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Via libera definitivo dal Senato al ddl 'collegato lavoro'

ultimo aggiornamento: 03 marzo, ore 21:26
Tra le norme, anche quella che prevede la possibilità di affidare a un arbitro la risoluzione delle controversie di lavoro. E sulla quale si è riacceso lo scontro tra governo e sindacati, che la giudicano una 'controriforma'. Sacconi: "L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è stato minimamente toccato".
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Roma, 3 mar. (Labitalia) - Approvato in via definitiva dall'Aula del Senato il ddl lavoro. L'aula di Palazzo Madama ha licenziato il provvedimento con 151 sì, 83 no e 5 astenuti. Tra le varie norme, il cosiddetto 'collegato lavoro' alla Finanziaria contempla anche, all'articolo 31, la possibilità di affidare a un arbitro, invece che a un giudice, la risoluzione delle controversie fra lavoratori e datori di lavoro. Una norma contro la quale avevano firmato un appello oltre centro giuslavoristi, giudicandola una vera e propria 'controriforma del lavoro'. E che, a detta anche dei sindacati, aggirerebbe l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela i dipendenti delle aziende con oltre 15 addetti, prevedendo la possibilità di ricorrere al giudice e di chiedere il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa.

E sulla norma relativa all'arbitrato, infatti, si è riacceso lo scontro tra governo e sindacati, a otto anni dal braccio di ferro che, sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ha visto contrapposti Cgil e governo all'epoca del Patto per l'Italia. Ed è proprio la Cgil a scendere in campo più duramente degli altri, alla quale il governo ha risposto con altrettanta durezza. E con una precisazione, come sottolinea il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che dopo l'approvazione del provvedimento commenta: "A seguito di un lunghissimo iter parlamentare, partito con la legge Biagi, dalla quale furono stralciate le norme relative, giunge ora a conclusione la possibilità di risolvere le controversie in materia di lavoro attraverso l'arbitrato. Saranno tuttavia i contratti collettivi di lavoro a regolare la materia secondo quanto concordato con tutte le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, tranne la Cgil. Il diritto sostanziale del lavoro, incluso l’articolo 18 dello Statuto, non è stato minimamente toccato".

Soddisfazione per la norma è stata espressa invece dai consulenti del lavoro: "E' una giornata molto importante per il sistema giuridico italiano - dichiara Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro - perché finalmente trova soluzione la quasi paralisi delle controversie in materia di lavoro. I consulenti del lavoro - assicura - sono pronti a fare la loro parte nel processo deflativo del contenzioso. E' stato trovato un metodo intelligente di deflazionare il settore, anche perché la collettività avrà a disposizione la riconosciuta terzietà e capacità di comporre insorgenti controversie, tipiche della professione di consulenti del lavoro. Che possono certamente dare certezza ai diritti e ai doveri delle due parti del rapporto di lavoro".

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