
Scajola, 9-10 offerte per Termini Imerese
Gli impianti Fiat di Termini Imerese
ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 15:55
Il ministro dello Sviluppo Economico: "Prendiamo atto della decisione Fiat di chiudere, ma ci aiuterà a trovare soluzione diversa".
Roma, 8 feb. (Labitalia) - Si allontana sempre più l'ipotesi che la Fiat rimanga a Termini Imerese anche dopo il 2011, data fissata dall'ad dell'azienda, Sergio Marchionne, per la chiusura dell'impianto. Questa mattina, infatti, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ospite di Maurizio Belpietro a 'La Telefonata' su Canale 5, è intervenuto sul futuro di Termini. "La Fiat ha dichiarato di volerlo chiudere - ha detto Scajola - nella riorganizzazione che sta facendo in Italia. Prendiamo atto della decisione, ma abbiamo chiesto che la produzione in Italia aumentasse da 650mila a 900mila pezzi, quindi una grande crescita di produzione e di lavoro''.
Quindi, un nuovo futuro per il sito industriale siciliano. "Abbiamo chiesto alla Fiat che si impegni insieme a noi a trovare una soluzione industriale. Con Fiat - ha rimarcato il ministro dello Sviluppo economico - il discorso su Termini è chiuso, ma Fiat non ostacolerà e aiuterà una soluzione diversa''. Scajola ha quindi spiegato che "abbiamo 8, 9, 10 offerte che stiamo valutando e presenteremo il 5 marzo al tavolo dell'auto del ministero dello Sviluppo. Abbiamo tempo un anno e mezzo prima che cessi lo stabilimento di Termini".
Scajola ha quindi parlato dell'altro grande impianto Fiat al Sud, quello di Pomigliano d'Arco: ''Oggi soffre la crisi di produzione dell'Alfa Romeo, ma nell'accordo con la Fiat si prevede lo sviluppo di Pomigliano, portando lì la Panda che è il modello di punta delle vendite: quindi per Pomigliano c'è un percorso di crescita''. Il ministro è ritornato poi sulla questione incentivi: "La Fiat ha avuto, come molti, aiuti sullo sviluppo: i 270 milioni sono per ricerca e investimenti. Certo è che questi incentivi sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi. Non dovranno essere restituiti - ha sottolineato Scajola - ma c'è l'impegno per sviluppare l'italianità. Non c'è dubbio che in passato Fiat ha dato prove di poca attenzione all'auto, ma da quando c'è Marchionne, la Fiat ha investito sull'auto. Allora, via le polemiche - ha concluso Scajola - ma la Fiat si ricordi che l'Italia e gli italiani hanno dato a Fiat come Fiat ha dato agli italiani".
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