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Croupier, la crisi non arriva sul 'tavolo verde'

ultimo aggiornamento: 10 gennaio, ore 17:26
L'intervista al generale manager del Centro Formazione Croupier, Stefano Melani.


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Roma, 10 gen. (Labitalia) - Un carattere sereno e paziente, una buona cultura personale, capacità di logica e concentrazione, conoscenza di una lingua straniera, fedina penale pulita e resistenza psico-fisica ai ritmi di lavoro a volte pesanti. E' questo l'identikit del bravo croupier che, al lavoro nei casinò tra gettoni e roulette, è una delle poche professioni che sembra non conoscere crisi e offrire opportunità ai più giovani. Specie all'estero, come spiega a LABITALIA Stefano Melani, general manager del Centro Formazione Croupier (www.croupiers.com), prima scuola internazionale per croupier, nata vent'anni fa. "Attualmente -dice Melani- stiamo cercando 120 croupier da mandare a lavorare in Malesia e poi, ogni mese, ne cerchiamo 35 per l'Inghilterra, ma non sempre riusciamo a soddisfare le richieste che ci arrivano".

Ma come si diventa croupier? "Noi teniamo i nostri corsi -spiega Melani- a cadenza trimestrale presso ognuna delle cinque sedi in Italia: Torino, Milano, Roma, Abano Terme e Cagliari. Sono full-immersion e durano in media 6-8 settimane, durante le quali ci si specializza prevalentemente sui giochi americani come roulette, black jack, i due tipi di poker texano, il poker caraibico. Vengono illustrati aspetti relativi alla conduzione del gioco e anche aspetti pratici legati alla professione".

"Le lezioni durano dalle 4 alle 6 ore al giorno -aggiunge- e la giornata tipo prevede 2 ore di teoria e 4 ore di pratica. Le lezioni -sottolinea Melani- vengono fatte in modalità bilingue, e cioè italiano e inglese prevalentemente. Questo anche perché la maggior parte dei giovani che frequentano i nostri corsi vengono inseriti in casinò all'estero, e ne sono contenti perché così -aggiunge- hanno l'opportunità di guadagnare divertendosi, viaggiando in lungo e largo per il mondo". Al termine del corso, che dura almeno 120 ore e costa 1.250 euro più Iva, viene rilasciato un certificato riconosciuto a livello internazionale.

Chiaro è l'identikit di quanti si avvicininano al mondo del 'tavolo verde'. "L'età media -spiega Melani- di quanti frequentano i nostri corsi è di 24 anni, ma ci sono tanti giovanissimi tra i 18 e i 20 anni". E anche l'universo femminile si sta aprendo sempre più a una professione in passato ritenuta prettamente maschile.

"Negli ultimi tempi -racconta il generale manager del Centro di formazione, che il 27 gennaio aprirà una nuova sede a Messina- stiamo registrando una crescita di richieste di croupier donne da parte di sempre più casinò e comtemporaneamente si sta verificando una crescita esponenziale di donne che si iscrivono ai nostri corsi, con una percentuale che l'anno scorso ha raggiunto il 30-35% del totale, mentre fino a pochi anni fa era molto più bassa. Questo anche perché a volte il loro carattere, più sereno e gentile, aiuta, rispetto ai colleghi maschi, nei rapporti con i clienti in alcuni momenti del gioco".

E, per quanti sono interessati a partecipare ai corsi, le prossime date per le selezioni del Centrro di formazione sono l'11 e 12 gennaio ad Abano Terme, il 12 e il 13 dello stesso mese a Cagliari, il 15 a Roma e Milano, il 22 a Torino, e infine il 29 a Messina. "Dal 24 al 27 gennaio -sottolinea Melani- saremo invece a Londra, alla Fiera internazionale dei casinò Ige, in occasione del ventennale del nostro Centro". Una professione quindi, quella del croupier, che offre la prospettiva dell'impiego assicurato, anche se a costo di 'emigrare' e di dover sostenere modalità di lavoro spesso non facili. "Noi lavoriamo tanto -spiega Melani- con la Svizzera che è uno dei mercati più positivi e in cui si trovano delle condizioni di lavoro molto favorevoli. Dei nostri allievi che realmente si rendono disponibili a partire e a lasciare casa, il 100% viene inserito al lavoro"

"Poi, naturalmente -aggiunge Melani- è una professione che va 'provata' sulla propria pelle, con i suoi orari e le sue modalità, noi non illudiamo nessuno dei ragazzi che frequenta i nostri corsi. I croupier -aggiunge- lavorano 5 giorni alla settimana, con due giorni obbligatori di riposo, 40 ore totali alla settimana. Inoltre, tra un turno di lavoro e l'altro, ci deve essere un minimo di 12 ore di riposo".

E i guadagni, spiega Melani, al di là delle 'leggende metropolitane' su compensi da nababbi, non sono certo da buttare. "Fuori dai nostri confini, ad eccezioni di casi isolati come in Svizzera, Montecarlo e altri casinò top class, gli stipendi iniziali -spiega- sono contenuti, intorno a 2.000-2.500 euro, che non sono certo pochi di questi tempi, ma neanche tanti se si considera che chi sta all'estero deve pagarsi un affitto e sostenere le spese di essere fuori sede. Caso diverso per chi viene assunto dalle navi da crociera che solitamente corrispondono un fisso di 500 euro, più le spese di vitto e alloggio, più dei 'fuori busta' legati al fatto che si lavora in acque internazionali. Poi si devono aggiungere i 400-600 alla settimana di mance che possono arrivare in alcuni casi anche a 5.000 euro. La maggior parte dei ragazzi comunque -chiarisce Melani- dopo un periodo di 'apprendistato' sulle navi scende a terra e cerca un casinò che può garantire più stabilità".

Certo, a lungo andare, la vita ai tavoli da gioco può portare anche delle brutte sorprese. "Da uno studio svolto di recente -spiega- è emerso che con gli anni possono insorgere, tra chi fa questa professione, diverse problematiche, ad esempio nei rapporti personali, ma anche di salute derivanti da stress psico-fisico per stare in piedi tante ore dietro al tavolo da gioco e anche per il fatto di avere a che fare con i giocatori, che hanno certo una psicologia particolare".


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