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Confindustria, non si premia merito e salari crescono solo con anzianitą

Jacopo Morelli, presidente Giovani Imprenditori Confindustria  Jacopo Morelli, presidente Giovani Imprenditori Confindustria
ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 18:12
Assemblea dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure. Il presidente Morelli, giovani esclusi in larga parte da mondo lavoro.


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Santa Margherita Ligure (Ge), 8 giu. (Labitalia) - Su 13 mln di giovani under 35, circa 9 mln vivono ancora a casa con i genitori e solo in 2 mln hanno dei figli. Inoltre, a tre anni dalla laurea il 26% non ha ancora un impiego e il salario medio per gli under 32 e' di 1.123 euro, cifra che scende a 1.000 per le donne. Fra il salario di un 35enne e quello di un 65enne, inoltre c'e' uno scarto retributivo del 29% e la differenza sale al 92% nel confronto con i laureati;i
salari infatti, sembrano crescere solo con l'anzianita' di servizio. Sono questi alcuni dei dati presentati dai Giovani Imprenditori di Confindustria riuniti oggi e domani a Santa Margherita Ligure per discutere di Europa, innovazione e legalita'.

Dall'analisi, rielaborazione dei Giovani imprenditori e Csc su dati del tavolo 'Giovani e crescita', emerge, poi, che il mercato italiano e' chiuso per i piu'' giovani: alla poca flessibilita' in entrata (un ragazzo di 25 anni in Italia ha il 25% di possibilita' di trovare lavoro contro il 35% della Germania e il 45% della Gran Bretagna) corrisponde un'elevata flessibilita' in uscita (in Italia la
transizione da occupazione a disoccupazione a 25 anni e' del 6,3%
contro il 4% della Germania) che diminuisce drasticamente dopo i 35
anni (al 2,1% contro il 4,1% della Germania).

La fotografia dei giovani italiani, offerta dagli under 40 di Confindustria, rimanda, infine, ad una societa' ancora molto familistica, i salari sembrano crescere solo con l'anzianita' di servizio e non con il merito e i giovani vengono esclusi dai posti di dirigenza: tra i laureati che riescono a trovare lavoro, il 43% lo fa grazie a familiari e amici, il 10% inizia un'attivita' autonoma e solo il 3% ci riesce tramite l'universita' o la scuola. Infine, tra gli
occupati con meno di 35 anni, solo il 3,8% e' un libero
professionista, solo il 2,3% ricopre posizioni dirigenziali e solo lo
0,5% e' imprenditore. Un richiamo alla necessita' di investire piu'' risorse sulle giovani generazioni, in modo da dar loro "strumenti di partenza" e
"stimolare la creazione d'impresa", e' venuta dal presidente dei
Giovani imprenditori, Jacopo Morelli, che nel suo intervento al
convegno, ha sottolineato: "i giovani sono sempre meno, sono diminuiti
di tre milioni e mezzo rispetto a 20 anni fa, sono esclusi in larga
parte dal mondo del lavoro e dei 2,3 mln di quelli che non studiano e
non lavorano, quasi il 10% ha una laurea. Questo significa uno spreco
nella perdita perche' il nostro paese ha meno della meta' di laureati
rispetto alla media Ocse", ha concluso.


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