
Piemonte: al via un percorso per valutare gli interventi formativi
ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 17:04
Un progetto di studio sulle dinamiche degli avviamenti al lavoro, analizzate in funzione delle qualifiche professionali utilizzate.
Torino, 9 feb. (Labitalia) - Un progetto di studio sulle dinamiche degli avviamenti al lavoro, analizzate in funzione delle qualifiche professionali utilizzate. Con l'obiettivo di supportare le attività di programmazione e valutazione degli interventi formativi che fanno parte della programmazione regionale piemontese. E' stato illustrato, a Torino, dove l'assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, ha presentato il Sis Mdl, 'Sistema informativo statistico del mercato del lavoro'.
Il percorso si basa su modello previsionale sull'andamento degli avviamenti al lavoro articolato per regione e per ciascuna provincia. Tale modello riporta una visione di sintesi e la ripartizione per contratti flessibili e permanenti della serie storica degli avviamenti, a livello mensile e la serie previsionale dei prossimi dodici mesi.
Sono quindi analizzate le dinamiche delle assunzioni per professioni: per ogni professione a livello regionale e provinciale sono stati creati degli indicatori per osservare gli andamenti rispetto a un periodo di analisi. Ma anche lo 'stato di salute': attraverso il confronto degli andamenti delle assunzioni, dei rapporti attivi negli anni di interesse e dell'andamento generale del settore economico di maggior interesse per la qualifica professionale, l'indicatore consente di stabilire quali profili professionali siano in stato di crescita, costanti e quali in decrescita.
Si esamina quindi il numero medio annuo di soggetti equivalenti: relativamente a ogni qualifica, il numero dei soggetti necessari a coprire la somma totale dei giorni lavorati nell'anno osservato da tutti i soggetti e per tutti i rapporti, ipotizzando che l'attività lavorativa venga svolta per tutti i 365 giorni.
Si prende in considerazine poi il settore economico di impiego, quello nel quale il peso percentuale dei contratti è uguale o maggiore al 50%. Nel caso in cui non vi sia un settore economico nel quale vi sia una prevalenza assoluta di rapporti, la qualifica viene definita trasversale, e non le si imputa nessun settore specifico. E, ancora, il tasso di variazione negli ultimi due anni osservati.
Il percorso punta quindi all'implementazione del repertorio regionale delle professioni all'interno dei modelli proposti. Verrà studiato e proposto un sistema di integrazione tra le professioni del repertorio regionale e la classificazione delle professioni Istat; l'obiettivo è di introdurre una terminologia comune per migliorare la conoscenza delle dinamiche delle professioni del mercato del lavoro a livello territoriale e consentire l'analisi quantitativa dei fenomeni in atto, il supporto alla programmazione degli interventi e alla valutazione degli stessi.
C'è poi la valutazione degli interventi formativi, con lo studio di modelli di valutazione degli interventi formativi a livello regionale e provinciale. I modelli di valutazione utilizzati dovranno considerare al proprio interno la composizione dei soggetti interessati e i profili professionali oggetto di formazione, integrando il repertorio delle professioni regionale.
In particolare, la valutazione sarà effettuata utilizzando: informazioni di dettaglio quantitative relative agli interventi formativi e ai soggetti interessati; informazioni di dettaglio quantitative dei percorsi professionali dei singoli soggetti a seguito dell'intervento formativo estratti dalle comunicazioni obbligatorie; informazioni quali-quantitative riguardanti la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dell'intervento formativo raccolte per mezzo di apposite indagini.
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