
Consulenti, non più rinviabile riforma processo lavoro
Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro
ultimo aggiornamento: 26 febbraio, ore 17:18
Il Consiglio nazionale interviene nella querelle sorta sulle norme contenute nel 'collegato lavoro'.
Roma, 26 feb. (Labitalia) - "La querelle sorta attorno all'ormai imminente riforma contenuta nel 'collegato lavoro' merita alcune puntualizzazioni. Sulla necessità di un ammodernamento dell'intero impianto processuale, nessun giuslavorista può essere in disaccordo. Troppo palese e grave è la situazione creatasi nella fase sia pre-contenziosa che contenziosa da non dover giustificare l'intervento del legislatore. In ballo c'è la necessità di dare certezza ai diritti e ai doveri delle due parti del rapporto di lavoro, cosa al momento assolutamente non esistente". Lo afferma, in una nota, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, in riferimento alla riforma del processo del lavoro.
"La quasi paralisi delle commissioni di conciliazione - avverte - e l'ingolfamento delle sezioni Lavoro dei Tribunali impediscono il dipanarsi di un circuito virtuoso in cui lavoratori e datori di lavoro possano sentirsi egualmente tutelati. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Negarlo va nella direzione dell'illegalità".
"Allora, l'ammodernamento è indispensabile - conclude - e i contenuti del 'collegato lavoro' vanno nella direzione giusta, particolarmente con l'ampliamento delle possibilità deflative preventive del contenzioso insorgente".
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