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I consulenti del lavoro promotori di occupazione giovanile

Un momento della teleconferenza  Un momento della teleconferenza
ultimo aggiornamento: 17 febbraio, ore 18:34
Fondamentale l'utilizzo dei tirocini formativi che sono stati al centro di una teleconferenza organizzata dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione per i consulenti del lavoro.
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Roma, 17 feb. - (Labitalia) - I consulenti del lavoro possono essere promotori di occupazione giovanile attraverso i tirocini formativi. E' quanto è emerso dalla teleconferenza sui tirocini formativi che si è svolta a Roma, organizzata dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione per i consulenti del lavoro, con il patrocinio del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. Un'iniziativa che ha visto la partecipazione 'telefonica' di ben 51 consigli provinciali, collegati in diretta per conoscere il programma gestionale della fondazione.

"Dal primo gennaio - ha affermato Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro - i consulenti delegati alle attività di intermediazione, ricerca, selezione e ricollocamento professionale hanno anche la possibilità di erogare i tirocini formativi e di orientamento. I tirocini sono certamente solo una parte del percorso di apprendimento, ma in tempo di crisi rappresentano un'occasione per far capire ai giovani come funziona il mercato del lavoro. Per i consulenti è un'occasione per farsi conoscere, non dimenticando però che si tratta di una professione sociale che ha il compito di promuovere il lavoro, rispettandone le regole".

"Mi piacerebbe - ha rimarcato Marina Calderone - che si continua parlare di formazone, pensando che i consulenti parteggieranno solo per il lavoro e per il rispetto delle regole, facendolo anche comprendere alle parti sociali".

"Il tirocinio - ha spiegato il giuslavorista Michele Tiraboschi - ha una valenza strategica, tuttavia e' incardinato in un contesto normativo superato. Oggi, infatti, il mercato del lavoro a livello formativo e' molto piu' articolato. E' importante che categorie come quella dei consulenti del lavoro prendano il mano il 'governo' di questo importantissimo strumento". "Certo - ha ribadito Tiraboschi - non agevola il fatto che la competenza sia ancora regionale. Sarebbe importante che gli ordini comincino ad attuare un discorso 'forte' con le istituzioni universitarie per costruie i cosiddetti tirocini curricolari. In generale, il miglior compenso che può avere un tirocinante è sicuramente la competenza acquisita".

Anche Enzo De Fusco, coordinatore scientifico della Fondazione studi ha ricordato come "la competenza territoriale limiti fortemente la bonta' dei tirocini formativi". "Molte regioni - ha spiegato - hanno demandato il compito alle province; per questo è necessaria una maggiore omogeneizzazione territoriale". "Comunque - ha precisato Mauro Capitanio presidente della Fondazione consulenti per il lavoro - la nostra categoria mette a disposizione la propria professionalità, autorizzando l'avvio dei tirocini formativi".

Il compito della Fondazione lavoro dei consulenti, è stato ricordato nel corso della teleconferenza, è quello di gestire e garantire il corretto svolgimento del tirocinio attraverso il controllo della convenzione, del progetto formativo, mettendo a disposizione del delegato una procedura quasi interamente informatizzata e della copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi che la Fondazione ha stipulato in convenzione con una compagnia assicuratrice. Il tutor che attiva il tirocinio attraverso una procedura informatica, ha la responsabilità professionale per il tirocinio che propone di attivare, garantendone anche alcuni aspetti operativi come il periodo e l'orario, la serietà dello stagista e dell'azienda, e monitorarlo durante il suo svolgimento".

Il tutor dell'azienda deve accogliere e seguireil tirocinante, assisterlo nelle difficoltà e relazionare sulle sue prestazioni. A sua volta, il tirocinantedeve seguire le indicazioni e fare riferimento ad essi per qualunque esigenza di tipo organizzativo; rispettare gli obblighi di riservatezza circa i processi produttivi, prodotti o altre notizie relative all'azienda di cui venga a conoscenza, sia durante che dopo lo svolgimento del tirocinio. Deve inoltre rispettare i regolamenti aziendali e le norme in materia di igiene e sicurezza.

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