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Agrotecnici: governo pensa a dpr per riforma professioni

Roberto Orlandi, presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati(Foto Labitalia)  Roberto Orlandi, presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati(Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 25 ottobre, ore 17:12
Il presidente Orlandi: "Per realizzare provvedimento in tempi brevi".


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Roma, 25 ott. (Labitalia) - "A quanto mi risulta, il governo è intenzionato a inserire nel dl sviluppo un articolo secondo cui si potrà arrivare all'adeguamento degli ordini professionali, previsto dalla legge 148, e cioè dalla manovra finanziaria d'agosto, applicando la legge 400/88, e farlo attraverso un dpr, un decreto del Presidente della Repubblica. Solo così si può arrivare alla riforma delle professioni in tempi rapidi, evitando rimandi da una parte all'altra del Parlamento". Lo dice a LABITALIA Roberto Orlandi, presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, che sottolinea: "Quella del dpr è una nostra proposta, che sembra sia piaciuta al ministro della Giustizia".

Uno strumento, quello del dpr, che, secondo Orlandi, potrebbe permettere di realizzare in un colpo solo tutte "le modifiche ai diversi ordinamenti professionali previste dalla manovra d'agosto, senza dover effettuare il doppio passaggio parlamentare per ogni singolo ordine, cosa che richiederebbe più di un anno e mezzo e sarebbe quindi impossibile da realizzare con questi chiari di luna in Parlamento e nella politica".

Con il dpr, sottolinea Orlandi, "dopo l'approvazione dello stesso da parte del Consiglio dei ministri, il percorso del provvedimento continuerebbe, al di là delle sorti del governo, anche con altri esecutivi". E Orlandi aggiunge che, come agrotecnici, "abbiamo già provveduto a introdurre, a livello normativo, nel nostro ordinamento quelle norme richieste dalla legge finanziaria, e che in parte noi già adottavamo da tempo, sulla base del nostro codice deontologico. Abbiamo quindi inviato attraverso il Cup -conclude- l'aggiormanento del nostro ordinamento al ministro della Giustizia".


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