
Con crisi in Abruzzo non c'è più posto per i panificatori
ultimo aggiornamento: 01 febbraio, ore 19:21
Cinque mesi fa si cercavano 100 fornai, oggi aziende a rischio chiusura.
Roma, 1 feb. (Labitalia) - "Mancano persone che comprano il pane, c'è una crisi che non ha patria: in un paio di mesi c'è stato un tracollo da far paura, un disastro vero e proprio. In Abruzzo c'è rischio chiusura: un paio di miei amici, per esempio, hanno già chiuso e altri lo faranno, l'umore non è buono". Così il presidente di Assopanificatori Abruzzo (Confesercenti), Vinceslao Ruccolo, commenta con LABITALIA la situazione in cui si trovano i panificatori del territorio.
Una situazione completamente rovesciata rispetto solo a qualche mese fa. Lo stesso Ruccolo, infatti, nell'agosto 2011, denunciava la mancanza di circa cento panificatori nella regione. E ora non solo non c'è spazio per nuovi addetti del settore, ma rischiano la chiusura anche le aziende esistenti, e con tradizioni ormai consolidate. "La gente non compra più come una volta, è più attenta ai consumi: significa che butta meno pane", spiega Ruccolo, precisando che, comunque, non è questo il problema maggiore.
"Mese dopo mese -continua Ruccolo- vengono fuori i veri problemi: aumenti di materie prime, tasse, gas e tutto il resto. Non ce la facciamo più a sostenere i costi di produzione e -sottolinea- non possiamo aumentare il pane nonostante aumentino farina, metano energia elettrica e altre materie prime: la situazione è veramente critica".
"L'unica cosa che dispiace -aggiunge Ruccolo- è che tutte le piccole aziende, nonostante il patrimonio di prodotti tipici che portano avanti, non ricevono alcun segnale di aiuto da parte delle istituzioni. Con le liberalizzazioni non c'è più neanche il riposo settimanale. L'economia -conclude- non si fa togliendo ai piccoli per dare ai centri commerciali: non è una bella cosa".
Ma la Regione Abruzzo è in campo da tempo con iniziative a sostegno del settore e in generale dell'occupazione, come assicura Paolo Gatti, assessore regionale alle Politiche attive del lavoro: "Alcune Province, con i fondi che la Regione mette a disposizione, hanno organizzato corsi di formazione per panificatori, perché la richiesta era stata avvertita come una necessità e un'opportunità".
"Conosciamo i dati sulla disoccupazione, passata dal 7,9% a sfiorare il 9%, e, in effetti, avevamo già preconizzato -afferma Gatti- un peggioramento dei dati occupazionali. Cerchiamo di contrastare il momento difficile con diversi strumenti che abbiamo messo in campo, tra cui gli 'incentivi assunzionali', che hanno creato tante opportunità, e una serie di politiche che ci ha consentito di risalire sopra la soglia dei 500 mila occupati. Faremo fatica e -conclude- lotteremo per non arrivare ad avere un numero a due cifre relativo alla disoccupazione".
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