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Assistenti di direzione, oltre 50% promuove a pieni voti il proprio capo

ultimo aggiornamento: 17 maggio, ore 18:12
Secondo una ricerca Dymo realizzata su 6.000 segretarie in Italia.
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Roma, 17 mag. (Labitalia) - Oltre il 50% delle assistenti di direzione italiane promuove il proprio capo. A dirlo è l'indagine 'Il capo? Questione di etichetta', condotta da Dymo, leader mondiale nelle soluzioni innovative per l'etichettatura che facilitano l'organizzazione a casa e in ufficio, tra aprile e maggio 2010, tra le 6.000 assistenti di direzione appartenenti a Secretary.it, la community che riunisce oltre 6.000 segretarie e assistenti di alta direzione in Italia. L'indagine ha puntato a fornire una fotografia dei capi italiani e dei loro principali pregi o difetti.

Dall'indagine web condotta emerge che le assistenti di direzione italiane, di cui la maggior parte ha un'età compresa tra i 41 e i 50 anni e più, per il 90% hanno un capo uomo e sono felici di averlo: infatti, solo il 13,5% vorrebbe avere un capo donna. E dichiara di avere un capo amato oltre il 56% delle assistenti, mentre il 43% circa dice di temerlo. Ciò nonostante, oltre il 76% delle assistenti promuove il capo a pieni voti: il 26% con 7, il 26,5% con 8 e addirittura il 16,3% con 9, sintomo che il capo è considerato una figura molto positiva a livello lavorativo. Addirittura l'8% attribuisce il voto massimo al suo capo: 10.

Le assistenti nelle aziende italiane ricoprono, secondo la ricerca, un ruolo davvero importante, considerandosi assolutamente indispensabili per il capo. Sono a tutti gli effetti il loro 'braccio destro' e a volte anche il sinistro: del capo conoscono tutto, dai dati personali (pin e puk compreso) alle informazioni più riservate all'interno della realtà aziendale e a volte rivestono anche il ruolo di 'radar sul meteo aziendale', in grado di captare le esigenze e il clima interno. Secondo l'indagine, il capo italiano, in generale, risulta, per il 57% delle intervistate, molto determinato e orientato al risultato, quindi una figura manageriale forte e importante in azienda per il raggiungimento degli obiettivi. Ha grandi doti comunicative e relazionali, unite a capacità di comprensione e flessibilità con forte responsabilità nei confronti dei propri collaboratori.

Solo l'8,6% del campione descrive il capo come una persona riflessiva e orientata alle persone, dato ulteriormente confermato da un 13% che dichiara che il peggior difetto del capo è il non saper motivare i collaboratori e avere scarsa capacità di delega. Quindi, si manifesta un profilo di manager molto individualista, poco abituato al lavoro in team e con scarsa capacità di delega del lavoro, ma con una grande competenza, riconosciuta dal 23% delle assistenti.

Ma quale capo vorrebbero avere le assistenti italiane? Barack Obama al primo posto, seguito da Luca Cordero di Montezemolo e Fiorello. Mentre il capo che non vorrebbero, Simona Ventura e Silvio Berlusconi. In generale, per il 50% delle intervistate il capo ideale dovrebbe essere più capace di valutare e valorizzare le persone, di delegare e motivare i collaboratori, ma soprattutto attento e rispettoso dell'impegno e del lavoro svolto. Dall'indagine emerge, infine, la prevalenza di capi orientati più ai risultati che alle persone.

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