
A Roma assemblea consigli provinciali consulenti lavoro
La platea dell'assemblea dei consigli provinciali dei consulenti del lavoro (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 19:52
Consulenti e professionisti manifestereanno il 1° marzo. L'intervento della presidente Marina Calderone (video).
Roma, 27 gen. (Labitalia) - Ha preso il via stamattina l'assemblea nazionale dei Consigli provinciali dei consulenti del lavoro. Ad aprire il dibattito, che proseguirà anche nella giornata di domani, Marina Calderone, presidente del Cup e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. Sono 450 i professionisti della categoria riuniti a Roma per affrontare i temi della riforma delle professioni e della previdenza. Ferma la posizione dei consulenti del lavoro: dicono 'no' agli attacchi alle professioni, che "non possono essere considerate una casta". E i consulenti, con gli altri professionisti, lo ribadiranno nella manifestazione nazionale promossa da Cup e Adepp prevista per il 1° marzo.
"Non siamo dei privilegiati: la nostra -dice Marina Calderone- è un'economia regolare che contribuisce al Pil per il 15%, mentre lo Stato prende, attraverso il fisco, il 16,4%; significa che noi produciamo e qualcun altro 'mangia'. Le professioni svolgono un ruolo sussidiario per la pubblica amministrazione che non può fare a meno del contributo dei professionisti". Una posizione ben delineata, che ammette il confronto ma non il dialogo a tutti i costi. "Non si dovrebbe parlare di liberalizzazioni per la nostra professione, perché -spiega- è già libera di per sé. Noi vogliamo salvaguardare la professione, anzi, le 27 professioni", avverte ribadendo il fatto che i professionisti non sono privilegiati. "Il nostro obiettivo -prosegue- è creare un futuro per i nostri figli e per i giovani che non trovano collocazione nel mercato del lavoro".
Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, invita alla più ampia partecipazione "alla grandissima manifestazione del 1° marzo che -dice- dovremo costruire tutti insieme; il messaggio che vogliamo lanciare è: giù le mani dalle professioni". De Luca invita i consulenti, inoltre, a creare una rete territoriale: "Costituite il Cup territoriale dove non c’è, aggregate le professioni e create una sede, perché dove manca il Cup sorge il problema organizzativo".
Da parte sua, Sergio Stelitano, membro del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha presentato il progetto della web radio della categoria. "L'idea -spiega Stelitano- nasce dalla volontà di dare uno strumento specifico ai consulenti del lavoro, con notiziari economici, del lavoro, rubriche; uno spazio per i commenti alle novità del giorno, risposte a quesiti e pareri della fondazione. Insomma, un supporto e -aggiunge- un aggiornamento ai consulenti del lavoro, tra musica e notizie".
E a ribadire l'importanza delle professioni è Francesco Longobardi, segretario generale Ancl, Associazione nazionale dei consulenti del lavoro: "Si vogliono rimuovere ostacoli di accesso all'esercizio della professione quando non abbiamo alcuna limitazione in tal senso. La posizione sindacale è di apertura alle liberalizzazioni, modernizzazione e riforme degli ordini, per alzare il livello di garanzie per i consumatori e, allo stesso tempo, elevare il livello delle prestazioni dei professionisti". Ma avverte che c’è il "rischio di cadere in minori garanzie, realizzando l'obiettivo opposto, specialmente se ci fosse l'abolizione delle tariffe". "Da parte nostra -continua- vengono promosse iniziative per avvicinare i giovani alla professione di consulente del lavoro, cercando di incrementare i soggetti abilitati". Longobardi dichiara, inoltre, di non essere favorevole alle Srl a un euro, che sarebbero un danno per i giovani e per la qualità delle prestazioni. "E' questo il modo di garantire ai giovani -si chiede- un ingresso dignitoso al mercato e alla previdenza?". E Longobardi spende l'ultima parte del suo intervento sulla riforma del sistema previdenziale. "Le Casse dei professionisti servono ad assicurare un equilibrio, ma non è detto che il sistema contributivo garantisca sostenibilità per mezzo secolo. Il tutto per una riforma che non inciderebbe sul bilancio dello Stato, a meno che, sospetto, a qualcuno faccia gola il nostro 'tesoretto'. Faremo pressione -conclude- per adottare misure credibili ed efficaci".
Matteo Robustelli, vicepresidente dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei consulenti del lavoro (Enpacl), riferendosi alle società professionali, sottolinea che "la maggioranza di capitali deve appartenere ai professionisti, perché -continua- se si inserissero non professionisti nelle società si passerebbe da 'Stp', società tra professionisti, a 'Scp', ovvero Società con professionisti".
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