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Martone: da italiani grande senso responsabilità verso provvedimenti

Il viceministro del Lavoro, Michel Martone (foto Labitalia)   Il viceministro del Lavoro, Michel Martone (foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 25 giugno, ore 14:18
L'intervista al vice ministro del Lavoro al Festival dei consulenti a Brescia.


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Brescia, 25 giu. (Labitalia) - "A me sembra che gli italiani, nonostante le tante difficoltà, e anche in qualche modo il calo di popolarità di questo governo, abbiano affrontato i nostri provvedimenti con grande senso di responsabilità. Poi, credo che questo governo abbia avuto una responsabilità in particolare che si è assunto con grande coraggio, che è stata quella di cominciare a dire agli italiani la verità: la verità del terzo debito pubblico del mondo, che è stato creato in 40 anni". Lo ha affermato il viceministro del Lavoro, Michel Martone, a margine del Festival organizzato a Brescia dai consulenti del lavoro.

"E' chiaro -ha sottolineato- che questo può aver spaventato molti e in alcuni casi può aver fatto venire delle reazioni anche di paura in molti. Però io credo che, più che far finta di non vedere i problemi, se anche vedere i problemi può fare paura, poi, mettersi sulla strada per risolverli è il primo passo per cercare appunto di arrivare a una soluzione. Noi lo stiamo facendo, è difficile risolvere in sei mesi i problemi che si sono creati in 40 anni".

"I provvedimenti adottati dal governo sono stati molto duri, adesso però è la fase della crescita. Speriamo che l'Europa -ha concluso- capisca questi segnali dopo il vertice di ieri ma soprattutto in vista del vertice del 28 e 29, perché in questo momento abbiamo bisogno di un'Europa unita e solidale per cercare, dopo il rigore, di cominciare a mettere in atto i provvedimenti per la crescita".

E sui giovani Martone ha detto: ''il futuro sarà quello che riusciremo a costruire. In questo momento, per la nostra generazione, a causa di una speculazione finanziaria che è costantemente in cerca di obiettivi, è indubbio che il paese viva un grave senso di difficoltà e disagio che ha aggravato anche i problemi dell'occupazione giovanile''.

''Ma reagire a questa difficolta', e soprattutto ricominciare a parlare del futuro, dipende anche -ha ribadito- da quanto la nostra generazione e quelle dopo riusciranno a essere protagoniste. Le leggi sono importanti, ma da sole non bastano a creare posti di lavoro. Per farlo, ci vuole tanta volonta' e una direzione''.

''Speriamo che la direzione -ha concluso- venga indicata dal presidente Monti all'esito del Consiglio europeo, che oggettivamente sarà determinante anche per cercare di immettere nel nostro sistema economico quella liquidità e quelle risorse che servono a non far morire le imprese e a creare nuova occupazione e soprattutto a sviluppare nuove idee''.


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