verrà in pratica ridotto di un anno, da 16 a 15 anni, sia il limite per l'obbligo scolastico che l'età minima per poter lavorare. In particolare, la nuova norma approvata prevede la possibilità, per un ragazzo di 15 anni, di assolvere l'obbligo scolastico anche lavorando con un contratto di apprendistato, che comprende attività di formazione.

L'obiettivo della norma, secondo il governo, è quello di combattere la dispersione scolastica, e cioè l'abbandono, da parte degli studenti, sia delle attività scolastiche che formative. Per il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, si tratta, infatti, "di migliaia di giovani, tra i 14 e i 16 anni, che, superata la scuola media, né lavorano o talora lavorano in nero. Non si tratta per nulla di anticipare l'età di lavoro, ma di consentire il recupero di un giovanissimo demotivato a seguire gli altri percorsi educativi, attraverso una più efficace modalità di apprendimento in un contesto lavorativo".

La nuova norma non ha però raccolto il consenso dei sindacati, a partire dalla Cgil. Fulvio Fammoni, segretario confederale del sindacato di Corso d'Italia, ha commentato: "L'abbassamento dell'obbligo scolastico a 15 anni attraverso l'apprendistato è sbagliato dal versante formativo, ed è altrettanto grave che si tenti in questo modo di superare, surrettiziamente, attraverso questa via, anche l'età minima per lavorare, fissata per legge a 16 anni". E anche la Cisl, con il segretario confederale Giorgio Santini, ha criticato il provvedimento: "Emendamento - ha detto - approvato in modo frettoloso e senza consultare le parti sociali. Deve essere corretto".

Favorevole, invece, all'emendamento il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Questa misura può essere positiva - ha detto - se è nella logica di dare una risposta al problema di chi abbandona la scuola. Si viene incontro all'esigenza che c'è soprattutto in alcune parti del Paese dove a 14 anni si interrompono gli studi e si va al lavoro. Così - ha concluso - si può lavorare e comunque continuare, tramite un apprendistato, un percorso di formazione".

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