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Made in Italy, con via libera bipartisan ddl diventa legge

ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 10:38
Provvedimento approvato all'unanimità dalla commissione Attività produttive della Camera, che si è riunita in sede deliberante. Soddisfazione delle organizzazioni imprenditoriali.
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Roma, 18 mar. (Labitalia) - Via libera al ddl sul made in Italy che diventa legge. L'ok è arrivato ieri dalla commissione Attività produttive della Camera, che si è riunita in sede deliberante. Un provvedimento approvato all'unanimità dai componenti della commissione che esprimono soddisfazione. Si tratta di "uno strumento particolarmente atteso in questi anni", sottolinea il presidente, Andrea Gibelli. Si tratta di una legge storica "perché rappresenta un primo tassello" di un percorso, che ha "valore bipartisan".

"Le buone idee - sottolinea Massimo Calearo (Api-Alleanza per l’Italia) - non hanno colore e si mettono insieme: quando accaduto per la legge made in Italy ne è la dimostrazione". Ma si tratta solo "dell'inizio", spiega: "Stiamo dando voce agli invisibili, alle pmi, che fanno la storia del nostro paese senza però avere un marchio fortissimo". Soddisfatto Santo Versace (Pdl), che ricorda di essere stato "molto criticato da alcuni per aver dato la spinta a questo provvedimento". "Sono soddisfatto - dice - perché il risultato raggiunto dimostra che si può lavorare in modo trasversale". L'esponente del Pdl sottolinea però che si tratta di "un primo passo per portare l'Europa a decidere, contro l'Europa dei burocrati e dei mercanti che in questo momento abbiamo".

Soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni imprenditoriali. "Siamo lieti che la legge sul made in Italy preveda la notifica alla Ue delle disposizioni prima che esse divengano efficaci", dichiara Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria per l'internazionalizzazione, che aggiunge: "Ora ci auguriamo che la notifica a Bruxelles venga effettuata al più presto, in modo da non lasciar passare il tempo da oggi al 1° ottobre 2010 senza avere ottenuto il parere, dirimente, della Ue". Per Confindustria, "la tutela del made in Italy è una priorità assoluta e riteniamo che il legislatore nazionale abbia compiuto la scelta più opportuna, assicurando la necessaria certezza del diritto alle imprese ed evitando loro, soprattutto in questa fase congiunturale difficile, pericolosi 'stop-and-go' di norme assai delicate, che possono incidere sulla capacità di competere a livello internazionale con i nostri concorrenti europei".

"'Un buon risultato, raggiunto in tempi brevissimi. Anche se finora riguarda soltanto tre settori, è un'altra tappa del percorso per difendere e valorizzare con norme certe i prodotti delle imprese che investono e danno lavoro in Italia", secondo il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. "Confartigianato - ricorda - ha fatto della battaglia a difesa del made in Italy il simbolo dell'uscita dalla crisi per le piccole imprese. Siamo sempre stati in prima linea a sollecitare iniziative concrete per valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero e per consentire ai consumatori di riconoscere l'origine e la qualità dei prodotti. E ora, anche grazie alle nostre battaglie, sia a livello europeo che nel nostro Paese sta crescendo la consapevolezza che il made in Italy non si difende a parole, ma con atti concreti ed efficaci".

Anche per Renato Borghi, presidente di Federmodaitalia-Confcommercio, il provvedimento "rappresenta un passo importante per rafforzare la competitività della filiera della moda del nostro Paese sulla base della valorizzazione della qualità delle nostre produzioni". Mentre sul fronte sindacale il segretario regionale Uil Dogane Lazio, Virgilio Tisba, ricorda che "grazie alla forte iniziativa condotta dalla nostra organizzazione in sede parlamentare viene quindi definitivamente cancellata la previsione originariamente prevista nel disegno di legge che prevedeva responsabilità penali per i funzionari doganali in caso di omesso controllo".

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