
Dell'Aringa: estensione procedura licenziamenti collettivi strada possibile
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 18:12
L'economista, ma su articolo 18 si potrebbe seguire modello tedesco.
Roma, 6 feb. (Labitalia) - La proposta di estendere la procedura dei licenziamenti collettivi per motivi economici anche anche ai licenziamenti individuali, con la possibilità per il lavoratore di usufruire per due anni dell'indennità di mobilità "è interessante, una possibile strada da percorrere, ma non so se basterà per aggirare l'articolo 18". Così l'economista Carlo Dell'Aringa, docente all'Università Cattolica di Milano, commenta, con LABITALIA, una delle ipotesi allo studio delle parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro.
Una strada che però, secondo Dell'Aringa, dovrebbe prevedere, da un lato, "un maggior coinvolgimento delle parti sociali, come avviene nel caso dei licenziamenti collettivi", e dall'altro "un maggior impiego di risorse, visto che per il licenziamento collettivo si prevedono risorse importanti per le indennità di mobilità".
La proposta, secondo Dell'Aringa, però, non permetterebbe "di aggirare l'articolo 18, perchè si deve vedere se viene lasciata al lavoratore la possibilità di appellarsi al giudice per verificare se il licenziamento è legittimo o meno".
Una proposta su come intervenire per la 'manutenzione' dell'articolo 18 la lancia Dell'Aringa: "Si potrebbe pensare di realizzare anche nel nostro Paese la riforma fatta in Germania -conclude- dove la reintegra esiste ma è il giudice a decidere, in base alla sua discrezionalità, se concederla sulla base della gravità del caso, o se invece basta l'indenizzo".
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