
De Luca: srl con un euro sarà flop, nessuno darà credito
Il presidente della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca
ultimo aggiornamento: 30 gennaio, ore 12:48
L'intervista al presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. (video)
Roma, 30 gen. (Labitalia) - "Insieme alla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro abbiamo fatto anche uno studio su questa nuova norma e vediamo solo dei difetti, delle criticità. Non riusciamo a intravedere la positività e i pregi di questa nuova figura normativa". Secondo Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, la categoria che conta oltre 28.000 professionisti che negli ultimi anni hanno assunto sempre più un ruolo di 'cerniera' tra imprese e lavoratori, potrebbe rivelarsi un flop la nuova norma, lanciata dal governo nel dl liberalizzazioni, che prevede la possibilità, per i giovani under 35, di aprire una srl con solo un euro di capitale sociale.
Una misura per incentivare l'imprenditoria giovanile ma che, secondo l'esperto, non sortirà alcun effetto positivo. "Se da un lato -spiega a LABITALIA De Luca- infatti si dà la possibilità ai giovani di costituire, senza l'intervento del notaio una società a responsabilità limitata con un euro di capitale, la netta sensazione, anzi la certezza che si ha, è che questa nuova forma di srl non potra 'materialmente' andare a operare perchè non riceverà credito dalla banche, non riceverà fiducia dal mercato, da quelli che sono i fornitori".
E, nota ancora più dolente, secondo De Luca, "potrà creare situazioni fastidiose per quanti in futuro, dopo aver lavorato con queste società, non potranno vedere riconosciuto il proprio credito", proprio per l'esiguità del capitale sociale.
"Credo che alla fine -spiega De Luca- visto che è una società che potrà vivere solo sulle garanzie personali dei soci, che le banche naturalmente chiederanno, sarà solo una società come le altre e partorirà la pia illusione di poter fare qualcosa di semplice, che in realtà semplice non è".
Altre le strade per agevolare l'ingresso all'imprenditoria giovanile, secondo De Luca. "Si dovrebbe certamente intervenire su quelli che sono -spiega De Luca- gli aspetti burocratici legati all'avvio di attività imprenditoriali, favorire l'accesso dei giovani al credito, ridurre il costo del lavoro e la pressione fiscale. Tutto questo si può finanziare smantellando pezzi della pubblica amministrazione, sovrastrutture che sono costosissime e che non sono più in grado di garantire quella funzionalità di cui il Paese ha bisogno".
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